Famiglia sterminata da una bombola di gas

Bari Il boato ha cancellato le voci che cominciavano a rincorrersi per quel vicolo corto e stretto, grossi blocchi di cemento sono stati scaraventati contro le palazzine di fronte e la casa è venuta giù come un castello di carta, inghiottita in una nuvola di polvere che ha annunciato la tragedia. Così è cominciata la mattinata di terrore e morte a Conversano, 25mila abitanti, una trentina di chilometri da Bari, dove l’esplosione provocata da una fuga di gas in via Zingari ha spazzato via una famiglia partita dall’Olanda e giunta in questo angolo di Puglia per trascorrere qualche giorno di vacanza con i parenti prima del rientro previsto per martedì: sono morti Bernardo Vitto, 32 anni, la compagna Welmoed, 32 anni, il bambino Gianni Angelo, di appena diciotto mesi. I soccorritori li hanno trovati sotto le macerie diverse ore dopo: erano le 15,30 quando i corpi sono stati recuperati da quella montagna di cemento sbriciolato.
Le vittime erano arrivate in Italia da due giorni. E ieri sarebbero dovute andare allo Zoo Safari di Fasano: qualche ora in allegria per ritrovarsi e dimenticare la lontananza quotidiana, l’occasione per far conoscere il bambino ai parenti italiani, un immenso momento di gioia accarezzato da tempo. Quel boato ha cancellato tutto: i sogni, il calore della famiglia, i sorrisi. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore laggiù, nel centro storico del paese, in quella stradina divenuta un imbuto senz’aria e colmo di fumo, avvolto da una nebbia calata all’improvviso dopo l’esplosione: hanno scavato con le mani, hanno fatto suonare a lungo il telefono cellulare del 32enne che ha continuato a squillare a vuoto mentre la gente assiepata là attorno assisteva in silenzio e attendeva un cenno di speranza. Che però non è arrivato. In fondo alla strada è stata trovata l’auto noleggiata dalla famiglia dopo l’arrivo all’aeroporto di Bari; più tardi un cane impiegato nelle ricerche dai soccorritori ha fiutato una traccia e sono stati scoperti i corpi: erano adagiati sul letto matrimoniale, sotto le lenzuola, uno vicino all’altro.
Bernardo Vitto era un cineoperatore di un’emittente televisiva olandese. Viveva ad Harlingen, nella regione della Frisia. Insieme alla compagna e al figlio era arrivato a Conversano e si era sistemato al primo piano di una casa di famiglia in via Zingari, che il padre aveva comprato proprio per lui. «Veniva qui spesso, almeno un paio di volte all’anno tornava a Conversano», racconta il cugino, Bernardino. Che aggiunge: «Ci saremmo dovuti incontrare intorno alle 9, dovevo portarli in giro, avevamo deciso di andare allo zoo con il bambino».
La tragedia è stata provocata dal gas fuoriuscito da una bombola collegata a una cucina. «L’innesco può essere avvenuto per qualsiasi ragione: un frigo, un campanello, un interruttore», dice il comandante del vigili del fuoco di Bari, Cesare Gaspari. L’esplosione ha danneggiato anche l’edificio di fronte: una parete è stata sfondata, cinquanta persone adesso sono senza casa, in dieci sono rimasti feriti e sono stati accompagnati in ospedale. Non sono gravi, sono già stati dimessi. «Ho sentito un boato, mi è caduta una valanga di polvere addosso», racconta Vito, 54 anni, contadino. In quel momento era appena uscito, stava raggiungendo la sua Cinquecento parcheggiata là vicino per andare in campagna a raccogliere frutta e verdura. “Pensavo che fosse arrivato anche qui il terremoto», aggiunge passandosi la borsa del ghiaccio sulla testa.
La città è sotto choc. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio di cordoglio al sindaco, Giuseppe Lovascio per esprimere «sentimenti di commossa e affettuosa partecipazione al dolore della famiglia delle vittime».