Una donna per trovare il killer

Nemmeno i festeggiamenti per il 2 giugno hanno fermato gli investigatori che lavorando al barbaro omicidio di Mondovì. Vittima Giovanni Carlo Mura, accoltellato, bruciato e poi appeso a un albero in una strada sterrata del rione Altipiano, in località Passionisti nei presso dell'Istituto agrario. Per i carabinieri di Cuneo è fondamentale riuscire a capire come siano davvero andate le cose. Perché tuttora si indaga a 360 gradi. Qualsiasi particolare, per i militari, che nelle ultime ore hanno ascoltato ad ascoltare tutte le persone che ultimamente hanno avuto contatti con il giovane, è fondamentale. A cominciare dalla ragazza che sarebbe stata l'ultima a parlare con Mura, una giovane che era con lui, nella tarda serata di venerdì, sulle scale antincendio della scuola dove poi è stato trovato morto. Di persona o telefonicamente. Ad avvisare le forze dell'ordine di quell'uomo appeso a un albero, infatti, è stata una collaboratrice scolastica dell'Istituto Belisario, appunto nei paraggi del luogo del delitto. Ai carabinieri la donna ha detto: «Stavo andando a scuola quando ho visto quel fagotto, subito ho pensato a un sacco dell'immondizia ma poi ho capito che non era così. Ero terrorizzata, ho chiamato il mio collega e insieme abbiamo avvisato le forze dell'ordine». I carabinieri arrivano in pochi minuti e subito ritrovano il coltello usato dall'assassino e un accendino zip. E, appeso a un ramo vicino anche un cavo da batteria che per gli investigatori potrebbe essere stato utilizzato per strangolare la vittima. Insomma sono tanti gli elementi a disposizione degli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Riccardo Baudinelli. Si parla quasi solo di questo nel cuneese dall'altro ieri, «trovate l'assassino», è stata la preghiera dalla madre di Giovanni, «Me l'hanno ammazzato, bisogna fare di tutto per scoprire chi l'ha fatto», le poche parole della madre, Iolanda, 49 anni, che ha effettuato il riconoscimento del corpo con l'altro figlio, Renato, 20 anni. Assistita dall'avvocato Luca Borsarelli, è stata ascoltato a lungo dai carabinieri. «Ieri sera Giovanni- aveva raccontato l'altro giorno- è uscito presto. Anche io sono uscita, e al mio rientro non c'era ancora. Stamattina non l'ho visto, ma non ero preoccupata, perchè si alzava presto la mattina per andare al lavoro». Mentre il sindaco della cittadina, Stefano Viglione dice: «Una vicenda come questa merita la massima attenzione. Aspettiamo gli sviluppi della Scientifica».
Intanto gli studenti delle superiori di Mondovì hanno annullato la Festa dei Giovani che era prevista al Palamanera. In molti descrivono la vittima, operaio figlio di un'operatrice sanitaria e di un finanziere che con la famiglia abitava nel quartiere Piazza e che lavorava in una macelleria di Magliano Alpi, come un ragazzo schivo, riservato. Gli inquirenti sono arrivati a ricostruire anche che Mura è stato visto ancora in vita tra le 21 e le 23 di venerdì scorso al bar Italia di Mondovì dove risulta aver bevuto qualche birra. Poi più nulla. Di lui si perdono le tracce. Fino al ritrovamento del cadavere. Già fissata l'autopsia, prevista per mercoledì 4 giugno. Fornirà elementi in più, di certo, sugli ultimi momenti di vita di Giovanni. Mentre da oggi si cercherà di visionare anche tutte le telecamere che, fin dal bar dove il giovane è stato visto l'ultima volta, potrebbero aver ripreso qualcosa. Si spera di significativo.