Feltri, Fiorello e Banfi racconteranno storie «bestiali» nel nuovo notiziario

Da queste parti l’animale in tv non è una cosa seria, tappabuchi o giù di lì. Da direttore del Tg1 Minzolini è stato messo in croce e accusato di inutili frivolezze. Italia Uno ha provato a invertire la rotta, mettendo in coda a Studio Aperto gatti e coniglietti prima delle previsioni del tempo. Ma c’è ancora da lavorare per vincere il pregiudizio. Oscar Wilde diceva «Più conosco gli uomini, più amo gli animali». Un motto che ha fatto suo Clemente Minum, giornalista con un’antico progetto nel cassetto: un telegiornale sugli animali. Domani alle 12,20 il direttore del Tg5 lancia su Canale 5 il primo dei due numeri zero del tg Bau&Miao. L’altra puntata pilota, curata dall’esperta Maria Luisa Cocozza, andrà in onda domenica 17 giugno, sempre alle 12,30. Alla nuova rubrica l’onore di fare da traino al tg.
Si comincia con i beagle-cavie, liberati dagli attivisti e con i gatti del terremoto emiliano. Già, perchè sotto le macerie non ci finiscono solo gli uomini. Da segnalare l’incredibile storia del delfino che si è lasciato morire dopo la morte della sua addestratrice dell’acquario di Rimini. Oltre alla cronaca, il parere del veterinario, dell’addestratore (le dritte di Massimo Perla) e dello psicologo. Insomma una via di mezzo tra il classico alla Licia Colò e l’ultima tendenza anglosassone a psicanalizzare gli animali per cercare di conoscerli meglio. Che poi funziona quasi sempre. Vista l’ora sarà piuttosto complicato trasmettere immagini denuncia sulla corrida e su altre nefandezze che si compiono in Spagna nel corso di feste patronali rosso sangue. «Ma forse - fa sapere Mimum - qualcosa di san Firmino in Spagna dove certi idioti si divertono a martoriare un toro su un terreno insaponato prima o poi lo faccio vedere. Proprio una bella festa». Animalista sì, ma non khomeinista. «Si parla tanto di corrida, di spettacolo crudele, ma qualla è pur sempre una tradizione secolare, piuttosto il Palio non mi sembra così rispettoso del cavallo, spesso ci rimette la vita...».
Quello di realizzare un telegiornale sugli animali è un progetto che Clemente Mimum ha in mente dal 1994, da quando dirigeva il Tg2. Ora l’ha finalmente messo in pratica. «Sul web c’è già chi stronca prima di vedere, siamo alle solite, io vado avanti». Mimum la vede come un divertissement. «Ma spero che si imponga come format. Forse non tutti sanno che in questo Paese una persona su due possiede in casa un animale, non solo cani o gatti ma iguane, coniglietti, serpenti. Inoltre, alla vigilia delle vacanze e in piena stagione di abbandoni, mi sembra un’iniziativa tempestiva».
Mimum vive con un bellissimo border collie di 12 anni (fratello del cane di Fiorello). «Con lui non c’è mai stato bisogno del guinzaglio, gli basta la mia voce per obbedire, va a scuola tutti i giorni, tranne la domenica. Si mette nel mio letto solo quando sente l’arrivo del temporale. Ho già preso uno dei suoi figli come cucciolo, ma non li faccio vivere insieme perché Shon è troppo geloso». Mimum ha sempre pensato che gli animali domestici siano compagni di vita straordinari: «Importantissimi per educare i ragazzi all’amore per la natura in generale. Ai genitori consiglio di comprare un cane e i vostri figli diverranno persone migliori».
Per ora si tratta di due numeri zero che il direttore si augura vadano in onda anche in autunno, sempre prima del Tg5. Non sono previsti conduttori ma personaggi che racconteranno storie di convivenza con gli animali. Tra questi, Fiorello che nella sigla si cimenta con imitazioni in tema. In coda il «gossip animalesco» e il racconto del vip. A cominciare da «Un direttore chiamato cavallo» Vittorio Feltri e da Maria De Filippi. Chiude Lino Banfi che racconta la storia del suo cimitero per animali a Morlupo.