Il falso mito delle preferenze ultima speranza dei partitini

Da Alfano e Casini ai bersaniani del Pd: "Gli elettori indichino nomi e cognomi". Ma così aumentano costi della politica e clientelismo. E in Europa nessuno le usa

Totò Cuffaro, detto «Vasa vasa» (bacia bacia), si vantava di averli baciati tutti, uno per uno, anche 300 al giorno («metà Sicilia ho baciato») i suoi elettori: smack, voto. Un'arte. Di più, una scienza esatta quella della preferenza. I vecchi ras Dc si erano specializzati in ambi, terne, quaterne, trucchi diabolici per non perdere neppure un elettore. «Votate l'anno», cioè il 1976, raccomandava un giovane Mastella ai beneventani, che sulla lista avrebbero trovato De Mita (numero 1), lui (numero 9), Gerardo Bianco (al 7) e Giuseppe Gargani (numero 6 in lista). Remo Gaspari, detto «Duca degli Abruzzi» (ma anche «San Remo», o «Zio Remo»), sedici volte ministro, dieci volte deputato, campione di preferenze, per mantenerle fece costruire due autostrade per collegare L'Aquila e Pescara alla Capitale e uno svincolo autostradale nella sua Gissi (3mila abitanti), mentre l'aretino Fanfani fece deviare l'A1 pur di farla passare da Arezzo (la cosiddetta «curva Fanfani»).
Le preferenze? Vanno rimesse perché «ciascuno deve andare a chiedere il voto per sé, con il proprio cognome» tuona Angelino Alfano, leader Ncd. «I parlamentari vengano scelti dai cittadini e non dai partiti, in parlamento proporremo le preferenze» rilancia un agguerrito Pier Ferdinando Casini, e con lui altri leader di partiti(ni) terrorizzati dal maggioritario messo in cantiere da Berlusconi-Renzi. «Una legge elettorale senza le preferenze è una legge antipopolo» avverte Chiocchetti, leader di «Idee più Popolari» (Ipp). E a quel punto qualche domanda te la fai.
Peraltro, il voto con la preferenza in Italia c'è già quasi dappertutto. Si votano con le preferenze i Comuni, le Regioni, il Parlamento europeo, e anche i collegi esteri di Senato e Camera. Gli effetti miracolosi sul famoso «rapporto elettore-eletto»? Chiedete a Franco «Batman» Fiorito, 75mila preferenze in Lazio, o al giovane «Mr. Preferenze» del Comune di Roma Samuele Piccolo (12mila preferenze, il più votato), arrestato nel 2012. O fatevi un giro alla voce «deputati» sul sito del Parlamento Ue. Per trovarci il fratello di Prodi, l'ex bassoliniano campione di voti a Napoli Antonio Cozzolino, poi Ciriaco De Mita, 86 anni, eletto a Strasburgo (56.442 preferenze!) con l'Udc, o Vito Bonsignore (Ncd), già andreottiano Dc nel 1970. Per tacere poi dei brogli e imbrogli col voto (di preferenza) all'estero. «Se si vogliono partiti solidi il voto di preferenza deve essere escluso come un male assoluto» scriveva tempo fa il giurista ed ex senatore Pd Stefano Ceccanti. Già, il Pd. La frattura tra pro e contro preferenze attraversa di netto il partito di Renzi. L'ala ostile al sindaco le rivendica, «basta con le liste di “fedeli cal capo”, servono le preferenze» scrive il governatore toscano (e bersaniano) Enrico Rossi; Alfredo D'Attorre, ex coordinatore dell'area bersaniana e ora cuperliano definisce «inaccettabili» le liste bloccate, anche se corte, dell'«Italicum» figlio dell'accordo Renzi-Forza Italia. E pure i cattolici Pd che fanno capo a Beppe Fioroni guardano con nostalgia alle vecchie preferenze. Quando la Consulta ha bocciato il Porcellum lasciando in mezzo alle macerie un proporzionale puro con preferenze, l'onorevole piddino Fioroni si è quasi commosso: «È la legge Fioroni, la proposta di legge che ho presentato la scorsa legislatura in Parlamento! Un grande sistema elettorale, democratico e costituzionalmente corretto...». E pensare che, fino a poco fa, guai a parlare di preferenze ai bersaniani (come l'anti-renziana Finocchiaro, due anni fa: «Se qualcuno vuole le preferenze sappia che non siamo disponibili»).
E pensare poi che nel 1991 gli italiani, a furor di referendum (95,6% di sì) e di «dagli al ladro di partito», le avevano abolite, seppur parzialmente, con la cosiddetta preferenza unica lanciata da Mario Segni e rilanciata dal Pds, grande sponsor del no alla preferenze. «Craxi (che invitava invece ad andare al mare, ndr) commette un grave errore - ammonì Occhetto, capo dei post comunisti Pds - il referendum punta a ottenere un Parlamento più autorevole, un elettore più libero e responsabile, un rapporto più stretto e trasparente tra cittadini ed eletti». Le stesse parole, al contrario, di chi oggi sostiene il ritorno alle preferenze. «Nei palazzi del potere oggi si suda freddo» scrisse allora Repubblica raccontando la vigilia di terrore per le segreterie dei vecchi partiti. Sarà anche un caso, ma nei grandi paesi europei non si vota con le preferenze. Non ci sono in Francia, in Spagna, in Germania, in Gran Bretagna. Un voto che costa parecchio, poi. Con un tariffario che si è adeguato alla crisi, tornando al sistema di Achille Lauro, che a Napoli regalava la scarpa sinistra prima del voto e l'altra solo se eletto. Ora un voto di preferenza - racconta l'Espresso - si compra con una ricarica da 50 euro del telefonino, il biglietto per una partita di calcio, un lampione nel cortile. Il famoso rapporto eletto-elettore.

Commenti

lakos29

Mar, 21/01/2014 - 08:46

in Europa non ci saranno preferenze, ma la nostra Corte Costituzionale ha detto che le liste bloccate non vanno bene e quindi bisogna rimettere le preferenze. quindi è inutile parlare di clientelismo e costi alti.

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Mar, 21/01/2014 - 09:00

così invece si aumentano i leccaculo che degli elettori se ne strafottono, ad esempio in consiglio regionale a Firenze c'è chi dice: io devo tutto al coordinatore, gli sarò sempre fedele ! E così si aumentano anche le zoccole, insomma la prostituzione al coordinatore del partito anzichè all'elettore!

Gianfranco Rebesani

Mar, 21/01/2014 - 09:20

Le preferenze? UNA BALLA!!! Quando nella prima Repubblica il sistema elettorale le prevedeva,come funzionava? Il numero 1 della lista AUTOMATICAMENTE riceveva tutti voti di chi avrebbe votato il partito di appartenenza, nel collegio. Esistevano i così detti"collegi sicuri" per i vari mammasantissima di tutti i partiti.Gli altri 29 candidati erano collocati in ordine di NUMERO (!) non alfabetico.A quei tempi su 100 elettori,non meno dell'80% si limitava a mettere "la croce" sul partito prescelto e le preferenze venivano praticamente assegnate dal Partito, compresa la "spartizione" (il termine più appropriato per indicare,appunto,la spartizione del "bottino" elettorale). Inoltre si parla e sparla di preferenze;ma queste come potevano essere espresse ? Le LISTE venivano fatte dal Partito e nella lista venivano messi i 4-5 maggiormente conosciuti in quel collegio e una selva di Carneadi che l'elettore manco sapeva della loro esistenza. Gioco facile quindi per TUTTI i partiti far eleggere i loro preferiti. Adesso,gridando al lupo,al lupo. si stracciano le vesti per tornare al vecchio sistema che era e tornerebbe ad essere clientelare forse più di prima!Altro che democrazia.Casini, Alfano & C. queste cose le sanno e creano cortine fumegene invocandone l'adozione solo per mero interese personale,cercando di sopravvivere ad uno sbarramento che li escluderebbe tout court. Con le "alleanze" ai partiti maggiori,alla seconda tornata (ri)entrerebbero in gioco in quanto la loro collocazione in lista apparentata comporterebbe un'elezione sicura. Vi sembra complicato? Niente affatto. E' più difficile comprendere queste mie righe che l'adozione truffa delle preferenze.

berserker2

Mar, 21/01/2014 - 09:50

Rebesani NON è così. La mancata indicazione del candidato, limitandosi al solo voto di lista non veniva poi utilizzata dal capolista. I voti (espressi in preferenze nominative e non) concorrono solo alla quantificazione dei seggi. In base ai voti un partito ha diritto a tot. numero di seggi. Poi in base hai seggi ottenuti si guarda chi ha ottenuto più preferenze. Tutto qui. Esempio....Lista A prende 100 voti. Con quei voti ha diritto a 1 seggio. Dei 100 votanti solo 40 hanno messo la preferenza indicando il n.4 in lista come il più votato. Il n.4 è quello che viene eletto. I 60 voti senza preferenza nominale NON vanno attribuiti al n.1 in lista (che quindi dovrebbe essere eletto con 60 voti contro i 40 del n.4 in lista). No, l'eletto è il n.4 in lista con 40 voti. Il n.1 ne ha presi 10 e rimane a casa. Capito! In ogni caso, sempre meglio la preferenza, che almeno sbaglio da solo piuttosto che degli indicati, solitamente servi delle varie segretere.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 21/01/2014 - 10:06

Inutile parlare finché il testo non è conosciuto e noi (almeno io) non lo conosciamo. Però ci sono criteri di principio che valgono ad orientare e a contrastare le scelte della Casta-Mafia. In primo luogo ci vuole una sola preferenza per eleggere uno(1). Si deve poter esprimere "la" preferenza, cioè "una" sola preferenza (1, non più di 1), non "le" preferenze: 4 preferenze significava poter controllare il voto, come veniva fatto in Sicilia dalla mafia e non solo (fanno un piccolo numero telefonico). Però nessuna preferenza in collegi che non siano uninominali significa potere assoluto della Casta-Mafia. Quindi ci vogliono collegi piccoli per eleggere un parlamentare su una lista di candidati, anche se ovviamente la lista è fatta dal Partito-Mafia (politica, ovviamente). E poi se non viene espressa alcuna preferenza il voto deve andare al partito, non al primo in lista, come avveniva in passato. Ora ci vogliono convincere che la "preferenza" è un pericolo: no, è l'unico modo per bocciare il “candidato impresentabile” che è stato presentato. Quindi non ci vengano a raccontare fesserie: le preferenze non le vogliono i politici "forti", quelli che vorremmo lasciare a casa; non sono un pericolo di imbrogli, anzi è vero il contrario.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 21/01/2014 - 10:11

@ OK sono d'accordo. Preferenze e un solo voto. In più ogni candidato dovrebbe essere presentato solo in un collegio, non a raffica. Basta con la Casta-Mafia!

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 21/01/2014 - 10:13

@berseker2 OK sono d'accordo. Preferenze e un solo voto. In più ogni candidato dovrebbe essere presentato solo in un collegio, non a raffica. Basta con la Casta-Mafia!

squalotigre

Mar, 21/01/2014 - 10:25

berserker2- a parte che tutti i 20 nomi nella lista in un eventuale ritorno alle preferenze sono frutto delle segreterie dei partiti e quindi sono indicati o nominati (i nominati sono sempre quelli eletti nei partiti avversari) dai segretari nazionali o regionali. Non è che lei può scegliersi chi vuole, che so il suo salumiere o il suo portinaio se questi non fa parte delle liste (ripeto espressione delle segreterie di partito). Quindi la storia delle preferenze è solo fumo negli occhi perché il cittadino può scegliere solo nel menù sottoscritto dalle segreterie, che può avere 20 o una sola portata ma sempre approvato da esse e quindi dai soliti tre o quattro che si riuniscono nottetempo e fanno quello che vogliono. Altro sarebbe l'indicazione del candidato scelto con primarie. Ma con primarie serie, sotto l'egida dello stato che ne garantisce la forma e la veridicità dei risultati. Insomma con le stesse garanzie di una elezione vera e propria che impedisca sia i brogli sia la votazione multipla. A Iakos che afferma che la Corte Costituzionale ha detto che bisogna rimettere le preferenze, ricordo che c'è stato un referendum vinto che di fatto le abrogava e che la Corte ha dichiarato LEGITTIMO. Va bene che l'Italia è la patria del diritto ed anche del rovescio, ma a tutto c'è un limite. Anche alla pazienza dei cittadini che hanno ormai i cabasisi triturati ad opera delle varie magistrature che fanno di tutto, tranne che amministrare la giustizia in modo equanime e lontano dai pregiudizi e masturbazioni partitiche.

gstrazz46

Mar, 21/01/2014 - 10:29

lucianaza. Perfetto il tuo intervento!! Peccato che alle elezioni regionali CI SIANO LE PREFERENZE e, come dici tu, ci sono ugualmente i leccaculo e le zoccole! Ma perché parlare a vanvera e senza conoscere la realtà? hai mai votato alle politiche quando c'erano le preferenze e hai mai visto come funzionavano? Io le ho sperimentate in prima persona e non le rimpiango

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 21/01/2014 - 10:36

chi è questa bella signora in foto? sembra la Grueber o sbaglio?

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 21/01/2014 - 10:39

lucianaza terrononaza, non si dice zoccole si dice "signore" sono lavoratrici anche loro e presto pagheranno le tasse anche loro come qui in Germania.

Fab73

Mar, 21/01/2014 - 10:39

Ma "vasa vasa" non era un'altra vittima delle "toghe rosse"??? Quindi adesso è un lurido corrotto!!??!!

gian paolo cardelli

Mar, 21/01/2014 - 10:40

Tutti a lamentarsi della mancanza delle preferenze, ma nella Prima Repubblica c'erano ed al potere c'erano sempre le stesse persone, ovvero il "ricambio parlamentare" avveniva solo quando il Partito non ti candidava più: chi, tra i fans delle preferenze, sa dircene il motivo? non tentate di barare, perchè la risposta è nota... forza, "scrivani": sentiamo la vostra tesi...

Roberto Monaco

Mar, 21/01/2014 - 10:52

Le liste bloccate servono solo ad una cosa: a premiare i più fedeli, apparentati e meno a rischio di deviazioni dal pensiero unico di partito. E creano un legame indissolubile fra il peone e il boss del partito, perchè il mantenere quei 18mila euro al mese dipende solo dalla sua fedeltà. Merito e competenza sono un contorno. E se resta così, torneremo ad avere gente come Razzi, Scilipoti e BuonAno

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 21/01/2014 - 11:01

Qualcuno, evidentemente, pensa ancora che in politica sia possibile far emergere dei candidati secondo criteri di pura meritocrazia. Semplicemente esilarante. Chi ha i numeri li sfrutta nella propria professione. Escludendo dal novero delle professioni quella consistente nel perpetuo rimescolamento di materiale organico.

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 21/01/2014 - 11:05

C'è il solito furbo che scopre l'acqua calda: le persone sono messe in lista dal "sistema partitico", dal quale non abbiamo possibilità di uscire. Certo in un sistema veramente democratico si dovrebbe poter votare una persona per il suo valore e non per la sua appartenenza ad un partito ed anche indipendentemente dalla sua iscrizione in una lista. Forse in un lontano futuro sarà possibile che si voti la persona da casa, con il proprio computer, indipendentemente dalla sua iscrizione in una lista di partito. Ma per ora il sistema è quello ed il partito può fare eleggere chi vuole: la possibilità di scelta in una lista, anche se partorita nella sezione del partito, può darci almeno la possibilità di cercare di bocciare il candidato indigeribile e magari notoriamente corrotto. Naturalmente un solo voto, una sola preferenza, non i numeri di telefono o tutto al primo di lista, come avveniva in passato.

berserker2

Mar, 21/01/2014 - 11:10

squalotigre si, in linea di massima hai ragione. Però, specialmente nei medi/piccoli centri, in una lista si mettono anche dei nomi espressione della realtà locale. Ovvero quelli che c'hanno i VOTI sul territorio. Altrimenti dei candidati calati dall'alto, saranno anche dei leccaculo, ma se non li conosce nessuno i voti non li prendono. Questo se si ha la possibilità in una lista, di poter operare la preferenza e quindi, al capolista imposto dall'alto oppongo la scelta di un candidato per bene e che si conosce. Se invece, i nomi sono bloccati, di solito si vota per il proprio partito eleggendo perfetti sconosciuti, miracolati dal segretario di turno, cui tutto devono e cui per primo rispondono fregandosene degli elettori che poco gliene frega. In ogni caso tutti i sistemi hanno i loro pro e i loro contro.

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Mar, 21/01/2014 - 11:40

se le preferenze si attuano a tutti i livelli con una forma di curriculum a cui si deve attenere il partito, nel senso che per nominare si devono tenere presenti i voti avuti nel tempo a tutti i livelli, le preferenze non saranno solo indicazioni di partito, ma degli iscritti; se poi si vuole lasciare fare ai dirigenti il loro comodo, questa è un'altra storia che non ha niente a che fare con la democrazia

giovanni PERINCIOLO

Mar, 21/01/2014 - 12:04

"Alfano e Casini e bersaniani del Pd: "Gli elettori indichino nomi e cognomi"." Ma chi volete prendere per il c..o?? Direi che abbiamo già dato!

berserker2

Mar, 21/01/2014 - 12:08

franco si....è la Dietlinde in arte Lilli in quel di Bolzano. Guarda.....è tutto merito della foto. Di persona, è proprio un altra cosa! Poi ha aggiunto qualche "ritocchino" e se te la vedi all'improvviso senza trucco.....

gabriel maria

Mar, 21/01/2014 - 12:17

La preferenza in sè è un atto altamente democratico,ma in un paese fuori di testa come l'Italia servirebbe solo al mantenimento delle oligarchie e ad eleggere i soliti amici degli amici....però, basta ne abbiamo le rasche piene di parlare di legge elettorale,ma non vedete che la barca sta andando a fondo....

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 21/01/2014 - 12:22

Non sono d'accordo per niente. Abbiamo già sperimentato il sistema senza preferenze del maggioritario! Gente eletta da non si sa chi nè per quali meriti, che fa i propri comodi contro la volontà del popolo sovrano. Non è più accettabile una cosa del genere! Ci fossero state regole legali interne ai partiti per scegliere i candidati da parte degli iscritti ai partiti si sarebbe potuto ragionare ma così non è stato. Le segreterie fanno e disfano quello che gli pare all'interno di casa loro ma non è accettabile quando è in gioco il volere degli elettori. E' vero che le preferenze creano lobby ma l'errore era nel non avere un Esecutivo libero di governare ma sotto la cappella del Parlamento. Una volta che il Governo è libero di governare senza redini del Parlamento, lo stesso ha il pieno diritto alle preferenze affinchè controlli la correttezza del Governo. Berlusconi si deve mettere in testa che nell'Azienda Italia lui è solo il delegato degli azionisti e non il solo e unico proprietario! Se non fa quello che ha promesso, gli "azionisti" hanno il pieno diritto di licenziarlo. L'Italia è casa di tutti gli italiani e non solo di chi sta al potere!

Ritratto di corvo rosso

corvo rosso

Mar, 21/01/2014 - 12:23

Un referendum ha abolito le preferenze. I partiti devono presentare delle liste con nomi che mi piacciono, altrimenti voto per un altro partito. Le preferenze furono abolite perchè erano un sistema per eleggere gente legata alla mafia, a gruppi di potere economico o di territorio. Le primarie ,come dice il PD ,non risolverebbero questo problema, lo sanno benissimo, in quanto sono molto pilotabili e l'hanno verificato a loro spese (voti di immigrati, i sindaci di Napoli, Milano, Genova etc.) Insomma, pochi partiti, con gente seria,basterebbe questo, ma vedrete che non verrà digerita nè l'abolizione del Senato, nè la riforma del titolo V ,nè le Province, sarà una "Gattopardata" tipo IMU che, sparisce al 80% ma con un'altra tassa che complessivamente lascia le cose come stanno o le aumenta del 10%. Speriamo che non arrivi il PC ,che non è il Partito Comunista ma il Partito dei Colonnelli,tutti questi abusi andranno a finire male..... Una domanda: ma uno che ha "i voti sul territorio" è indice di una persona brava e competente o uno che ti trova il lavoro,ti fa prendere gli appalti , costruisce le autostrade sul territorio o ti costruisce un ospedale nel punto A quando sarebbe meglio se lo avesse fatto nel punto B ? Mi ricordo sempre la storiella di quello che passava nella sede di partito e diceva "Ho 5 figli e porto 25 voti, tu cosa mi dai?"

Mr Blonde

Mar, 21/01/2014 - 12:25

E' un discorso per me sbagliato in partenza, proporzionale puro o sbarramento o premio non mi piace nulla, unico sistema valido uninominale secco magari con recupero proporzionale come era prima del porcellum per salvaguardare un pò di rappresentanza. Faccia a faccia tra candidati sul territorio, chi vince va in parlamento e rappresenta i suoi elettori e basta. Inghilterra e usa insegnano, ma sono per noi un altro pianeta.

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mar, 21/01/2014 - 12:30

Signori come le preferenze(specie quelle multiple)hanno fatto degenerare la politica in passato,lo stesso effetto lo abbiamo avuto con le liste bloccate oggi.Il sistema perfetto non c'e' e la situazione italiana e' resa ancor piu' complicata da due fattori,partiti marci al loro interno,bicameralismo.Credo tutto sommato che le esperienze servono a capire i propi limiti e cercare delle soluzioni.Il peoblema del rappoeto eletto elettore con le liste bloccate puo' essere superato da primarie all'interno dei partiti o con l'inserimento di una quota di seggi da assegnare con le preferenze.Sta di fatto che specie l'ipotesi primarie interne presenterebbe molteplici aspetti positivi come il coinvolgimento degli elettori ed un chiaro orientamento programmatico che nel caso il partito dovrebbe considerare nella successiva campagna elettorale.Certo la democrazia e' un esercizio difficile e continuo e gli effetti degenerativi di alcune liberalita' insite nella democrazia e nel parlamentarismo sono da tenere in conto per via delle ineliminabili debolezze e astuzie degli uomini.Rendere i partiti maggiormente democratici nelle loro fondamenta facilita il resto,preferenze o liste bloccate sono la xonseguenza.

BlackMen

Mar, 21/01/2014 - 12:34

...la solita MALAINFORMAZIONE! Preferenze o no, il problema dei partitini verrebbe comunque risolto con lo sbarramento al 5% proposto da Renzi e Berlusconi...quindi che andate dicendo????

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 21/01/2014 - 13:05

Adesso che vanno di moda le labbra sottili, come ci ha la morosa d'Hollande, quella dalla faccia smorta, chissà che chirurgie plastiche penserà la patetica Lilli per restare sulla cresta dell'onda e piacere al suo pubblico, tra cui il sottoscritto... "Per meglio apparire bisogna un soffrire". Sì ma non troppo.

ghorio

Mar, 21/01/2014 - 13:29

Le preferenze non hanno nulla da spartire con i costi della politica. Semmai la spesa è a carico.In Europa non fanno tante cose che facciamo noi e poi vediamo le differenze. Da"Il Giornale" si pretenderebbe un po' di coerenza. Ma Bracalini si è dimenticato delle battaglie fatte con Montanelli direttore! Le scelte appartenono al popolo, non ai partiti.

agosvac

Mar, 21/01/2014 - 13:39

Egregio gianfranco rebesani, lei è stato chiarissimo e solo i deficienti possono non avere compreso ciò che ha detto. Le prefernfe sono una vera truffa oltre ad essere un palese invito a quel voto di scambio che dovrebbe essere un reato!!! Chi, come noi, ricorda il periodo delle preferenze, queste cose le sa benissimo. Il problema per avere gente onesta in Parlamento non è "la preferenza" bensì un'accurata selezione da parte dei partiti nel presentare i propri designati. Tra l'altro le preferenze non assicurano manco per niente che chi viene scelto dagli elettori a rappresentarli li rappresenti sempre visto che la mancanza del vincolo di mandato rende gli eletti liberi di cambiare casacca nel corso della legislatura passando a formazioni politiche completamente estranee alle intenzioni degli elettori!!! In pratica le preferenze avrebbero un senso, per quanto relativo, solo col vincolo di mandato. Ma questo vincolo di mandato è una "conditio sine qua non" cui i parlamentari non potranno mai rinunciare perchè toglierebbe loro ogni possibilità per ottenere poltrone in cambio del loro cambiamento di casacca!!! Tra l'altro gran parte di quelli che oggi sbraitano per le preferenze sono quelli che con le preferenze probabilmente non sarebbero mai stati eletti. La preferenza richiede che gli elettori arrivino a "conoscere" chi vorrebbe essere eletto. Una volta, moltissimi anni or sono, c'erano i comizi nelle varie piazze dei paesi o delle città, comizi che avrebbero dovuto fare conoscere i candidati. Ma oggi penso che nessuno sarebbe disposto ad andare in piazza ad ascoltare le cretinate dei novelli politici o di quelli già navigati! Resta la Tv, ma dove trova la Tv gli spazi per dare voce a tutti quelli che vorrebbero essere eletti?????

fato63

Mar, 21/01/2014 - 14:17

ottimo Bracalini! Certo, il più indecente è il presidente della Regione Toscana Rossi: proprio lì inventarono le liste bloccate, sistema poi mutuato da Calderoli e derubricato a 'porcellum' grazie all'intervento di Ciampi... e qui si dovrebbe ancora farsi fare la morale da questi qui...! Fabio (PC)

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mar, 21/01/2014 - 14:53

@fato63,ciampi intervenne solo perche' era palesemente incostituziinale il premio di maggioranza del senato su base nazionale essendo il senato compostk su base regiinale come scritto in costituzione,stop.Non fece altro caro il mio ballista o disinformatissimo utente.Se poi avete copiato il compito dal compagno di banco sbagliato che facciamo,la nota e l'insufficienza la diamo a lui ed a voi un applauso?Roba da matti

Ritratto di nestore55

nestore55

Mar, 21/01/2014 - 14:53

berserker2 Mar, 21/01/2014 - 09:50....Molto bene il commento, sono perfettamente in sintonia, essendo stato attivo politicamente sino alla fine degli anni '90...Una domanda: è certo che con le preferenze lei sia libero di sbagliare da solo? I nomi sono comunque indicati dalle "botteghe".A mio avviso, con la storia delle preferenze si andrebbe ad incentivare >ancora di più< la clientela....Mi capisca...E.A.

Ritratto di nestore55

nestore55

Mar, 21/01/2014 - 15:16

Agrippina Mar, 21/01/2014 - 14:53.....Come al solito se la dice, se la canta e si da anche ragione..Proprio brava la paladina dei doveri altrui!!Se il Porcellum è incostituzionale, si può dire che l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi fece una cazzata colossale, visto che firmò la legge. Anche perché fece i capricci per inserire il premio di maggioranza al Senato, spalleggiato da altri fenomeni come Casini e Fini. Durante l’esecutivo Prodi tra il 2006 e il 2008 faceva da scudo umano al Professore, così da garantirgli la risicata maggioranza. Ora salta fuori che ha firmato – lui, presidente della Repubblica e difensore della Costituzione! – una norma incostituzionale. Fosse sul pezzo, dovrebbe scegliere tra due opzioni. Attaccare la Consulta e difendere la legittimità della norma che ha firmato a fine 2005, oppure riconoscere la sua incompetenza e lasciare lo scranno da senatore a vita. Un uomo serio lo farebbe. Quindi sono certo che il Nostro sceglierà la terza via. Quella del silenzio. Alla luce di quanto sopra esposto, tenendo conto della verità storica enunciata, chi è quella che scrive robe da matti?E.A.

Ritratto di nestore55

nestore55

Mar, 21/01/2014 - 15:17

Ma chi è il chirurgo che ha deformato in quel modo la già orribile lilli la rossa di Bolzano??E.A.

Ritratto di Agrippina

Agrippina

Mar, 21/01/2014 - 15:44

#Nestore55,le sfugge forse che il porcellum fu rispedito indietro ben due volte che di fatto significa che al PdR quella roba proprio non piaceva.Sull'incostituzionalita' poi mio caro,al pdr spetta fate rilievi per la "manifesta costituzionalita'" e li fece,e sempre il pdr risulta sempre non responsabile degli atti firmati in quanto poi controfirmati dai ministri competenti,ergo nulla tange l'allora presidente che fece quel che poteva tenendo anche conto che siamo in una democrazia parlamentare,un governo con la fiducia delle camere propone una legge,il pdr la respinge per manifesta incostituzionalita' rispedendola indietro,il governo la modific e la ripropone,il pdr fa i suoi rilievi,il governo la fa votare dall'aula ed il pdr la firma,diversamente ci sarebbe una frattura costituzionale insanabile,posta comunque l'irresponsabilita' politica del pdr nei suoi atti di promulgazione.Lei invece i copioni di compiti sbagliati noto che non si degna nemmeno di citarli,chissa' magari ci scordiamo che fino a qualche ora fa sostenevano che era un ottima legge(ipse dixit).Gia' roba da matti,a piu' latitudini.

Ritratto di nestore55

nestore55

Mar, 21/01/2014 - 16:51

Agrippina Mar, 21/01/2014 - 15:44....Facciamo prima: ha ragione lei....Contenta??? E.A.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 21/01/2014 - 16:58

berserker2, è furba tempo fa era al telegiornale in Italia e in settimana andava a presentare una trasmissione qui in Germania.Chissà dove pagava le tasse..

Anonimo (non verificato)

berserker2

Mar, 21/01/2014 - 18:23

franco.....è una sinistrata furba e calcolatrice. Sicuri che le paga le tasse......... Chissà quale regime fiscale avranno in Tirolo, provincia a regione speciale, aliquote diverse, sgravi fiscali a bizzeffe.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mar, 21/01/2014 - 23:00

berserker comunque è una donna intelligente indipendentemente dal colore politico.In Tirolo hanno un regime fiscale che tutti pagano le tasse non come in Italia evasori a più non posso.

berserker2

Mer, 22/01/2014 - 07:59

Nestore, certo che i nomi sono indicati dalle segreterie, ma in una lista di 40 nomi, posso scegliere di non votare il capolista, che di solito è (o era) il deputato uscente, o l'ex consigliere comunale, insomma qualcuno dell'apparato del partito. Ovviamente non sempre il capolista deve essere un poco di buono o un cialtrone, ma spesso (ahime) si, trattandosi in ogni caso di qualcuno che deve tutto al segretario del partito e difficilmente disubbidisce a qualsivoglia ordine dall'alto. Va da se invece che in una lista bloccata, il nome o i nomi eventualmente indecorosi messi d'imperio li devo accettare per forza. A meno di NON votare per il mio partito, la mia coalizione, le mie idee e quindi far vincere l'avversario. In una lista libera invece, pur con tutte le considerazioni che hai giustamente fatto, un minimo di libertà, di autonomia la posso esercitare. Magari scegliendo di votare un giovane, o qualcuno che conosco, o qualcuno che so di essere perbene, qualcuno che nel partito c'è sempre stato e non qualche leccaculo dell'ultima ora, opportunista e cialtrone, che si è "comprato" la candidatura sicura chissà a quale prezzo. Poi di solito in lista, magari agli ultimi posti, c'è qualcuno del partito che è oppositore interno al segretario, che si rifà ad un altra linea. Non li possono eliminare tutti. Col voto bloccato sono fatti fuori, con la preferenza libera, se la linea del partito non mi sta bene, ho una opzione in più. Poi ripeto, tutti i sistemi hanno i pro e i contro, ma, appunto, se devo sbagliare, che almeno lo faccia da me e non imposto da una segreteria.

alfredo_69

Gio, 30/01/2014 - 16:56

Preferenze o liste bloccate, non cambia niente: è come scegliere tra un asino e un somaro. La vera soluzione per l'Italia è adottare il sistema maggioritario e abbandonare il sistema proporzionale che non consente di governare! P.S. "le preferenze... Non ci sono in Francia, (..) in Gran Bretagna". Grazie tante, in quei paesi i collegi sono unimnominali!! Bracalini, sei un genio...