La diocesi accusa i soccorsi Ma i pm: «Non è colpa del 118»

«Non mi piace questo gioco». Sono le ultime parole pronunciate da Franco martedì, prima di perdere per sempre conoscenza sul monte Calvana. Poco prima il povero bimbo ripeteva: «Quanto manca?». Poi si è accasciato e ha pronunciato qualche frase sconnessa. È il racconto di Alessandra Foddi, l’accompagnatrice che ha chiamato il 118 e nell’attesa ha prestato al piccolo il primo, purtroppo inutile, soccorso.
In attesa dell’autopsia, tiene banco la ricostruzione dell’arrivo degli aiuti, sui quali c'è un frastuono di polemiche. E accuse a distanza. La Diocesi di Prato si schiera con la parrocchia di Paperino e attacca la macchina dei soccorsi. In una nota si legge che «il 118 è stato chiamato 4 volte dal malore di Franco e l'elisoccorso è arrivato solo dopo un'ora e mezza dalla prima chiamata». Replica secca dei responsabili del 118 di Firenze e di Prato, che hanno ricostruito la cronologia della vicenda cominciata solo alle 13.08, con la prima telefonata di aiuto mentre il bambino si era sentito male alle 12,45. «Nel giro di pochi minuti - dice Simone Magazzini, responsabile del 118 di Prato - abbiamo mandato un'ambulanza e una jeep a quattro ruote motrici. Le prime richieste di soccorso parlavano di colpo di calore, e come localizzazione davano Casa Bastoni, località che si raggiunge facilmente. Ma quando i mezzi sono arrivati a Casa Bastoni, il gruppo era quasi in cima alla Calvana, zona da raggiungere solo a piedi». Dunque, questa confusione su luogo e diagnosi avrebbe fatto perdere del tempo prezioso. Infatti i medici, appiedati, hanno cominciato il massaggio cardiaco su Franco solo alle 14.28. E ora c'è da domandarsi: se l'elicottero fosse stato chiamato subito per sospetto arresto cardiaco e non per colpo di calore il ragazzino si sarebbe salvato? Spetterà alla Procura rispondere.
Per il momento gli inquirenti indeboliscono la versione della parrocchia quando spiegano che «i tempi con cui i soccorritori hanno raggiunto la gita non necessariamente sono imputabili all'organizzazione dell'intervento».
Intanto è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, per ora senza indagati. L'ipotesi più credibile per chi indaga è che il decesso sia legato a un problema di salute del bambino sconosciuto a tutti. Il malore in questo caso sarebbe stato così un fatto imprevedibile.