Epifani: contrordine compagni, regaliamo Alitalia ai francesi

Stretti tra l’incudine del fallimento
Alitalia e il martello di
un piano definito "irricevibile", i sindacati fanno retromarcia:
ora Air France e il piano Spinetta vanno bene

Roma - Al nuovo piano Spinetta, inviato da Parigi ai sindacati, Cgil-Cisl-Uil hanno detto «no». Ma la porta non è stata chiusa, tutt’altro. «Allo stato non c’è alternativa a trattare con Air France - dice Guglielmo Epifani a Brescia, dove partecipa alla conferenza operaia del Pd -: non ci vuole una soluzione nazionale, ma una soluzione attenta agli interessi nazionali». Giochi di parole, che non nascondono un mutamento di rotta a 180 gradi da parte del segretario della Cgil. Una conversione che emerge, chissà comemai, dopo un colloquio con Walter Veltroni. E che non riguarda il solo Epifani: anche Luigi Angeletti, segretario della Uil, ora dice che «noi non abbiamo problemi di passaport ». Raffaele Bonanni è il più prudente, limitandosi ad osservare che la cordata italiana, una volta che si sarà materializzata, dovrà presentare un’offerta migliore di quella francese.

Chi ha partecipato all’incontro di Brescia (una quindicina di minuti in tutto) fra Veltroni ed i leader dei sindacati confederali, tutto centrato sulla crisi dell’Alitalia, assicura che il leader del Pd non ha ripetuto lo slogan di Barack Obama: «Yes, we can». Ma di fronte alle richieste di Epifani, Angeletti e Bonanni di esercitare pressione sul governo affinché convinca Air France a modificare il piano, il candidato premier per il centrosinistra si sarebbe limitato a dire che «l’unica cosa che bisogna evitare è la liquidazione » della compagnia. E ha assicurato: «Faremo di tutto ». Se Veltroni interverrà su Padoa-Schioppa per chiedere ai francesi di modificare il piano, lo si scoprirà lunedì quando le nove sigle sindacali incontreranno i vertici di Alitalia e di Air France. È noto, però che Jean-Cyrill Spinetta ha già fatto sapere che non può modificare ulteriormente il piano: «Non posso andare oltre».

I sindacati adesso fanno sfoggio di realismo. Al momento - dicono - non c’è che l’offerta di Air France; e sebbene il piano sia stato giudicato «inaccettabile» dalle categorie interessate, ci siederemo ugualmente al tavolo a discutere. Ma fino a quando? «Non abbiamo alternative a trattare con Air France», dice il segretario della Cgil. «Per il momento - aggiunge Raffaele Bonanni, leader della Cisl - trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte, cioè i francesi. E tratteremo punto su punto».EAngeletti aggiunge: «Non è tanto il problema degli esuberi che Air France pone, quello che avversiamo è la riduzione delle attività: meno aerei significa meno operatività». Nonostante la minore operatività si traduca in una riduzione del personale di volo, gli assistenti di volo dell’Anpav sostengono che quella dell’Air France rappresenta «l’unica soluzione valida, dopo mesi di aste e offerte rivelatesi inconcludenti, inadeguate o con conseguenze sociali ancora più pesanti». Di parere opposto i piloti dell’Anpac. «Le distanze sono incolmabili - dice il presidente Fabio Berti - ma ugualmente andremo al tavolo del negoziato» di domani.

Di cordate alternative i sindacati non vogliono nemmeno sentir parlare; la sterzata rispetto ai giorni scorsi è evidente. «Quando si manifesterà la valuteremo », osserva Bonanni, che per primo aveva addirittura sponsorizzato l’intervento della Lufthansa. «Eppoi, oltre a vederla, bisognerà anche che questa cordata faccia proposte migliorative rispetto a quelle dell’Air France. Nel frattempo trattiamo con gli unici interlocutori che abbiamo di fronte». E la stessa Renata Polverini dell’Ugl ricorda che «c’è una trattativa in corso e abbiamo il dovere di tentare di portarla avanti, altrimenti dovremo fare i conti con il fallimento». L’Alitalia ha liquidità per un mesetto.