E Palazzo Chigi lascia a terra i «voli blu»

RomaDa un lato il segnale deve servire di esempio: riduzione delle auto di servizio in dotazioni per abbattere i «privilegi» e contenimento delle spese correnti (tra cui taglio dei costi del personale, degli straordinari, e riduzioni delle missioni all'estero). Dall'altro lo scopo è quello di smorzare, per quanto possibile, le polemiche scoppiate nei giorni scorsi quando i ripetuti incendi in Sardegna hanno fatto emergere il problema di assenza di Canadair. Alla vigilia della pausa ferragostana Palazzo Chigi annuncia l'ennesimo giro di vite sulla spesa pubblica. Almeno quella che lo riguarda. È lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta ad annunciare alla stampa le due iniziative, che insieme concorrono alla riduzione delle spese correnti di Palazzo Chigi. Tre dei dieci aerei della flotta di Stato saranno venduti. E con i fondi ricavati verrà potenziato il servizio antincendio della Protezione civile. «Come sapete c'è una flotta aerea, i cosiddetti voli di Stato o voli blu, e negli ultimi tempi ci sono state due direttive, l'ultima a maggio, e con l'applicazione di queste direttive contiamo di poter più che dimezzare il numero di ore volate rispetto a due o tre anni fa. Per questo, di concerto con il capo di Stato maggiore, abbiamo deciso di vendere un Airbus e due Falcon, e contiamo di ottenere un risparmio di 50 milioni di euro che abbiamo deciso di assegnare alla Protezione civile, penalizzata dai tagli subiti nelle due ultime Finanziarie».
Letta ha annunciato tre direttive: oltre a quella dei voli di Stato, una relativa alla riduzione del 25% delle macchine di servizio alla Presidenza del Consiglio e una relativa alla razionalizzazione e al taglio dei costi del personale. Le auto di servizio in uso presso Palazzo Chigi sono sessanta e - si legge nella prima circolare - «oltre a una razionalizzazione, il segretariato generale della Presidenza del Consiglio prevede la conseguente riduzione a 44 del numero di autovetture di servizio».
Nella terza circolare, relativa a «spese di missione, indicazioni operative», la segreteria generale di Palazzo Chigi impartisce una serie di indicazioni operative: richiesta di autorizzazione e finalità delle missioni («Non potrà essere autorizzato l'invio in missione per la partecipazione a convegni o seminari, neanche in qualità di relatore, salvo i casi in cui si partecipa in rappresentanza del ministro o del sottosegretario delegato», si legge ad esempio), missioni all'estero, mezzo aereo («Si dovrà preferibilmente fare ricorso alla classe economica anche per i volti transcontinentali superiori a cinque ore»), uso del taxi (va «limitato» ai «soli casi in cui non vi sia un modo più economico per raggiungere il luogo della missione»), personale estraneo alla Presidenza del Consiglio dei ministri («Non può essere inviato in missione se non in caso di inderogabile necessità»), composizione delle delegazioni («devono essere estremamente ridotte nella composizione»), ore di straordinario (il capo ufficio deve eseguire «una puntuale verifica sull'effettivo svolgimento»). Ancora, la circolare ribadisce l'obbligo di presentare dettagliata relazione sulle missioni svolte e il «congruo anticipo» dell'autorizzazione delle missioni («per evitare il ricorso alla prenotazione d'urgenza che, come noto, comporta un ulteriore aggravio di spesa per l'amministrazione»).