Draghi boccia l'Imu, Squinzi affonda il Prof

Milano È fuoco incrociato sul governo Monti: arrivano a raffica le bocciature, proprio su quei provvedimenti di cui i supertecnici sono più orgogliosi. «L'Imu frena il settore italiano delle costruzioni», firmato Bce. «La riforma del lavoro è insoddisfacente», firmato Confindustria. «In Italia il fisco è squilibrato», firmato Corte dei conti. E lo spread riprende la corsa al rialzo, nonostante il buon esito dell'asta Bot a un anno: il differenziale tra il Btp decennale e il Bund tedesco ieri è salito a 466 punti base dai 454 della chiusura precedente. Così, in una giornata già negativa per tutte le Borse europee, Milano ha chiuso fra le peggiori (-2%), seguita solo da Madrid (-2,58%).
Ad affossare i mercati, oltre alla crisi dei debiti sovrani, è stato l'allarme della Bce sulla disoccupazione nell'eurozona, che non accenna a diminuire. In particolare, segnala l'istituto guidato da Mario Draghi, la dinamica del mercato del lavoro in Europa risente molto del crollo del comparto delle costruzioni, che ha segnato il maggior calo (-1,3%) nel primo trimestre. E come una mazzata, sul settore già traballante si abbatte l'Imu: «In Francia e Italia potrebbero pesare anche i provvedimenti tesi al risanamento dei conti pubblici - si legge nella nota dell'Eurotower - come l'aumento delle imposte sugli immobili e il graduale rientro delle misure fiscali a favore degli investimenti in immobili residenziali». Come se non bastasse, «l'attività nei Paesi più colpiti dalla crisi del debito sovrano potrebbe essere frenata da costi di finanziamento più elevati e da correzioni nel settore finanziario, mentre in Germania l'attività sarà favorita dai bassi costi di finanziamento». E se il governatore Draghi picchia duro, anche il presidente Squinzi non risparmia le critiche al governo Monti. Certo, quel termine «boiata» non lo vuole più usare - «l'ho detto in una conversazione privata», precisa - ma il suo giudizio sulla riforma del lavoro non cambia: «Non è soddisfacente e aspetto che il ministro Fornero mi convinca del contrario: non ha migliorato la flessibilità in uscita e in compenso ha abbassato quella in entrata. Credo che qualche correttivo sia necessario». Come dire, bocciata in pieno: in modo più diplomatico, certo. D'altronde, il presidente di Confindustria ha imparato la lezione e non si lascia più cogliere in castagna: a chi gli chiede se davvero la concertazione è un male come ha detto il premier, replica sorridendo: «Sono in silenzio stampa, ho perso la voce». Ma la ritrova per sparare un'altra bordata: stavolta sull'andamento dell'economia. «Nella migliore delle ipotesi il Pil italiano calerà nel 2012 del 2,4%, ma in effetti, probabilmente, sarà anche qualcosa di più, perché nella seconda parte dell'anno faccio fatica a vedere miglioramenti», dice il numero uno degli industriali.
L'ultima bocciatura della giornata per il governo tecnico arriva dalla Corte dei Conti e riguarda il fisco. Il presidente della Corte, Luigi Giampaolino, non usa mezzi termini e parla di «sistema grandemente deficitario» con «costi di adempimento, in termini di tempo e di denaro, che sovente ostacolano l'adempimento stesso». Non solo. In Italia c'è «una situazione di forte squilibrio nel prelievo fiscale». E ancora: le tecnologie vengono utilizzate per i controlli ma non per aiutare i contribuenti negli adempimenti.
Un esempio, tanto per cambiare, riguarda il calcolo della prima rata Imu, che doveva essere pagata entro il 18 giugno. «I contribuenti non hanno potuto fruire di alcuna applicazione informatica approntata dall'amministrazione finanziaria».