La finta operaia

S'avanza il consumatore «low cost» e dunque Ryanair, Ikea, Zara, H&M, Starbucks, Wall-Mart, infinite catene commerciali che stanno invadendo il Paese per la gioia di milioni di neoproletari. Noi tutti. Eppure Istat e Confesercenti ci hanno informato che le vendite dei negozi tradizionali, dopo dieci anni, sono tornate ad aumentare più di quelle degli ipermercati: ma non c'è contraddizione: si tratta di negozi di qualità, botteghe specializzate con prodotti rari, franchising di livello. È l'ennesina testimonianza che il ceto medio non esiste più, perché c'è un ceto medio-basso che s'arrangia e un altro che fa registrare un record dei consumi di lusso. Quasi chiunque è disposto a far la spesa al discount, ma quasi nessuno rinuncia alle vacanze pagabili anche a rate: perciò ristoranti e luoghi di villeggiatura sono sempre pieni. Gli italiani-formichine stanno sparendo e hanno aspettative sempre più alte, vogliono consumi individualizzati, passano all'ipermercato ma non cedono su altri beni e servizi. Circa le auto, in Italia, a soffrire di più è il segmento delle piccole: ecco perché la nuova 500 in realtà non è piccola per niente, anzi è costosetta, glamour, lontanissima dall'originaria. Avrà un successo mostruoso.