Ecco la riforma del lavoro che ci farà uscire dalla crisi

Dieci anni fa la Germania cambiò il welfare con licenziamenti più facili e flessibilità. Bisogna eliminare la rigidità del sistema ma evitando i guasti della legge Fornero

Il prossimo fine settimana si vota in Germania. Vincerà Angela Merkel, e per l'Europa saranno guai. O forse no. Infatti, piuttosto che aver paura del nuovo ciclo della Cancelliera di ferro, forse sarebbe più opportuno adottare gli insegnamenti della Germania del passato, con intelligenza. Contrariamente a quanto è stato fatto, anche di recente, in Italia.

Seguendo questa chiave si può dire che il governo Letta mostra ancora idee confuse. Se il presidente del Consiglio Enrico Letta ha enfatizzato lo spirito di «pace sociale» con cui Confindustria e sindacati sono tornati a parlarsi, per il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, il cosiddetto «Patto di Genova» mostra «un conto della spesa molto elevato e immediatamente posto a carico del bilancio statale con poco realismo». Posizioni in contrasto l'una con l'altra, che segnano la distanza non solo tra premier e ministro dell'Economia ma anche governo e parti sociali. Per non parlare di chi, data la scarsità di risorse, azzarda anche uno scambio riduzione del cuneo fiscale-aumento dell'Iva.

Come si farà quadrare il cerchio quando sappiamo bene che il non aumento dell'Iva dal 1° ottobre 2012 è fuori discussione? Confindustria e i sindacati non ipotizzano alcun tipo di copertura per un dossier che richiede dai 40 ai 50 miliardi. Ci spieghino: come mai hanno proposto solo incentivi e sgravi fiscali a carico dello Stato e non anche misure di vero stimolo all'economia, quali l'aumento dell'orario di lavoro, l'aumento della produttività, la riduzione delle festività retribuite e la riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, sul modello delle riforme tedesche dei primi anni 2000? Se tengono veramente a cuore la crescita e l'occupazione in Italia, affrontare questi nodi è ormai indilazionabile.

La riforma del mercato del lavoro, con l'obiettivo di eliminare le rigidità strutturali che caratterizzano l'economia italiana può diventare una delle chiavi di volta per uscire dalla crisi. L'urgenza di tale riforma è ancora maggiore se si pensa che l'Italia non può più utilizzare la svalutazione competitiva che rendeva i prodotti più convenienti sui mercati esteri.

Il governo, pertanto, ha solo due leve alternative: abbassare la tassazione diretta, che rientra come componente nella formazione dei prezzi finali; oppure creare un sistema di norme che consentano la piena flessibilizzazione dei salari, in maniera che crescano ad un tasso moderato, senza creare pericolose spirali inflazionistiche, solo perché aumenta la produttività. È quanto è avvenuto in Germania nei primi anni 2000 con le riforme del mercato del lavoro e del welfare state promosse dal governo Schroeder e note a tutti come le «quattro riforme Hartz», dal nome del direttore risorse umane di Wolkswagen, che le ha ispirate. Ed è quanto si stava facendo in Italia con il governo Berlusconi nella legislatura cominciata nel 2008 e bruscamente interrotta nel 2011 in tema di riforma del sistema di contrattazione salariale collettiva. Grazie a questi provvedimenti, durante la crisi il tasso di disoccupazione nel nostro paese è rimasto ragionevolmente basso. Al contrario di quanto avvenuto, come vedremo, con le controriforme del governo Monti nel 2012.

All'appello mancava un generico completamento della riforma delle pensioni di anzianità e di revisione delle norme che regolano il licenziamento dei dipendenti. Questi due punti sono stati oggetto dell'azione del governo Monti, i cui provvedimenti hanno prodotto più costi che benefici. Si pensi al problema degli esodati e all'aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, nel 2012, con effetto trascinamento anche nel 2013. I provvedimenti del ministro tecnico Fornero hanno allontanato il nostro paese dal mainstream europeo e neanche i blandi decreti dei primi 4 mesi di attività del ministro tecnico Giovannini sono riusciti a porre rimedio.

Eppure la soluzione per uscire dall'avvitamento l'abbiamo vista: tra il 2002 e il 2005, le già citate «riforme Hartz» hanno riguardato 4 tematiche principali: introduzione di nuove forme di contratti di lavoro (mini jobs e midi jobs); previsione di incentivi per iniziare un'attività in proprio (programma Ich-AG); incentivazione del lavoro flessibile e semplificazione del licenziamento; riforma del collocamento; revisione dei sussidi di disoccupazione. Esse scatenarono un'ondata di proteste nella base progressista del Spd, con la ribellione guidata dai sindacati. Il cancelliere Schroeder crollò subito nei sondaggi, perché aveva tradito la promessa elettorale di stimolare l'economia senza interventi di riduzione sul welfare state. L'opposizione conservatrice, guidata da Angela Merkel, incalzò l'esecutivo sottolineando come le riforme previste fossero comunque troppo timide.

Il primo impatto delle 4 riforme Hartz fu fallimentare: i costi dei sussidi di disoccupazione aumentarono vertiginosamente, aumentò a più di 5 milioni il numero dei disoccupati. Il 2003 si chiuse in recessione, e nel 2004 e nel 2005 aumentò il rapporto deficit/Pil. La Germania, insieme alla Francia, sforò il Patto di Stabilità, che prevedeva sanzioni per gli Paesi dell'eurozona che non rispettavano la regola del deficit massimo al 3% (ma Gerhard Schroeder sosteneva che gli obiettivi di bilancio «non dovessero essere interpretati in modo statico»). In seguito, la Germania si riprese e si parlò di un «nuovo miracolo del lavoro» tedesco. Oggi lavorano 42 milioni di persone (record assoluto), e fra il 2005 e oggi la disoccupazione in Germania è scesa del 6% e il reddito medio delle famiglie tedesche è salito di 10 punti. La Germania cresce stabilmente più dell'Eurozona dal 2006, con la sola eccezione del 2008, quando la crisi finanziaria ha colpito in modo severo il sistema finanziario tedesco (sappiamo anche perché).

Ebbene, il governo italiano dovrebbe avviare una seria riflessione sul modello tedesco, con le sue luci e le sue ombre, e intraprendere un ciclo di riforme che sia finalmente strutturale e non guidato solo da condizionamenti sindacali. Ma la differenza fra Italia e Germania è proprio qui: cosa sarebbe successo nel nostro paese se a progettare il pacchetto delle riforme del mercato del lavoro fosse stato il direttore del personale della Fiat?

E ancora, avevamo proprio bisogno della stabilizzazione dei precari nella Pubblica amministrazione come segnale forte di riformismo? Se la Spagna ha azzerato il suo differenziale sui titoli decennali rispetto all'Italia uscendo dalla recessione, mentre noi ne siamo dentro ancora fino al collo, non sarà perché la Spagna ha finalmente riformato il suo mercato del lavoro in chiave tedesca e noi no? Ecco, questo è il riformismo di cui ha bisogno il nostro paese, su cui la nostra grande coalizione dovrebbe misurarsi. Altro che dilaniarsi per la decadenza del senatore Berlusconi.

Commenti
Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Lun, 16/09/2013 - 09:04

Dieci anni fa la Germania cambiò il welfare con licenziamenti più facili e flessibilità. Ma cosa volete licenziare che sono già tutti a casa. Vattene tu a casa Renatino .

Massimo Bocci

Lun, 16/09/2013 - 09:08

USCIRE DALLA TRUFFA EURO!!!!

gneo58

Lun, 16/09/2013 - 09:25

uscire dalla crisi ???? - si certo tutti gli altri paesi che vedremo risalire la china a passo lesto e noi ? sempre piu' giu', il fondo lo abbiamo toccato e ora scaviamo, tanto hanno deciso che l'italia sara' la pattumiera dell'europa - quelli che sgomitano e comandano staranno sempre bene logicamente alle spalle di tutti gli altri.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 16/09/2013 - 09:32

brunetta parla con elementi in mano, sa quello che dice, non se le inventa niente. al contrario, mai sentito uno di sinistra parlare con i dati in mano, dati certi! MAI! anzi, a sinistra hanno sempre parlato per allusioni, vaghezza, del dire e non dire, tra il dire e il fare.... troppa incertezza !

gramano fernando

Lun, 16/09/2013 - 09:37

PREMETTO CHE DALL'INIZIO VOTO BERLUSCONI, E PERÒ SIGNOR MINISTRO LE CHIEDO SE IL POPOLO NON HA DENARO IN TASCA PER SPENDERE, MI DICE A CHE OSA SERVE AUMENTARE LA PRODUZIONE SE POI MANCA CHI LA OMPRA? MI DOMANDO MA CI FATE O I SIETE, CHI HA UNO STIPENDIO DI 13.000 EURO CERTO NON LO Sto arrivando! MA CHI NE PERCEPISCE SOLO 950 AL MESE FORSE NON PUÒ NEMMENO FARE LA SPESA PER IL PANE. LA SMETTA DI DIRE SCICCHEZZE, E PER UN PERIODO TAGLIATE CHI PERCEPISCE 650.000 EURO ANNUI LEGGI GUBITOSI, E 450.000 PRESIDENTE RAI, PER NON PARLARE DEI TROMBATI SISTEMATI NELLE PRESIDENZE, DIMEZZATE LE PENSIONI D'ORO RISARMIAMO TANTI MILIARDI DA ARROSSIRE. LO SO CHE NON HA PAROLE PER CONTRADDIRMI, E FORSE NEMMENO IL CORAGGIO DI ARGOMENTARE QUALSIASI RISPOSTA. BUON LAVORO FERNANDO

gianluca.torino

Lun, 16/09/2013 - 09:52

L'euro non è una truffa ma un modo comune di pensare le cose. Ovvio che per un'italia impreparata economicamente è stato un salasso che oggi paghiamo. Il problema non è tanto cosa fare ma da dove posso prendere le risorse senza tagliare in modo giusto le spese inutili. Siamo ancora qui che parliamo di Province e ci sono tutte, di comuni con almeno 5000 abitanti e di accorpamenti dei servizi per risparmiare, ma non si è fatto quasi nulla. Poi quello che più mi fa girare le scatole è il fatto che i servizi essenziali (asili, pronto soccorso, scuole) sono totalmente gratuite per gli immigrati ma a pagamento per chi paga le tasse.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Lun, 16/09/2013 - 10:05

Caro Brunetta,cari(nel vero senso della parola)governanti,continuate tutti a parlare,ma nei fatti,non fate niente,se non continuare a volere riempire,con tasse varie, una vasca da bagno,senza il tappo sul fondo,ovvero tutte le spese della PA,stipendi d'oro,privilegi,numero inutile di parlamentari,portaborse,enti inutili,costo esagerato dei magistrati,sprechi per interessi vari,finanziamento ai periti,etc,etc,immigrazione sfrenata...),il tutto con un sistema politico obsoleto,basato sui PARTITI,e non sulla convergenza maggioritaria su specifici temi....Parole inutili!Bla! Bla!

Ritratto di ...zzTop.

...zzTop.

Lun, 16/09/2013 - 10:07

dato che il pesce puzza sempre dalla testa cominciamo con meno MAGNA MAGNA per almeno UN MILIONE di persone che "campano" di politica e poi discutiamo del resto, GRAZIE

doppiobleah

Lun, 16/09/2013 - 10:38

Interessante ma ... c'e' chi sostiene che il risultato della riforma Hartz in Germania sia che chi non lavora riceve un trattamento di sussistenza inferiore del precedente e chi lavora ha comunque salari più bassi. Questo dovuto ad una serie di contingenze legate comunque al fare industria e alla possibilità di rotazione del personale. Inoltre in Germania la macchina dello Stato è molto potente, i controlli sono rigorosi e la cultura tedesca è comunque fondata sul "pagare tutti". Da noi siamo sicuri che una riforma del genere avrebbe successo senza una base adeguata? Altra cosa: in Germania fecero la riforma in 2 anni, stando attenti a distribuire i passi: i primi due nel primo anno, il terzo passo all'inizio del secondo anno e il passo finale alla fine del secondo anno. Come mai il pdl non l'ha attuata fino alla fine? Sarebbe interessante avere risposta senza puntare sempre il dito contro altri... in fondo la maggioranza ce l'aveva.

killkoms

Lun, 16/09/2013 - 10:42

@gianluca.torino,infatti non ringrazieremo mai abbastanza, quell'insaccato che ci fece entrare nell'€ sine requisiti(su desiderata germanica)dicendo pure che grazie ad esso,"lavoreremo un giorno in meno a settimana"!

ccappai

Lun, 16/09/2013 - 10:48

Come al solito BRUNETTA parla come se ce l'avesse con chi è occupato presumendo che, in qualche modo, rubi una parte dei suoi diritti. Forse Brunetta non ha chiara la realtà lavorativa di questo Paese. Gliela ricordo: PRECARIA, DISASTROSAMENTE PRECARIA. C'è bisogno di leggi e iniziative che non favoriscano la precarietà. Io non sono un fanatico del lavoro a tempo indeterminato, ma non posso accettare di essere trattato economicamente peggio di uno che ha tutte le garanzie possibili immaginabili e una condizione economica anche migliore. La stortura è in questo. Se la flessibilità per Brunetta è "licenziare con più facilità" allora non ci siamo proprio. Vorrei un Paese più produttivo nel quale la produttività è riconosciuta. In questo Paese, invece, l'eccellenza è negata, ostacolata, rifiutata perché rischia di dover essere pagata. Signori... ci state costringendo ad andare via!!!

linoalo1

Lun, 16/09/2013 - 10:54

E' evidente che,Comunisti e con loro i Sindacati,sono disinteressati al bene dei cittadini!Qualcuno mi dica quale beneficio abbiamo avuto,noi cittadini,da quando c'è il Governo Letta!!Tante parole,come sempre,e pochi fatti!E adesso un altro annuncio:la riforma del lavoro che ci farà uscire dalla crisi!Ma chi ci crede?Pur di non fare questa riforma,il PD farà prima cadere il Governo!Perchè?Perchè al Governo c'è anche il nemico.E,non sia mai,che da questo fatto,il Centro-Destra ne tragga giovamento!Lino.

killkoms

Lun, 16/09/2013 - 11:05

se in Italia ci fosse libertà di licenziare,non credo che contestualmente aumenterebbe il lavoro!l'Italia è un paese troppo restio ai cambiamenti!basti pensare a quel che accadde con la riforma dell'equo canone!si diceva all'epoca che im proprietari di case preferivano tenerle sfitte piuttosto che affittarle a poco!col mercato libero è aumentata la disponibilità di case in affitto,ma i prezzi sono andati alle stelle!

gneo58

Lun, 16/09/2013 - 11:18

bisogna fare.....bisogna trovare.....troveremo.....faremo...... sposteremo.....taglieremo....E BASTA ! fate e state zitti se poi funzione bene altrimenti subito tutti a casa e senza liquidazione. Siete strapagati e l'unica cosa che sapete fare e' parlare. La politica e' fatta di altre cose oltre alle parole.

maxispanico

Lun, 16/09/2013 - 11:20

non c'e' altro da dire: se i sindacati, per proteggere la loro lobby, anzicche' dialogare con gli imprenditori, preferiscono che le aziende chiudano, schiacciate dalle troppe tasse, e che gli stessi lavoratori, a fronte di un cambiamento nei contratti ( es aumento dell'orario di lavoro senza aumento stipendiale) perdano il lavoro.

Marzia54

Lun, 16/09/2013 - 11:21

Se si vuole aumentare l'occupazione l'unica via possibile è il blocco della fuga all'estero delle nostre aziende e per fare questo lo stato deve tagliare i suoi costi e abbassare le tasse tutto il resto è solo fumo.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 16/09/2013 - 11:28

i comunisti si credono tutti improvvisati economisti e criticano bruneta, dimenticandos però di non avere sottomano i dati per smentire quelli di brunetta. semplicemente ridicoli e patetici :-)

aleste85

Lun, 16/09/2013 - 11:46

brunetta stanno già tutti a casa quale flessibilità vuoi? accendi il cervello per favore. sogno dei politici di destra capaci. con dei politici veri avremmo in mano il paese per una generazione

£Banks£

Lun, 16/09/2013 - 11:53

Brunetta, adesso ti sei tolto la maschera. La vostra soluzione è quella di svalutare i salari per non svalutare la moneta (e certo abbiamo l'Euro che è moneta estera). Ci rendete più poveri e con maggiori probabilità di essere licenziati. Complimenti, bel coraggio che possiede a dirlo in pubblico. IL MODELLO TEDESCO NON È DA PRENDERE COME MODELLO! Il modello tedesco è il distillato del liberismo che distrugge il welfare e lo stato. Smettiamola con ste porcate e ridate sovranità al Paese. FUORI DALL'EURO SUBITO!

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Lun, 16/09/2013 - 12:16

#doppiobleah.Egregio, Signore lei ha posto delle domande che sono molto interessanti. é io che sono in Germania da 44 anni, le posso rispondere conoscendo la realtá Italiana e quella Tedesca, vede in Italia il governo Berlusconi voleva fare 41 riforme per rinnovare l,Italia, é di queste riforme non é passata neppure una perche sono state tutte bocciate dai Giudici Costituzionali,poi mentre in Germania la giustizia e neutrale per quando riguarda la politica, in Italia abbiano una giustizia che a dir poco é di sinistra, questa giustizia é al 158 posto nel mondo!, mentre la Germania ha una giustizia che é altamente funzionale e che punisce severamente chi evade capitali in Svizzera; Debenedetti in Germania sarebbe gia per 20 anni in galera con i suoi beni sequestrati!, uno Stato é uno Stato serio quando ha una giustizia che tratta tutti i cittadini di SX é di DX allo stesso modo, mentre in Italia essere trattato in modo egalitario per un cittadino é una Utopia,Poi quando in uno Stato la magistratura, tv nazionale,scuola, l,universitá, banche, stampa, sindacati,Coop,assicurazioni, enti locali, partiti politici sono tutti in mano ai komunisti lei puo dare la maggioranza a chi vuole; Perche con queste prospettive anche il padreterno fallirebbe, perche in Germania se una riforma é in favore del Popolo é del Paese viene fatta in un tempo ragionevole?, mentre in Italia una legge o una riforma deve fare una trafila infernale di 4 istanze Fra Parlamento, Senato, Giudici Costituzionali e Presidente della Repubblica!; é nel fratempo il paziente Italia é morto di inedia!.

a.zoin

Lun, 16/09/2013 - 13:18

Per uscire dalla crisi, bisogna cominciare questa riforma ,con i parlamentari, 4 anni di mandato e poi che si facciano valere nel mondo del lavoro,senza corrompere terzi. Il momndo della politica `e fatto di fanfaroni,di bocaccioni falsi e arrivisti.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 16/09/2013 - 13:37

concordo totalmente con PASUALE.EPOSITO! la sinistra è IL CANCRO!

max.cerri.79

Lun, 16/09/2013 - 13:42

brontoletta, perché non copiare piuttosto la cina? 18 ore al giorno dai 4 anni in su e pagati una ciotola di riso....spero che il prossimo che viene a roma a sparare non lo faccia ad altezza uomo ma più in basso. pubblicatelo e finitela di censurarmi

titina

Lun, 16/09/2013 - 14:06

"i salari crescano a un tasso moderato" 1.la stessa cosa vale per gli stipendi dei parlamentari che sono sempre cresciuti più di 1000 euro per volta? 2.Se un operaio può campare cion poco più di mille euro, perchè un parlamentare non può campare con il triplo/ quintuplo di quel salario? Brunetta, mi sa che il premio Nobel non è per te.

giovanni PERINCIOLO

Lun, 16/09/2013 - 14:45

Caro Brunetta siamo perfettamente d'accordo su quanto lei dice e lo abbiamo pure scritto più di una volta che la sola soluzione é una cura alla Thatcher o Schroeder ma c'é un ma! Perché non lo avete fatto o almeno non avete provato a farlo??? La "pace sociale" é "troppo inportante" oppure é solo una scusa per lasciare ad altri l'onere di fare il necessario??? In Germania ci ha pensato Schroeder, un socialista, gettando tranquillamente e coscientemente al vento la possibilità di essere rieletto. Stessa cosa fece la Thatcher, da destra, in Inghilterra e tutti e due a giusto termine sono e saranno ricordati come statisti. Ma in Italia bisogna risalire all’immediato dopoguerra per trovare qualcuno degno della qualifica di «statista» perché poi abbiamo avuto diritto solo a mezze calzette, e le migliori calzette sono state quelle che puzzavano meno! Anche Berlusconi, forse grazie alla corte di nani e ballerine (e non mi riferisco, sia ben inteso, ai bunga bunga e olgettine che rispetto) di cui si é circondato ha fallito il mandato! Certo era e resta il meno peggio, puzza meno, a con tutto il rispetto i governi di destra hanno solo limitato i danni e non sempre ma sicuramente non c’é stato nessuno con palle tali da meritarsi la qualifica non dico di statista, ma neanche quella di « quasi-statista ». Continuero’ sempre a votare a destra perché la sopportazione alla puzza ha dei limiti ma la apprezzero’ molto di più se e quando anche lei passerà dalle enunciazioni di principio ai fatti mettendo a rischio, se necessario, il suo mandato. Ma …. ci vogliono le ….palle !

no_balls

Lun, 16/09/2013 - 14:49

BrUnetta le cause della crisi e le loro soluzioni se le faccia spiegare dai ragazzi noglobal.quelli che prendevate per terroristi. Quelli che avevano capito tutto mentre voi prof universitari eravate occupati a controllare se la vostra busta paga era corposa. in Germania hanno materie prime !noi no! Per quale cavolo di motivo si dovrebbero fabbricare scarpe o iPhone in Italia se in Cina costano un decimo in meno? Pensa che diminuendo le buste paghe di 100 euro si risolve il problema? il problema si chiama globalizzazione! Per il momento siamo un paese di consumatori con i soldi che hanno messo da parte i genitori.poi la catastrofe. Si ricordi che lei viene da un Partito che per risolvere la crisi detassava gli straordinari .... Che non faceva nessuno ovviamente. Ritorni a scuola .. Lasci i suoi amici politici e si aggiorni.

no_balls

Lun, 16/09/2013 - 14:52

morti mouse Tu che lavoro fai???? Se lavori.... Mi pare difficile con quel q.i che ti ritrovi... sei nella torta della politica ... Vero???

tonino33

Lun, 16/09/2013 - 14:54

Ormai in Germania come in tutto il nord europa e' luogo comune che la disoccupazione e' causata dai sindacati e dalle rigidita' del mercato del lavoro. A fare le riforme descritte da Brunetta era la sinistra tedesca. Non la destra, la sinistra. In Gran Bretagna i laburisti si sono trasformati in New Labour. La differenza tra new e old labour? Per tornare ad essere eleggibili Blair ha dovuto promettere che nessuna legge antisindacato della Thatcher verra' toccata. E cosi e' stato e infatti la disoccupazione Inglese resta bassissima. E' solo in Italia (e in Grecia) che la sinistra si e' fossilizzata negli anni 60. Il risultato? Sindacati forti che se la comandano, articolo 18 ancora in vigore, disoccupazione giovanile al 40% e sia l'Inghilterra che la Germania piena zeppa di giovani Italiani che vanno li a lavorare. A Londra ormai si sente piu' l'Italiano che l'inglese. E' incomprensibile questa fossilizazzione mentale anche perche' e' semplicemente logico che la disoccupazione di massa e' causata dai sindacati. Il lavoro e' un prodotto come un' altro. Se io vendo pizze e tramite un cartello (sindacato) di pizzaioli decretassi il raddoppiamento del prezzo della pizza, quanta pizza venderei? La stessa, meno o di piu'? E' cosi difficile da capire? E poi il lavoro da dove viene? Cresce sugli alberi? Il lavoro e' creato dall' investimento. L'investimento e' creato dal profitto. L'abbattimento dei sindacati e dell' articolo 18 comporterebbe una riduzione delle page, un' aumento dei profitti, un aumento dell' investimento e la creazione di lavoro. A breve, come avvenuto in nord europa, a forza di creare lavoro le page salgono, superano il punto in cui stavano nell' era sindacale e poi continuano ad aumentare. La disoccupazione di massa degli under 35 e' l'omicidio premeditato di una generazione e noi ne siamo complici. Siamo tutti complici, sia la destra che la sinistra. La sinistra perche' fossilizzata a proteggere i sindacati e la destra perche' fossilizzata a non opporli.

Damiano Guerra

Lun, 16/09/2013 - 14:58

Accetterò discorsi sui licenziamenti da Brunetta o qualsiasi altro politico quando la stessa cosa varrà anche per loro.

paolonardi

Lun, 16/09/2013 - 15:30

Brunetta dice cose giuste e, purtroppo, troppo intelligenti per la gran parte degli italiani che continuano a non voler prendere atto della nuova realtà. Il posto fisso e garantito a vita non e' più possibile; del pari l'economia sociale di mercato, vero Monti, e' una contraddizioni in termini, il socialismo ha fallito dovunque. Ai critici: riuscite a spiegare perché in Italia abbiamo il costo del lavoro più alto e gli arpe di più bassi d'Europa?

malinconico

Lun, 16/09/2013 - 15:32

pasquale.esposito: concordo con quasi tutto quello che dice. Specialmente sulla giustiza. Ora purtroppo devo farle notare un particolare. La giustizia da 50 anni e' nelle mani della sua (ex?) citta' e regione: la CAMPANIA. E funziona come quasi tutto quello che proviene da li', camorra style. Crede che sia un caso che il capo della corte costituzionale is chiami esposito come lei? Non e' colpa sua mi dira'....e vabbuo'.

omar

Lun, 16/09/2013 - 15:58

Sono 20 anni che le aziende possono fare contratti estremamente flessibili e spesso sottopagati, cococo, cocopro, job on call, ed il più delle volte sono contratti non corrispondenti al reale rapporto tra le parti: finti autonomi, finti "a progetto" finte partite IVA: certo, la cosa non tocca i manager ed i politici... L'Italia è il paese dei furbi e degli imprenditori delinquenti e della concorrenza sleale, l"Italia è il Paese che amo"...

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Lun, 16/09/2013 - 16:08

#malinconico. Caro, signori di esposito ce ne sono in ogni parte del mondo e fare di tutta l,erba un fascio non credo sia molto intelligente,io mi vergogno che il giudice esposito porti il mio nome, perche una persona cosi schifosa si squalifica a prescindere dal nome che porta,d,altronde le pare che se io fossi imparentato con questo giudice sarei stato costretto a partire per la Germania, per guadagnarmi il pane con 44 anni di catena di montaggio?, la Camorra nella mia cittá si potrebbe debellare con l,aiuto della politica, me se gli stessi politici che governano Napoli sono dei camorristi allora io temo che la Camorra governera a lungo Napoli e la campania, in italia c,é stato uno solo che ha sconfitto le mafie in tutta l,italia é questa persona si chiamava Mussolini, questo non vuol dire che io sono un fascista, ma allora nel ventennio fascista questa gente non aveva da ridere come fá adesso.!

Massimo Bocci

Lun, 16/09/2013 - 19:46

Xgianluca.torinom,.... Gentilissimo l'Euro, non è una truffa SEMPLICE, ma una madre di tutte le truffe, come il comunismo è stato la madre di tutti i totalitarismi (criminali), con entrambi si sterilizza la volontà popolare dei popoli sovrani e si da il potere assoluto ad oligarchie (di MAFIA) criminale, amici degli amici,compagni che decidono arbitrariamente chi deve vivere chi deve morire,senza che il popoli sovrani (i CITTADINI RE) possano influire in nessuna maniera sulle decisioni delle/a cricca, nemmeno sulla misura delle zucchine,cioè se nel trenta se ci fosse stato l’Euro, Adolf Hitrler, si sarebbe chiamata Merkel, e al posto dei cannoni Krupp, ci sarebbe stato la BCE, e allora come oggi tutti avrebbero fatto gli schiavi, asserviti, dei TEUTONICI i padroni dell’EURO!!! A noi schiavi Italiani in questa truffa ci hanno cacciato gli anti Italiani (comunisti-catto) i LADRI che da 65 anni, gestiscono un REGIME di vera autentica mafia con i sodali Catto (Papalini), quando dopo la caduta del modello criminale CCCP,dell’URS, credevano che anche per loro ci sarebbe stata la FINE DEL REGIME, allora svelti coma LADRI,ci hanno asservito, accettando qualsiasi gabella a questa colossale TRUFFA, un euro a 2000 lire, (quando un marco vecchio nomignolo Euro) valeva 700 lire,un GABELLA (da strozzinaggio) da 2 miliardi mese, più extra,la sottomissione assoluta ai nuovi padroni che avevano il diritto di prelazione su Italia e Italiani, e il potere di imporci qualsiasi arbitrio (vedi l’invasione extra comunitaria,la dismissione forzosa di settori produttivi che gli facevano concorrenza,ecc.) Queste sono,i gioghi ha cui ci ha condannato la cricca comunista, del mortazza e c; Chiudo qui anche se sarebbe da scrivere sugli arbitrii subiti dal popolo Italiano con questa TRUFFA COMUNISTA,una divina commedia alla Begnigni, sulle BALLE dell’Uropa Unita,gli stati uni della truffa….COMUNISTA, Saluti cordiali

DENDONIDIN

Sab, 14/12/2013 - 02:01

Per uscire dalla crisi occorre aumentare il numero dei piccoli imprenditori che non dovrebbero pagare le tasse per i seguenti motivi: 1) producono ricchezza 2) creano occupazione 3) lavorano tutti i giorni, oltre 8 ore al giorno e senza ricevere lo straordinario; 3) non percepiscono 13a, 14a, indennità di malattia, cassa integrazione e indennità di disoccupazione.