E l'impresa finisce in pasto agli avvoltoi

La denuncia del re dei divani: concorrenza dai produttori cinesi. Copiano brevetti e marchi e danno lavoro ai cassintegrati

Cassintegrati che lavorano in nero per il concorrente clandestino del datore di lavoro in difficoltà? Assurdo? No, tutto vero ed è la fotografia più spietata del sistema economico assurdo in cui ci siamo cacciati e che speriamo di risolvere andando avanti verso una strada sbagliata che ci condurrà verso l'ennesimo muro. La denuncia del «re dei divani» Natuzzi lascia senza parole: la concorrenza più spietata ai suoi prodotti viene da produttori cinesi che ne copiano brevetti e marchi e che, beffa tra le beffe, producono e assemblano i divani «copiati» in capannoni clandestini dove, accanto alla manodopera orientale che opera al di fuori di qualsiasi regola, vi sarebbero gli stessi operai Natuzzi messi in cassa integrazione a causa della crisi di vendite dell'azienda. Non è la prima volta che situazioni simili vengono denunciate: la trasmissione Piazzapulita di Corrado Formigli mostrò in proposito alcuni video inequivocabili e rappresentanti sindacali locali dicevano senza problemi (e senza vergogna) che «si sa benissimo». Ma come è possibile ridursi così? Cosa sta portando le nostre imprese a uno stato di debolezza tale da essere vittime di situazioni così paradossali? Se l'impresa andasse bene i lavoratori starebbero in fabbrica a produrre. Mai e poi mai rischierebbero di farsi scoprire fuori regola e fuori orario con concorrenti clandestini. Va quindi ribaltato il pensiero che alcuni potrebbero superficialmente fare sentendo notizie come questa: non è tanto l'impresa italiana a essere in crisi perché vi sono queste situazioni di clandestinità ma questo scempio può proliferare proprio perché l'impresa è in crisi e gli avvoltoi si affrettano a raccoglierne i pezzi. Il cassintegrato si rende benissimo conto che la sua condizione non è affatto momentanea: la disperazione per la futura disoccupazione totale lo spinge ad accettare qualunque cosa, anche lo squallore dei capannoni dei cinesi e l'imprenditore punterà sempre di più a delocalizzare per «cinesizzarsi» a sua volta. Anche un sasso ormai dovrebbe rendersi conto che la risposta alla crisi passa solo e solamente dalla possibilità di creare lavoro regolare in Italia. La delocalizzazione potrà forse salvare l'azienda ma senza il lavoro cosa rimarrà qui? L'industria del mobile poi è perfetta per identificare il problema alla radice: si tratta di un prodotto di qualità e design ma che ha, nonostante ciò, una forte componente di competitività di prezzo. Non si tratta infatti di solito di beni di lusso insensibili alle variazioni dei listini: il cliente può ben accettare un prezzo maggiore per una maggiore qualità ma solo fino a un certo limite, oltre il quale opterà per il prodotto a basso costo. Ecco, l'Europa delle mille regole assurde pensate per le mega aziende, della moneta unica per la Germania e per la Grecia e dell'austerità imposta a colpi di tasse per abbattere il mercato interno e ridurre le importazioni uccide proprio industrie come quelle del legno e del mobile. Le detrazioni per le ristrutturazioni sono semplice ossigeno utile per mettere il problema sotto il tappeto sperando di essere lontani quando il bubbone esploderà. Immaginate un nome a caso di una grandissima industria di mobili nordica che, a causa della nostra moneta sopravvalutata, riesce ad avere prodotti a prezzi concorrenziali rispetto ai nostri e ad assorbire, con uffici dedicati e tassazioni lussemburghesi, le mille pastoie burocratiche europee e domestiche che invece sono l'incubo del piccolo/medio imprenditore italiano disperatamente «regolare». Immaginate una popolazione impoverita da mille tasse imposte dall'esterno, in cui la classe media sparisce di giorno in giorno e quindi rassegnata a ricercare il prodotto economico. Ebbene, in questo paese «immaginario» (si fa per dire) l'impresa locale chiude ed ecco che sulla sua carcassa fiorisce l'illegalità dei capannoni dei cinesi. La repressione dura del produttore clandestino sarebbe sacrosanta ma non farebbe risorgere l'impresa, già morta prima. Quello che deve essere scardinato è il sistema economico europeo, che significa la fine certa per i produttori di beni commerciabili negli stati deboli dell'Eurozona. Ogni giorno che passa uccide decine di nostre imprese lasciandoci soltanto con gli avvoltoi della clandestinità che, finito il loro lavoro, alla fine se ne andranno anch'essi.

Twitter: @borghi_claudio

Commenti

sea

Sab, 04/01/2014 - 15:06

Chi e' causa del suo mal pianga se stesso, La conoscenza delle ragioni dei mali che affliggono l'Italia fa si che il tempo delle sterili lamantele sia finito. Le soluzioni ci sono , basta avere la volonta' di metterle in atto.

Cinà

Sab, 04/01/2014 - 17:27

Rispetto alla precisa e condivisibile ricetta fornita da Borghi Aquilini: riformare totalmente il sistema economico europeo, pensate che le personalità tutte (da Renzi a Berlusconi, da Letta ad Alfano e tutti gli altri)che affollano il nostro agone politico siano in grado di poter portare avanti un simile progetto?

gibuizza

Sab, 04/01/2014 - 17:27

Sono d'accordo con @Sea. Adesso non ci sono più scuse, se la gente vuole si può documentare e può capire. Se per ragioni di bottega o peggio di tifo politico vogliono continuare con queste pseudo soluzioni e con questi incapaci governanti (più venduti che incapaci) che si tengano la crisi e che muoiano di fame, io non darò più alcun aiuto e neppure comprensione. Aggiungo anche che chi ha comperato e compera prodotti stranieri quando potrebbe comprare italiano (anche se a prezzi decisamenti più alti), continui pure a credere di essere più furbo degli altri, poi quando sarà senza lavoro e senza soldi ...... almeno non vada in trasmissioni televisive a fare la vittima ma ripeta all'infinito "per mia colpa, per mia colpa, per mia massima colpa".

cicero08

Sab, 04/01/2014 - 17:37

Condurre una lotta serrata contro questa ben individuata evasione sarebbe troppo facile per i nostri investigatori di Stato cui, invece, piacciono molto le imprese ... impossibili.

Digei

Sab, 04/01/2014 - 17:46

Rispondo a "sea": commento alquanto duro! Ma, che dire, terribilmente realistico. A cui, se posso, aggiungo: tutto questo, coi sindacati che guardano dall'altra parte.

poli

Sab, 04/01/2014 - 17:48

Si, perchè questi tipi di reati "rientrano" nella fascia leggera, quindi da SVUOTA-CARCERI....(come vuole il nostro da noi "mantenuto" Pannella......) Il sistema l'hanno capito anche i bambi: se un pluri-omicida come quello di Genova GODE di permesso premio, che sarà mai una truffetta "a norma di legge" ??? .....................e gli avvocati mangiano, mangiano, mangiano........

Raoul Pontalti

Sab, 04/01/2014 - 17:52

Operai e cinesi che fanno queste cose non si vedono né in Germania, né in Spagna, né in Grecia, né in Olanda, ossia sia nei paesi forti e ricchi sia in quelli deboli e poveri di Eurolandia si vedono queste porcherie che rivelano illegalità diffusa favorita da scarso senso civico e da neghittosità dei pelandroni a carico del debito pubblico: dove sono vigili urbani, Guardia di finanza, ispettorato del lavoro, medici del lavoro, INAIL, INPS etc. per controllare cosa e come fanno i cinesi e scoprire anche i lavoratori in nero e i cassintegrati? La palla al piede dell'Italia sono i suoi dipendenti pubblici, superpagati per non fare un cazzo nella migliore delle ipotesi, troppo spesso per fare danni.

Nebbiafitta

Sab, 04/01/2014 - 18:00

La soluzione è semplice: aumentare ulteriormente le tasse e tenere sotto controllo lo spred e per Saccomanni non superare il famoso 3% imposto dall'Europa. Quando si decideranno ad approvare provvedimenti forti, taglio delle tasse e eliminazione di TUTTE le spese improduttive che affogano l'Italia? Non c'è da preoccuparsi, penserà a tutto Angelino Alfano.

killkoms

Sab, 04/01/2014 - 18:35

ela magiustratura che origlia dalle porte delle camere da letto(quando vuole),che fa?

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 04/01/2014 - 18:41

se in tutto il mondo la concorrenza è libera, qui in italia la concorrenza c'è, ma vincolata da interessi di partito, da interessi personali, da una burocrazia schizofrenica. come quella dell'ilva che fu chiusa dal magistrato..... in sostanza, ai comunisti il sistema capitalistico non piace!

blackbird

Sab, 04/01/2014 - 19:04

E' già tutto accaduto, in Italia. Solo che le imprese messe in crisi dalla concorrenza sleale di imprenditori (?) cinesi era costituita da ditte artigiane, incapaci difarsisentire dai media. Tutti sapenvano, nessuno intrvenne! Intervennero con spiegamento di forze, perfino elicotteri, per multare gli agricoltori (italiani) che si facevano aiutare da parenti e amici nella raccolta della frutta e dell'uva. In questo caso trovarono i mezzi e i fondi necessari per pagare gli straordinari a ispettori del lavoro e Carabinieri. Ma per controllare i cinesi non c'erano fondi!

Raoul Pontalti

Sab, 04/01/2014 - 20:04

Operai e cinesi che fanno queste cose non si vedono né in Germania, né in Spagna, né in Grecia, né in Olanda, ossia sia nei paesi forti e ricchi sia in quelli deboli e povweri di Eurolandia si vedono queste porcherie che rivelano illegalità diffusa favorita da scarso senso civico e da neghittosità dei pelandroni a carico del debito pubblico: dove sono vigili urbani, Guardia di finanza, ispettorato del lavoro, medici del lavoro, INAIL, INPS etc. per controllare cosa e come fanno i cinesi e scoprire anche i lavoratori in nero e i cassintegrati? La palla al piede dell'Italia sono i suoi dipendenti pubblici, superpagati per non fare un cazzo nella migliore delle ipotesi, troppo spesso per fare danni.

Ritratto di giubra63

giubra63

Sab, 04/01/2014 - 21:16

parole sante, bravo Borghi. Ci vuole un governo che coalizzi tutti gli stati europei distrutti dalla crisi provocata dalle banche e Germania, e imporre a Bruxelles un drastico cambio di rotta, via il Fiscal Compact, l'Euro che diventi moneta di Stato, con la BCE banca di Stato europeo, in Italia si devono abbassare le tasse al massimo al 38%, constrasto di interessi con detrazione come negli Usa delle spese (x combattere l'evasione),mettere l'Imu agli immobili dei partiti e sindacati e delle chiese, legalizzare la prostituzione (entroiti minimo 8miliardi di tasse), costi standard dei beni acquistati dalle P.A., tagliare le spese Stato improduttive, dimezzare Parlamentari,( ridurre del 40% degli emolumenti di tutti i politici) Senato Federale,Premiership, Giustizia giusta.... questo lo puo' iniziare solo un centro-destra forte.

freeangelance

Dom, 05/01/2014 - 09:03

Basterebbe che i sindacati vigilassero e denunciassero le aziende che producono in concorrenza e magari in nero, invece di piangere per la cassa integrazione e tutto il resto. Sono anche i sindacati che si devono attivare e denunciare le varie , ma realmente denunciare alle autorità che possono realmente intervenire ufficialmente e non lasciare l'intervento ai forconi del ramo che poi passano per briganti . E' ora che i sindacati prendano le loro responsabilità