Esecuzione fallita: il boia lo rianima per giustiziarlo

Orrore in Oklahoma, dove nel penitenziario di McAlester era prevista una doppia esecuzione. Il primo a essere giustiziato alle 6,30 del pomeriggio con l'iniezione letale, un uomo di colore, Clayton D. Lockett. Dopo l'anestetico, è iniziata la somministrazione del primo farmaco letale; il corpo dell'uomo ha iniziato a muoversi, lamenti, urla e il tentativo di risollevarsi. Medici e addetti al carcere hanno abbassato la tenda: alla fine è morto per un attacco cardiaco. Il «direttore dell'esecuzione - ha spiegato alla Bbc l'avvocatessa Madeline Cohen - è uscito dalla camera dell'esecuzione e ha annunciato ai legali che l'esecuzione era stata sospesa, lasciando intendere che il condannato era ancora vivo e che stavano cercando di rianimarlo per poterlo uccidere un altro giorno». Terribile, oltre 40 minuti di agonia.

Commenti

nino47

Gio, 01/05/2014 - 10:26

E questi hanno messo in scena i processi contro le ss per crimini contro l'umanita'...almeno quelli ti sistemavanocon un colpo alla nuca e non te ne accorgevi neanche!!!

mbotawy'

Gio, 01/05/2014 - 16:37

Questa storia non e' vera! La iniezione previa di anestesia generale,ovviamente non permette al condannato di sentir dolore e lo addormenta completamente,come in una operazione chirurgica. E'evidente che l'ago della siringa,per disattenzione,era uscito dalla vena ed il biureto di potassio,pertanto,od altro veleno, non e' stato immesso nel circolo.

mbotawy'

Gio, 01/05/2014 - 21:42

Questo penoso incidente puo'ripetersi spesso.Qundo dopo aver iniettato alcondannato la dose di anestesia generale endo-venosa, non si e'lesti,conl'ago in sito nella vena,a ricaricare lasiringa con il biureto di potassio,od altro veleno,l'ago si tappa e forzando esce dalla vena e logicamente nulla succede,solo dolore. Si deve ripetere l'operazione,previo permesso legale.