Fede picchiato per una donna (che però è amica di Bettarini)

L'amaro era arrivato in anticipo, del tutto fuori tempo, tra il primo e il secondo piatto. Tre pugni assestati senza preavviso alcuno, tra capo e collo, al direttore del Tg4 Emilio Fede. È successo in un ristorante milanese martedì notte «proprio quando scoccava la mezzanotte», ci scherza adesso lui. Ma se a quell'ora, nella magica aura delle favole le carrozze diventavano zucche e i cavalli topolini, nella ben più terragna realtà ambrosiana può succedere che un attempato industriale e recidivo impalmatore di mogli giovani e belle - ne ha avute ben tre - diventi manesco. Giù botte, insomma. E per sopramercato anche minacce gravi rilasciate agli stessi carabinieri: «Se non mi fermavano lo avrei finito». Con tutto quel che ne consegue, denuncia di Fede compresa.
Amaro anticipato, si diceva. E doloroso, roba da 20 giorni di prognosi, collarino, analgesici come piovesse e tranquillante per poter dormire. Amaro servito in tavola al direttore del Tg4, mentre era in compagnia di tre amici al ristorante «La Risacca 6», in zona Vittoria. A colpirlo è stato Gian Germano Giuliani, titolare dell'azienda famosa per l'omonimo digestivo, che sedeva a un tavolo accanto. Con il prevedibile seguito di trambusto in sala, guardie del corpo in soccorso e forze dell'ordine in arrivo a sirene spiegate.
Il solito bene informato, o sedicente tale, ha subito sussurrando «cerchez la famme», perché tanto è sempre lì che si va a parare. La donna da cercare sarebbe l'ultima moglie del Giuliani, Ilenia Iacono da Agrigento, 38 anni, poco più della metà di quelli dello sposo, peraltro già divorziato dall'ex attrice Bedi Moratti (dell'omonima dinastia petrol-pedatoria milanese) e in seguito da una non meglio precisata Isa, indossatrice. Sussurrava, il ben informato pettegolo, che la bella Ilenia e l'ex calciatore Stefano Bettarini abbiano avuto una tenera liaison. Divenuta tuttavia dangereuse per il malcapitato Fede, sospettato di aver favorito la conoscenza tra la siciliana e l'ex difensore della Sampdoria, buon amico del direttore del Tg4.
Bettarini, rintracciato dal Giornale, non ha voluto commentare il pettegolezzo: «Non ho nulla da dire in merito. Ho da dire invece che il Corriere della sera ha scritto che martedì c'ero anch'io, a quel tavolo. Falso. Certo non sarebbe stata una sorpresa, dato che con il direttore esco a cena una sera sì e l'altra pure. Ma penso che le notizie andrebbero verificate, specie se riguardano episodi gravi come questo. Alla luce di quanto è successo posso dire soltanto che mi dispiace non esserci stato. Ci avrei pensato io a difendere Fede».
Fede, che nonostante tutto anche ieri era come suo solito «al pezzo», a confezionare il Tg, nel definire prima per celia Giuliani «un gentiluomo, un po' di campagna» e poi più seriamente «un amico di amici, nel senso che l'avevo visto qualche volta in estate a Forte dei Marmi e una a Milano, tutto lì», ha respinto sdegnato ogni ipotesi circa un proprio ruolo di mezzano e ha rimandato al mittente anche le scuse inviategli in serata via avvocato dallo stesso Giuliani: «Le sue sono lacrime di coccodrillo, lui chiede scusa e io chiederò ai miei legali di presentare querela. Solo ieri mi insultava, ma le sue scuse hanno solo un valore, quello di evitare il peggio». Quanto al pettegolezzo, «qualcuno ha fatto un sillogismo sentimentale: quella signora si vede con Bettarini, Bettarini è amico di Fede, ergo Fede ha presentato la signora a Bettarini. Non so nulla di storie sentimentali e poi Bettarini non ha certo bisogno che gli presenti io le donne. Se la conosce, l'avrà conosciuta da solo, la signora Giuliani».
Già, la «signora» Giuliani. A coronare il sogno di diventare tale, Ilenia ce l'aveva fatta nel febbraio 2008 con cerimonia oltre confine, a Lugano, e festa in grande spolvero nella casa di lui in quel di Brunate, sul lago di Como. Due cuori e una villa. Testimone dello sposo l'ex cognato Gian Marco Moratti e tra gli invitati il gotha industriale meneghino quasi al completo, dalla «B» come Bracco alla «Z» come Zunino. Affinché tutto fosse rigorosamente in tinta con i fiori e con l'abito firmato Prada, ovvero in un immaginifico bianco virgineo, sul prato era stata sparsa addirittura neve finta. L'irrequieta Ilenia, papà impiegato e mamma parrucchiera, se ne era fuggita al Nord qualche anno prima dalla natia Agrigento forse perché stufa del siculo tran tran di provincia, tutto cassate e involtini di pesce spatola. Aveva piantato lì il marito, commerciante, portandosi i due figli al seguito. Esordio da commessa in un atelier, nel quadrilatero dell'alta moda, e di lì nella Milano che sognava tanto. Quella da bere. E non soltanto da bere.