Dio salvi gli italiani dallo snobismo dei maledetti inglesi

Dopo 227 partite, 90 gol, una coppa intertoto con il West Ham, un campionato di League One vinto, un premio di calciatore dell'anno, un riconoscimento come calciatore fair play, un titolo di migliore allenatore della League One, un premio come migliore calciatore del West Ham e titolare dell'undici ideale di sempre dello stesso club, un premio Fifa fair play con lettera di Sepp Blatter, gli inglesi hanno scoperto che Paolo Di Canio è un fascista e dunque da sbattere dovunque, non in galera per il momento, ma in prima pagina e a seguire, comprendendo nell'elenco dei misfatti la strage di Bologna, la partecipazione ai funerali di Signorelli, indicato (fu assolto) come la mente dello stesso attentato, l'esibizione di Di Canio con indosso la maglietta «Irriducibili Lazio», frangia estremista della tifoseria biancazzurra, la famosa immagine di Di Canio a torso nudo con il braccio teso nel saluto romano. Un kit esploso per merito di Ed Milliband ex ministro degli Esteri, vicepresidente del Sunderland carica lasciata con dimissioni irrevocabili un minuto dopo l'assunzione dello stesso Di Canio come allenatore del club. Milliband è il leader del partito laburista, suo padre Ralph, belga, è stato teorico marxista, sua padre Marion Kozak è di origine polacca. Di Canio rappresenta per Milliband una provocazione per la storia della propria famiglia. Lo è anche per The Sun, di proprietà del signor Rupert Murdoch le cui idee democratiche, soprattutto all'interno delle proprie aziende editoriali, sono note ai più, tra questi anche a Scotland Yard.
Ma gli inglesi hanno bisogno di sfogarsi una volta alla settimana, presa la paga filtrano nei pub e quindi, tra una minzione e l'altra, cercano il bersaglio facile, se è italiano è meglio. Di Canio è fascista, Balotelli un bad boy, Capello uno che faceva il duro con dei poveri ragazzi rubando il salario alla Football association, Mancini uno che si pettina troppo i capelli durante le partite e ha bruciato i denari degli emiri, Briatore non vi dico, Bruno Barbieri, superbo chef nostrano ha sognato con il suo ristorante Cotidie in Marylbone High street ma ha lasciato l'avventura dopo aver fatto i conti con una cultura enogastronomica di baked beans e con un boicottaggio «cotidie» ogni giorno; poi c'è il problema del razzismo, tra loro stessi, bianchi e neri, neri e neri; poi la pedofilia con Jimmy Savile il numero uno di Bbc che ha collezionato più minorenni, bambini e bambine, di ascoltatori.
Paolo Di Canio, dunque, deve capirli 'sti inglesi, hanno bisogno di sentirsi diversi, hanno la guida a destra, già vivono sull'isola dei famosi, nel senso dei Windsor (buoni pure quelli, con l'ultimo aumento di salario multimilionario per Elisabetta The Queen), già sono fuori dall'euro ma dentro l'Europa, vivono da reduci e il caso del giorno è diventato quello di un ex calciatore e oggi allenatore che per anni è stato un idolo, per i cattolici scozzesi del Celtic, per i «gufi», i tifosi dello Sheffield Wednesday, addirittura al West Ham entrò a far parte dell'Hall of fame. Quando Di Canio scendeva in campo spesso si udiva il coro perfido della fazione avversaria che così cantava, sulla melodia della Donna è mobile: «You have Di Canio, we have your radio...», per dire che mentre il West Ham o lo Sheffield esibivano il loro gioiello i tifosi avversari ne approfittavano per rubare le autoradio ai parcheggi dello stadio. Bella gente, insomma.
A Sunderland, dove si vive il tumulto per l'arrivo dell'italiano di destra, nacque Joseph Swan, l'inventore della lampadina. Un anno prima della sua nascita (1828) moriva a Como il conte Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta, il fisico che inventò la pila. Do you understand?