Emancipate e con la valigia: gli strani viaggi per sole donne

Lasciare a casa il marito e partire: un'abitudine sempre più di moda. Una guida per nulla banale racconta dove andare in tutta sicurezza

Per le donne che viaggiano, fatto dalle donne che ci sono state. È questo forse quel pizzico in più per una guida utile. Le guide «Women-friendly» (in uscita per Morellini Editore prezzo di copertina 9,90) sono le prime guide di viaggio «in rosa», da mettere in valigia o in borsetta. Visite, hotel, ristoranti, caffè, localini e shopping: tutto è visto con occhi femminili, curiosi e attenti. Insomma, non solo dove andare, cosa vedere, cosa portarsi in valigia, ma liste di cose da fare per sole donne. Non necessariamente sole. Ci sono storie delle ragazze che hanno reso grande la loro città e tante curiosità da scovare: tutte le piccole «dritte» che solo un'amica fidata potrebbe passare, esattamente come avviene per gli scambi di indirizzi «segretissimi» o di pettegolezzi «irrinunciabili».

Curatrice della collana e autrice di alcuni dei titoli è Daniela de Rosa, giornalista, editor di permesola.com e blogger.

Le donne che viaggiano sono aumentate del 70% negli ultimi 10 anni. Ma ancora non ci sono strumenti pensati per un pubblico femminile, fatto di donne curiose e attente, che decide di regalarsi una pausa lontano da famiglia, figli e mariti, alla ricerca della famosa «stanza tutta per sé» o semplicemente per condividere emozioni e sensazioni con le amiche. Nella guida di Roma ad esempio ci sono tutti i consigli utili per viaggiare con i bambini, impresa non facile visto i percorsi non agevolati, (emergere dalla fermata della metropolitana significa per lo più costringere le mamme con passeggino e bimbo ad emulare Messner nelle sue più faticose salite, senza servizievoli sherpa al suo seguito).

Una piccola sezione apposita è dedicata ai gioielli, elemento così importante per le donne, anche se qui non si trovano gli indirizzi noti a livello planetario, di cui è superfluo parlare.

Donne alla ricerca di cose da fare per sole donne. Incuriosisce, piace. Così, sfogliando la guida do Londra, si scopre che nella aperta, cosmopolita e liberale City c'è un quartiere verde con uno stagno dove solo le donne possono fare il bagno. Buono a sapersi, giusto se ci si vuole rinfrescare senza mostrare la cellulite all'altra metà del cielo. Ci sono indirizzi per sole donne: come il servizio taxi, «Lady Cabs», una compagnia di taxi che impiega solo tassisti di sesso femminile. C'è il capitolo «Beauty». E attenzione, non noiose indicazioni su dove comprare un banalissimo rossetto. Non c'è bisogno di attraversare la Manica per questo. Si parla invece di piccole marche di cosmesi che trovi solo a Londra e istituti di bellezza che non hanno nulla da invidiare a quelli di Parigi.

Poi c'è il capitolo femminile nell'animo: quello del «Cosa porto?» una domanda che difficilmente gli uomini in viaggio si farebbero. E lei che si fa venire le idee, lei che si scervella a cercare gadget e souvenir da portare ai parenti, agli amici. Lui, al massimo se c'è, segue a ruota. Passivo.