Due disoccupati si offrono ai cinesi: «Sul lavoro voi sì che siete seri»

Senza lavoro da sei anni, un disoccupato salentino, fiducioso nella operosità e nell'attivismo degli imprenditori cinesi che operano nel nostro Paese, ha scritto all'ambasciatore cinese in Italia chiedendogli di aiutarlo a trovare un posto. L'idea è venuta a Giuseppe Del Carro, 47 anni di Campi salentina, che dopo 15 anni da precario in una azienda di trasporti urbani di Lecce, è stato mandato via e da allora si arrangia con lavoretti saltuari.
«Ho scritto all'ambasciatore - racconta - perchè magari riesce a mettermi in contatto con qualche imprenditore cinese.
Ormai non so piu come andare avanti. Ho moglie, due figlie, il mutuo della casa da pagare e dal 2008 non porto piu in famiglia uno stipendio fisso». Nella lettera inviata all'Ambasciata della Repubblica Popolare cinese, Giuseppe racconta all'ambasciatore la sua vicenda, la sua disillusione nelle istituzioni italiane, colpevoli - sostiene - di non aiutarlo, e si dice disponibile ad imparare qualsiasi lavoro.
«Dell'Italia non mi fido più - commenta - la Costituzione parla di una Repubblica che si fonda sul lavoro, ma non è vero Dovrebbero cancellarlo quell'articolo».
La richiesta di Giuseppe fa seguito a quella di qualche giorno fa di un altro disoccupato, questa volta livornese. «Buongiorno popolo di cinesi, ho 44 anni e sono un artigiano di Livorno condannato alla disoccupazione». Ha esordito infatti così Miro Bianchi nel suo singolare «colloquio di lavoro multimediale» pubblicato su Youtube. Una sorta di curriculum indirizzato alla comunità cinese in Italia a cui si rivolge chiedendo un lavoro - spiega - «perché l'Italia mi ha abbandonato». Con tanto di sottotitoli, il suo appello è tradotto anche in cinese: «Mi rivolgo a voi perché sgobbate e vi fate un c... così. So che apprezzate gli artigiani italiani e li studiate, per questo propongo a voi le mie esperienze. Ho lavorato come imbianchino, muratore, cartongesso, ma so anche fare bene il giardiniere. Vi ammiro per le vostre energie e intraprendenza, ma anche perché, mi spiace dirlo, questo Stato, l'Italia, è diventato un Paese di m...».