E Lady Asl si riprende la carta di credito

L’odissea sulla sanità pugliese continua. La procura di Bari ha dissequestrato parte dei beni dell’ex direttore generale della Asl locale, Lea Cosentino, detta anche «Lady Asl». Beni mobili e immobili del valore di 255mila euro sequestrati il 14 giugno scorso nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione della sanità pubblica pugliese. Si tratta di presunte tangenti pagate per la gestione illecita delle gare e delle trattative per l’acquisto di attrezzature e protesi sanitarie. Tra i beni dissequestrati c’è anche una carta di credito con cui la Cosentino pagava le spese sanitarie. Nei mesi scorsi, «Lady Asl» ha fatto pesanti dichiarazioni ai pm sulla sanità pugliese, accusando il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola (indagato dai pm), e suoi assessori, di aver interferito per favorire medici o dirigenti Pd o Sel. L’odissea non è finita.