EMERGENZA SICUREZZA

Ancora violenze sessuali, ancora criminalità d’importazione. E, nel caso di Bologna, dove il colpevole è stato subito fermato, l’amara sorpresa: a stuprare una quindicenne è stato un clandestino che avrebbe dovuto essere ovunque tranne che in strada a commettere un reato orribile, visto che era già stato arrestato due volte e aveva in tasca un foglio di via. Un episodio che ha fatto scoppiare la polemica, anche perché in 24 ore la cronaca ha registrato altri due casi di violenze sessuali, quella del parco della Caffarella a Roma e l’altro, all’uscita di una discoteca di Milano. E il filo conduttore di tutti questi episodi è sempre lo stesso: per tutti e tre le aggressioni si punta il dito su stranieri. Ma esiste un legame tra la condizione di clandestinità e la propensione a commettere reati? Lo studio condotto da un noto sociologo, Marzio Barbagli, risponde di sì. E traccia i contorni di una vera e propria escalation di reati violenti commessi da irregolari, di cui spesso sono vittima altri stranieri. C’è una sottovalutazione del fenomeno da parte della giustizia. Anche qui una risposta, purtroppo di conferma, arriva dal sostituto procuratore Ezio Bassi.