DISOCCUPATA A GIUDIZIO PER VILIPENDIOInsulta Napolitano su Facebook: alla sbarra

Beppe Grillo lo fa quasi tutti i giorni, sul suo blog. A una giovane mamma di Porto Tolle (Rovigo), invece, un insulto, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano scritto su Facebook in un momento di rabbia costerà un processo con l'accusa di vilipendio al capo dello Stato. La vicenda, raccontata dal Gazzettino, risale al 2012. La giovane donna, appena licenziata e con un figlio in arrivo, commenta le parole di Napolitano che invitava a fare sacrifici: «Noi i sacrifici li facciamo!». E giù un'offesa. Qualcuno nota, denuncia. E così si arriva all'incriminazione. Il processo, sarà a giugno. Sempre che il capo dello Stato non accetti le scuse che la donna gli ha inviato per lettera.

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 13/03/2014 - 11:37

Trovo giusto che si punisca chi offende, ma quando lo richiede l'offeso, anche se poi talvolta assistiamo a cervellotiche decisioni giudiziarie, con valutazioni difformi per fatti sostanzialmente uguali. Invece non condivido il dettato dell'articolo 278 c.p. per cui il P/te della Repubblica è tutelato da una norma speciale che comporta la perseguibilità del "reo" d'ufficio, il che implica un trattamento diverso da quello riservato a tutti i cittadini, che dovrebbero essere tutti uguali nella loro dignità e nel diritto a vederla rispettata, uguali al loro Presidente, che non è il RE, anche se fruisce di tre "residenze reali", ereditate da Casa Savoia. Vorrei un Presidente pari ai cittadini, come dovrebbe essere in una "Repubblica Democratica", ma non sovietica.

roberto.morici

Gio, 13/03/2014 - 14:03

Credo che il Caro Presidente non abbia avuto nemmeno sentore del gravissmo insulto della disperata signora esseno, Egli, occupato ad "eleggere" Governi.