Esplode la fabbrica dei fuochi Quattro morti tra le macerie

RomaUn boato spaventoso udito a venti chilometri di distanza. Una prima violenta esplosione, poi una seconda ancora più devastante che produce una colonna di fumo tanto spessa da sembrare un minifungo atomico. E ancora una terza esplosione con i lapilli che provocano una miriade di piccoli e grandi incendi nei boschi e negli uliveti anche a chilometri di distanza. Una scena di guerra, una famiglia sterminata. Quattro morti tutti con lo stesso cognome: Di Giacomo. Ci vorrà tempo per capire che cosa è successo nella fabbrica di fuochi d'artificio nella contrada di Villa Cipressi di Città di Sant'Angelo presso Pescara. Come sia scoppiata la prima scintilla che ha poi innescato una terribile catena di esplosioni che hanno cancellato la fabbrica, raso al suolo una collina e distrutto una famiglia che si occupa da sempre di fuochi d'artificio e veniva considerata scrupolosissima per quanto riguarda il rispetto degli standard di sicurezza.
Non sono state avanzate ipotesi ufficiali sulle cause dell'incidente. La Procura di Pescara ha aperto un'inchiesta per incendio colposo, disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Tutta l'area è stata sottoposta a sequestro e dovrà essere bonificata perchè serviva anche come deposito giudiziario per botti e fuochi illegali sequestrati dalle forze dell'ordine. Materiale pirico pericolosissimo che potrebbe essere presente ancora in grandi quantità nella zona e non esploso. Dovranno intervenire gli artificieri per disinnescare e rendere innocui gli ordigni e le bombette che le esplosioni hanno disseminato in un'area molto vasta oramai ridotta ad un enorme cratere. Una tragedia che ha colpito anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha chiamato ieri il prefetto di Pescara, Carmine D'Antuono, per avere chiarimenti. Al momento della prima esplosione nella zona interessata c'erano otto persone. Tre di queste erano nel cuore della fabbrica: Mauro, 45 anni, il titolare; suo fratello Federico, 50; infine un altro parente, Roberto, 39. I loro corpi non sono stati ritrovati (purtroppo è probabile che siano stati dilaniati dall'esplosione) ma è stata esclusa la possibilità di ritrovarli vivi. Dopo la prima esplosione sono subito intervenuti i vigili del fuoco. Mentre i vigili cercavano di prestare i primi soccorsi al loro fianco è corso Alessio, il figlio di Mauro, 22 anni. Purtroppo a quel punto c'è stata la seconda e più violenta esplosione e per il ragazzo non c'è stato niente da fare, il suo corpo senza vita è stato ritrovato poco dopo. Il responsabile del 118 di Pescara, Emanuele Cherubini, racconta che aveva detto al ragazzo di non avvicinarsi perchè c'era pericolo di nuove esplosioni. «Siamo arrivati sette minuti dopo il primo scoppio- spiega Cherubini -. É stato come vedere una scena di guerra con lapilli e materiale ricaduto fino a 4 chilometri. Ho visto il ragazzo e gli ho detto di allontanarsi e dopo non l'ho visto più». Feriti anche alcuni vigili del fuoco nella seconda esplosione, uno è grave. Disperato il terzo fratello, Adriano, salvo per una pura casualità: era andato a Città Sant'Angelo, per sottoporsi ad una visita medica. «Non avevamo operai era un'azienda familiare. La migliore d'Abruzzo -racconta tra le lacrime -. Avevamo rifatto tutto da capo. Era tutto nuovo: belle coperture, tutte coibentate, muri da 40 centimetri». Nella tragedia ha dell'incredibile anche la vicenda della nonna Gilda, 92 anni. Si trovava in casa accanto alla fabbrica insieme alla badante al momento dell'esplosione. Entrambe date per disperse poi sono state ritrovate illese.