Ecco l'arredamento relax che non ti fa mai litigare

Accomodati per una riunione condominiale, per un incontro d'affari, o una semplice discussione fra amici prima di una partita a carte, fondamentale è il tavolo al quale sediamo. Stando, infatti, alle conclusioni di uno studio canadese dell'Alberta University, chi si accomoda a un mobile circolare risulta più aperto e disponibile nei confronti degli altri, rispetto a chi siede a un tavolo quadrato. Diminuiscono i conflitti e le asperità, in favore di un dialogo democratico e sereno. Si ha la sensazione di appartenere a un gruppo sociale, compatto e altruista, proprio come insegna la letteratura inglese relativa all'epopea dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Conferme arrivano da alcuni ristoranti, dove i locali arredati con tavolini rotondi attirano maggiori clienti; analogamente s'è visto che le dispute affaristiche a ridosso di tavoli quadrati falliscono più facilmente rispetto a quelle che avvengono abbracciando superfici sferiche.
Sono tutti aspetti riconducibili alla cosiddetta «psicologia ambientale», tale per cui ognuno di noi ha comportamenti differenti in base al «contesto spaziale» in cui si viene a trovare. Non è, quindi, solo una questione legata alle caratteristiche di un determinato mobile, ma dipende anche da fattori come l'illuminazione, la colorazione delle pareti, la temperatura dell'aria. Gli scienziati dell'American Society of Healing Ventilation and Air-conditioning Engineers hanno coniato il termine «termoigrometria» per definire il livello di comfort fornito da un certo ambiente. Tanto più è alto, tanto più le ripercussioni salutari in positivo saranno maggiori. Nelle case dove vige un comfort termoigrometrico basso si ha un'impennata delle malattie polmonari, soprattutto fra i bambini. Malattia e psicologia ambientale vanno di pari passo anche nell'ambito delle sindromi neurodegenerative. I malati di Alzheimer stanno meglio se osservano parametri legati alla corretta fruizione degli spazi casalinghi e della distribuzione degli oggetti.
Per l'ottenimento di un comfort ambientale ideale è fondamentale l'illuminazione. In un soggiorno, per esempio, l'illuminazione preferibile è quella diffusa, non molto intensa, ideale per guardare la televisione. La disposizione di più faretti, anziché l'azione di un solo «punto luce», risulta più gradevole al nostro cervello. Un'illuminazione indiretta crea ombre e facilita la conversazione. Luci calde o fredde? Dipende anche dal clima. In generale, nei paesi più rigidi, si punta alle tonalità calde; viceversa il «freddo» è contemplato preferibilmente nelle aree siccitose del pianeta. Importanti anche i colori alle pareti. Considerando che il discorso va di pari passo con l'illuminazione: li percepiamo, infatti, solo se la luce non è troppo forte. Quelli più tenui, il verde, l'azzurro, servono a distendere, e vengono utilizzati frequentemente negli ospedali. Il marrone stringe gli spazi, così il blu e tutte le tinte troppo scure; il bianco li allarga, il porpora crea un continuum cromatico ideale con i mobili vecchi o di antiquariato.
Le stanze con le pareti chiare sembrano meno affollate di quelle con le pareti scure; è un aspetto della psicologia umana che vale soprattutto per le donne che, rispetto agli uomini, presentano una soglia più bassa nel percepire un ambiente come sovraffollato. Non una cosa da poco, visto che trovarsi in una stanza con parecchie persone provoca un aumento del battito cardiaco e un incremento della pressione arteriosa.