Ecco il film dedicato a Italo un vero «cane gentiluomo»

Anche noi (dopo Rex e Hachiko) abbiamo la nostra star cinematografica a quattro zampe. Siamo a Scicli, provincia di Ragusa, paese noto per l'architettura e perché lì si svolgono le fiction dell'ispettore Montalbano. Nella primavera del 2006, in una via centrale si presenta un cane di grossa taglia, meticcio, tipo labrador, sporco e affamato. Qualcuno gli allunga del cibo ma baristi e commercianti male tollerano la sua presenza. Figuriamoci quando il cane, una sera, si presenta ai vespri, in chiesa. Nonostante venga cacciato le prime volte Italo, questo il nome con cui diventerà famoso, continua a voler seguire le funzioni religiose e, visto che se ne sta tranquillo, il vecchio parroco se ne fa una ragione e i fedeli anche. In fin dei conti non fa nulla di male.
Una mattina, durante una festa religiosa, il cane si mette di lato al corteo a scorta dei ministri del culto e non se ne va fino a quando tutto si è concluso. Un altro giorno lo troviamo, per par condicio, davanti al corteo della sagra annuale del paese. Insomma, sacro o profano, Italo adora partecipare alle cerimonie e ai ritrovi sociali. Gli abitanti di Scicli cominciano a tollerare la presenza di Italo e i turisti rimangono più che perplessi quando, arrivati alla fernata dell'autobus, vengono accolti da un cane che li guida verso i palazzi e le chiese più famosi del paese, come nei posti dell'ispettore Montalbano.
Un giorno a Scicli accade una tragedia. Un ragazzo di 31 anni perde la vita. Accanto alla camera ardente si sdraia Italo che, non solo partecipa alla veglia funebre, ma l'indomani si trova puntuale in chiesa, precede la bara e apre di fatto il funerale. La gente del posto comincia a pensare che quel cane abbia caratteristiche troppo umane e si fanno strada le ipotesi più fantasiose sulla sua comparsa.
Una notte, una cameriera che finisce il suo turno e viene aggredita sulla strada di casa da un ubriaco che vuole approfittare di lei. Italo stranamente è nei paraggi e costringe alla fuga il balordo. Da quella sera, tutte le notti, Italo andrà a prendere la ragazza alle 2 per accompagnarla a casa. Ora il paese stravede per lui. Tutti gli danno da mangiare mettendone a rischio la salute.
Un giorno arriva a Scicli Emanuele Macaluso che presenzia a una cerimonia in onore del suo amico pittore Piero Guccione, a palazzo Spadaro. Nonostante la sorveglianza, Italo riesce a entrare nella sala e si dirige subito verso il suo amico pittore, tra gli applausi e la sorpresa del senatore. Un altro giorno, una ragazza che sta guardando un film al cinema Italia sente, dietro di sé, un rumore che poco ha di umano. Niente paura, è solo Italo che si stiracchia nel corridoio centrale della sala.
Italo muore d'insufficienza renale il 31 dicembre 2011. Il suo corpo è seppellito nella Villa Comunale e al funerale, tenuto segreto per non paralizzare l'intera città, partecipa Peppe Savà, addetto stampa del Comune e fedele custode dell'amicizia e della storia di Italo.
Ora, con un contributo del Ministero della Cultura e soprattutto con le generose offerte degli imprenditori locali, il film su Italo, della brava regista la modicana Alessia Scarso, è finito e, dopo essere stato caso di studio nel primo giorno del Taormina Film Festival, ne verrà proiettata una clip del backstage di 5 minuti, domani, al «Giffoni Film Fest», festival numero uno al mondo di cinema per ragazzi (sarà nelle sale a settembre). A presentarlo sarà l'attore Marco Bocci, (co)protagonista del film dedicato alla straordinaria storia del cane.