ALLA FINE I DEMOCRATICI DIVENTANO FORZA MATTEO

La guerra fra la vecchia classe dirigente del Pd e Matteo Renzi sembra finita, almeno per ora. Chiusa dall'inaspettato successo che il partito ha raccolto alle Europee di domenica scorsa. Era cominciata non appena l'allora sindaco rottamatore di Firenze cominciò a occuparsi della politica nazionale, con la prima convention della Stazione Leopolda. Era il novembre del 2010. E raggiunse l'acme, quella guerra, durante le primarie del centrosinistra che due anni dopo videro arrivare Renzi al ballottaggio con il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, che vinse. In quel bienno i big del partito, D'Alema e Bindi in testa, del futuro leader ne dissero di tutti i colori. Dalle parole sprezzanti della Rosy nazionale («non fare neppure il sindaco») agli insulti veri e propri di Fassina («è un ex portaborse») passando per il malcelato paternalismo di Bersani. Ora sono tutti con lui, anche i rottamati.