Dissi a Schettino: «Non risalire a bordo della nave»

«Alle 1.30 partimmo da Genova per il Giglio con altri colleghi dell'unità di crisi, ci fermammo prima a Livorno, alla capitaneria di porto dove c'erano l'ammiraglio Dell'Anna, il comandante De Falco, altri ufficiali. È da lì, dopo le 4, che parlai al telefono con Schettino e gli dissi che non c'era bisogno che risalisse lui a bordo della Concordia. Era scosso, provato. Gli dissi che a bordo ci sarebbe andato il safety manager della nave Martino Pellegrini». Lo ha raccontato il dirigente di Costa spa, Paolo Mattesi, teste ieri al processo di Grosseto, che faceva parte dell'unità di crisi della compagnia la sera del 13 gennaio 2012 come direttore della 'safety' della flotta e vice Dpa (Designated person ashore), figura di contatto fra le navi in mare e le strutture operative di terra della stessa Costa Crociere.