EURO-SCONTRO

di Francesco Forte

Caro Mario (Monti), l'altro Mario (Draghi) non basta. Devi fare la tua parte. Questo è ciò va detto al nostro premier, dopo due frenetiche giornate in cui le Borse e i mercati finanziari hanno subìto una altalena, con un risultato finale molto favorevole nelle quotazioni, 455 lo spread e +2,9% la Borsa di Milano. Infatti se si analizzano le cause e i limiti di questi risultati se ne desume che ciò non esonera il governo da un mutamento di rotta. La discesa di novanta punti in 24 ore dello spread sui nostri titoli da 545 a 455 e dei bonos spagnoli a 535, dipende dal fatto che Draghi giovedì ha dichiarato che la Bce è pronta a fare tutto il possibile per difendere l'euro, che la permanenza in esso dei vari Stati è irreversibile e che ciò che può fare la Bce è realmente moltissimo.
Fra questi azioni c'è anche l'acquisto diretto di titoli pubblici da parte della Bce sul mercato secondario. Essa lo può fare, a termini di statuto, anche a prescindere dall'obbiettivo di salvare l'euro, perché i tassi elevati sul debito pubblico fanno salire i tassi bancari. E ciò vanifica gli effetti che la riduzione del tasso della Bce dovrebbe avere sul mercato finanziario, costringendola ad abbassarlo in modo eccessivo, senza peraltro ottenere l'obbiettivo monetario desiderato. La dichiarazione di Draghi hanno generato entusiasmo.
Ma venerdì, in apertura, mentre le borse salivano e le banche ritiravano quote di giacenze liquide di denaro presso la Bce per apprestarsi a investirle, lo spread sui titoli italiani e spagnoli è tornato in alto. Poco dopo si è capito il perché: la Bundesbank, azionista principale (anche se non maggioritaria) della Bce ha dichiarato che è contraria all'acquisto da parte di questa di titoli pubblici, perché ciò mescola la sua azione di politica monetaria, che giustificherebbe questa mossa, con compiti di politica fiscale (finanziare i debiti pubblici degli Stati membri) che le sono preclusi. In seguito un portavoce del governo tedesco ha detto che rispetta l'autonomia della Bce: in sostanza se il suo direttivo vota per la linea Draghi, esso rispetta la decisione, anche se la Bundesbank è contraria.
Ecco perchè lo spread è poi sceso. Un po' dopo il ministro tedesco Schauble ha detto che considera con favore la linea di Draghi, nel quadro politico complessivo. Altra discesa dello spread. Però Schauble ha aggiunto che i singoli governi debbono fare la loro parte. E quanto alla possibilità che l'Esm, il meccanismo di stabilizzazione finanziaria acquisti sul mercato secondario titoli dei debito di stati con spread anomali, agendo da scudo, contro tali anomalie, il portavoce di Berlino ha dichiarato che i governi che vogliono tali interventi debbono fare domanda scritta. Così il governo spagnolo si è affrettato a dire che non intende avvalersi di questo scudo. Infatti chi annuncia di volervi fare richiesta genera subito il rialzo dello spread sui suoi titoli, perché fa capire che fa fatica a finanziarsi.
Tutto ciò, dunque, mi porta a dire: Caro Mario, quel che intende fare l'altro Mario non ti esonera dal fare la parte che ti compete. Essa consiste: a) nel fare una politica della crescita, anziché di recessione, per rendere credibile il piano di risanamento finanziario da qui al 2015, presentato dal governo; e b) modificare profondamente la riforma del mercato del lavoro per renderlo flessibile, mediante i contratti decentrati (aziendali) orientati alla produttività. Ciò per accrescere la competitività della nostra economia e dare un nuovo impulso al nostro commercio estero, con effetto positivo sul Pil, sulla occupazione e sulla bilancia dei pagamenti.