La favola anti crisi di Enzino Da fattorino a stilista Cucinelli

«Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato dell'azzurro». L'ha detto un vecchio leone del rock come Bob Dylan e il popolo della moda sembra credergli ciecamente. Certo i dati fanno paura visto che in Italia il 41,9 per cento delle persone d'età compresa tra 15 e 24 anni non trova lavoro a fronte di un tasso di disoccupazione nazionale del 12 per cento. Anche per questo all'82° edizione del Pitti di Firenze (da ieri fino al prossimo venerdì) non si parla d'altro.
Così oltre a promuovere il concorso «Who's On Next» per individuare i talenti emergenti della moda maschile (per la cronaca stavolta hanno vinto ex aequo i tre che disegnano il marchio di cappelli Super Duper Hats e la coppia dietro al brand Casamadre) gli organizzatori del mastodontico salone lanciano «I Pitti Italics», un nuovo progetto di supporto ai giovani designer.
I tre marchi selezionati dalla fondazione Discovery sono MSGM del talentuoso Massimiliano Giornetti che da qualche stagione catalizza l'attenzione di blogger e modaioli, Aquazzura brand di calzature del colombiano Edgardo Osorio e Stella Jean, una ragazza di origini haitiane piuttosto brava nel maneggiare l'etnico. La sorpresa più grande arriva però girando tra gli stand dove ti accorgi che la giovinezza può anche essere uno stato mentale in grado di produrre sorprese interessanti. È il caso di Colmar, storico marchio di abbigliamento da sci che ha appena compiuto 90 splendide primavere e che con la linea Colmar Originals propone anche giacche, giubbotti, pantaloni e T-shirt utilizzabili d'estate e in città.
«Abbiamo recuperato anche un target di 18-25enni decisamente più giovane della nostra clientela sciistica perché ai ragazzi piace l'interpretazione fashion del nostro dna» spiega Giulio Colombo, Ceo dell'azienda. Ecco quindi il mitico logo della tuta di Zeno Colò che diventa la decorazione vintage di una bella T-shirt tinta in capo e i leggerissimi piumini estivi con una stampa graficamente modificata tra la giungla e l'animalier.
Più sottile il discorso di Cruciani C che nella marcia trionfale del celeberrimo braccialetto inserisce anche il sostegno ai giovani artisti con una fondazione che coinvolge critici del calibro di Vittorio Sgarbi per organizzare nel museo di Trevi delle mostre-mercato a cadenza mensile. Sorprendente e in odore di favola la storia di Enzino, ventiquattrenne dipendente di Brunello Cucinelli recentemente entrato nell'ufficio stile come tuttofare, apprendista e consigliere della proprietà.
«Fino a ieri guidava il camion - racconta l'imprenditore filosofo - ma mi piaceva come si vestiva così gli ho chiesto di salire a darci una mano: il parere di un giovane con tanto buon gusto può fare molto bene a un'azienda come questa». Interessanti anche le teorie di Enzo Fusco che ieri nello stand Blauer ha presentato uno straordinario scooter fatto in collaborazione con Honda, ma soprattutto diceva grandi verità.
La prima è di tipo sociale: «Vorrei assumere molti più giovani, ma non me la sento di mandare a casa della gente che non può ancora prendere la pensione». Poi ha aggiunto: «Ai ragazzi bisogna far capire che tutti devono fare un serio apprendistato anche chinando la testa con umiltà ma senza mai rinunciare ai propri sogni. Io per esempio ho fatto per tre giorni il parrucchiere, poi il commesso, il vetrinista, il negoziante e solo dopo molti anni sono diventato stilista e imprenditore».