E il Lussemburgo dice addio al segreto bancario

Il Lussemburgo è pronto a ridurre il segreto bancario, accettando lo scambio automatico di informazioni, ma solo a partire dal 2015. Lo ha annunciato il premier Jean-Claude Juncker, davanti al Parlamento del Lussemburgo, aggiungendo che «il settore finanziario non dipende interamente dal segreto bancario». Juncker ha poi sottolineato: «La nostra piazza finanziaria non vive né di denaro sporco, né di evasione fiscale». Da settimane, infatti, il Lussemburgo è al centro di rinnovate polemiche per i sospetti che il suo sviluppatissimo sistema finanziario, ritenuto simile a vari paradisi fiscali, venga usato anche per facilitare evasione e riciclaggio. La situazione era ormai insostenibile, tanto che domenica scorsa il ministro delle Finanze, Luc Frieden, aveva per primo fatto capire l'intenzione di ammorbidire il segreto bancario. «La tendenza internazionale va verso uno scambio automatico delle informazioni bancarie. Noi non siamo più totalmente contrari», aveva dichiarato Frieden alla Faz.
Di fatto il Lussemburgo applicherebbe una direttiva europea sulla «collaborazione amministrativa» che prevede regole sullo scambio automatico di informazioni fin dal 2005. Intanto, la Commissione Ue «accoglie molto bene» la lettera inviata dall'Italia e da altri quattro big europei per il «progetto pilota» per la lotta all'evasione fiscale con lo scambio automatico di informazioni, ma rileva che «sarebbe meglio» che il progetto fosse «esteso ai 27». Lo ha detto la portavoce del Commissario europeo alla Fiscalità, Algirdas Semeta, auspicando anche che «l'Austria segua presto l'esempio del Lussemburgo».