Facciamola finita ma con stile Il galateo dell'addio

«Cara, non ti sopporto più». Oppure: «Caro, non sei l'uomo che credevo». Ma si potrebbe continuare a lungo: le frasi da dire quando finisce un amore sono pressoché infinite. E anche i mezzi per comunicarlo lo sono diventati. Perché nell'era della multimedialità i panni sporchi si lavano nella famiglia allargata composta da televisione, riviste di gossip, Facebook e twitter. Vale per i personaggi famosi, che spesso danno il cattivo esempio, e per i comuni mortali, che tendono a imitarne le abitudini peggiori.
Per evitare che la battaglia del divorzio sia scandita, oltre che da colpi di carte bollate, anche da colpi bassi, la casa editrice britannica Debrett, specializzata in libri su buone maniere e aristocrazia, ha pubblicato un galateo del divorzio, scritto in collaborazione con i legali dello studio Mishcon de Reya (che rappresentò lady Diana nel divorzio da Carlo).
La Guida alla Separazione Civilizzata è una bibbia su come affrontare la rottura evitando che volino gli stracci. Niente vestiti lanciati giù dal balcone né scenate in pubblico o cambi repentini di serratura alla porta di casa. Come? Seguendo le regole di quella che la stampa inglese definisce «la bibbia del divorzio». Primo: comunicare all'altro la volontà di chiudere di persona, parlandone a quattr'occhi. Dirlo con una telefonata, un sms, o peggio ancora via fax - come fece nel 1995 l'attore Daniel Day-Lewis, scrivendo a Isabelle Adjani «Non sono pronto a fare il padre» in risposta al fax di lei che gli comunicava di essere incinta - è da villani.
Poi: evitare le vendette. Può dare una soddisfazione solo effimera rovesciare la collezione di vini del partner o farsi vedere in compagnia di un ex storico. Quindi meglio non seguire l'esempio dell'ex frontman dei Bluvertigo Morgan, le cui foto su twitter assieme ad Asia Argento hanno fatto andare su tutte le furie l'ultima partner Jessica Mazzoli. Con la quale, peraltro, aveva già ampiamente litigato, a mezzo twitter con frasi offensive sulla regione d'origine di lei (la Sardegna) e in tribunale per via dell'affidamento della figlia di otto mesi. A proposito di figli: il bon ton (e pure il buon senso) impone che non si cerchi di comprare il loro affetto con regali continui. È un'abitudine, spiega il manuale, che innervosisce il partner e turba la prole. E ancora: evitate di asfissiare l'avvocato con i vostri sfoghi personali, ma non ammorbate troppo neppure i vostri amici, altrimenti smetteranno di invitarvi a cena.
Ricordate di essere sempre educati con la famiglia dell'ex, inviando biglietti di auguri durante le feste comandate e per i compleanni.
Infine, un consiglio che nel libro non c'è, ma si ricava dalla statistica. I matrimoni in Inghilterra hanno una durata media di 11 anni. In Italia di 15. Forse, prima del fatidico sì, converrebbe sperimentare il partner per circa un terzo della durata media prevista. In fondo le persone non le si conosce mai abbastanza. Magari, poi, lui ci prova con una vostra amica. O con vostra figlia: Mia Farrow ne sa qualcosa.
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