False residenze ai cinesi: cinque arresti a PratoComplice una funzionaria del Comune

Per ogni indirizzo di residenza, fittizio, risultavano anche dieci cinesi neo-pratesi, ma solo sulla carta: è quanto emerso nelle indagini che hanno portato a scoprire il giro di false certificazioni a Prato a favore di 300 cittadini di origine cinese. In cella sono finiti cinque cittadini cinesi, mentre due destinatari delle ordinanze di custodia non sono stati ancora trovati: sarebbero i sette orientali i collettori delle istanze dei connazionali arrivati in Italia e che cercavano di avere la residenza. Ai domiciliari, invece, la ex dipendente del Comune, i suoi figli, e la funzionaria del Comune, una 52enne, che secondo le indagini si occupava non solo di portare a termine l'operazione ma si sarebbe anche occupata di evitare i controlli sui falsi residenti. Ai 7 connazionali intermediari-collettori i cinesi in arrivo fornivano passaporti e permessi di soggiorno e pagavano le tangenti per essere iscritti all'iscrizione all'anagrafe comunale di Prato.