Le firme della politica

Riusciranno i nostri “prodi” a darci un presidente e un governo? Ai posteri l’ardua sentenza

Riusciranno i nostri “prodi” a darci un presidente e un governo? Ai posteri l’ardua sentenza

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PIERLUIGI BERSANI

La firma ben calcata, il poco spazio tra le lettere e la contorsione degli assi letterali, indicano che Bersani è una persona tenace fino a rasentare la testardaggine, convinto di servire un ideale che porta dentro di sé.
Non ci sono segni di manipolazione, ma se lo vedremo fare un passo indietro è solo perché lo hanno obbligato.

BEPPE GRILLO

Rivoluzionario o reazionario? La firma mette in evidenza due aspetti del carattere: da un lato c’è originalità e vivacità intellettiva e d’azione, dall’altro il desiderio (vedi sottolineatura a ritroso) di sostenere a tutti i costi la propria immagine, cercando di superare in questo modo un’insicurezza di fondo alla quale risponde con caparbietà. L’originalità e l’ostinazione potrebbero portarlo verso comportamenti reazionari e non rivoluzionari.

MARIO MONTI

Dalla firma si evince il forte desiderio di superare il padre, che senza dubbio è stato motivo di stimolo e insieme di sfida (vedi lettere iniziali grandi rispetto alle altre). Il comportamento controllato e suasivo, ma non certo seducente, è dovuto al bisogno di controllo per salvaguardare l’immagine con tanta fatica costruita e alla quale non rinuncia facilmente. Se però viene “toccato nell’orgoglio” vedremo scattare in lui l’aggressività.ù

GIORGIO NAPOLITANO

Chiarezza espositiva, bisogno di riscontri logici e consequenziali e linearità di comportamento sono gli elementi che caratterizzano la firma del Presidente. Il controllo che esercita sulle proprie pulsioni lo ha portato a tenere a bada la parte istintuale per dare spazio alla logica e alla razionalità. Sa ingoiare “bocconi amari” però non dimenticherà mai i torti subiti.

RENATO SCHIFANI

La firma dell’ex presidente del senato, denota un forte senso estetico che egli applica sia al pensiero sia all’azione conseguente, col risultato di una signorilità elegante. E’ essenziale nel suo modo di essere e la sensibilità lo aiuta a comprendere la realtà e chi gli sta davanti, utilizzando l’intuito.
Una nota caratteristica è data dall’ansia di tipo anticipatorio che lo porta a mal sopportare le lunghe attese.

ROMANO PRODI

La firma di Prodi, che collega il nome al cognome, rivela un pensiero logico e consequenziale che lo porta ad analizzare a fondo ogni cosa prima di decidere, poiché teme il rischio. L’aggressività, peraltro non espressa, lo porta a covare dentro di sé una tensione che non dà a vedere; ne consegue un controllo anche sulla voce che mantiene sempre un tono basso e costante. L’originalità della lettera iniziale del nome denota abilità nel gestire con arguzia situazioni anche complesse e intricate, nonostante un’ingenuità di fondo che può farlo apparire sprovveduto e quindi preda dei più furbi.

LAMBERTO DINI

Persona assolutamente concreta e pratica, non ama elucubrazioni che lo allontanino dalla realtà quotidiana. Si caratterizza anche per l’essenzialità dei modi (vedi dominio della zona centrale delle lettere), anche se ama mettere sempre i “puntini sulle i”. Il suo approccio alla politica è colloquiale e coinvolgente, per cui riesce ad ottenere credibilità.

MASSIMO D’ALEMA

Di fronte ad alcuni sacerdoti che descrivevano la vocazione religiosa, D’Alema affermò che per lui la politica è una vocazione.Il self control, la perspicacia, la ricchezza intellettiva e la competenza sono rafforzati dal bisogno di scalare la vetta, con attenzione a non andare oltre misura (vedi paraffa che sottolinea nome e cognome). E' un tratto del carattere che evoca la voglia di mettersi in mostra e di arroccarsi sulla vetta. E’ persona che sa aspettare e osservare gli eventi, gestendoli per non restare mai in un “angolo oscuro”, ricorrendo ad atteggiamenti fatti di circospezione, cautela e arguzia.

SILVIO BERLUSCONI

La firma, coi suoi legamenti eleganti, con le lettere iniziali molto ampie, indica disponibilità, spontaneità, creatività, volontà e forza psicofisica, doti che gli permettono di affrontare con forza d'urto e resistenza fisica situazioni anche complesse. Le iniziali grandi della firma evocano gli ideali, le aspirazioni, un sentirsi grande nel mondo, che stimola il soggetto verso attività prevalentemente sociali, frutto di una paternità che lo ha stimolato alla sfida.Può anche dare l'impressione che egli "anneghi", ma proprio per le sue caratteristiche personali e per la dose di entusiasmo verso la vita sa sempre riemergere.

WALTER VELTRONI

La pressione ben marcata e la scorrevolezza essenziale del gesto stanno a significare una personalità ben costruita con un buon bagaglio energetico e mentale che gli permette di affrontare anche situazioni critiche e complesse.I legamenti originali, soprattutto nel cognome, stanno a segnalare, oltre ad una predisposizione per l’arte (musica, teatro, poesia …), l’introiezione idealizzata della figura paterna che lo ha spinto e lo sospinge tuttora a voler emergere per ottenere riconoscimenti personali.

GIANFRANCO FINI

La firma di Gianfranco Fini appare gradevolmente movimentata, con ritmo ben cadenzato e gesti quasi musicali, tutti segni che evocano una personalità ricca, originale, senza eccessi di estrosità.Le iniziali molto grandi e la sottolineatura stanno a indicare un carattere determinato e ambizioso che lo sostiene nella lotta all'"escalation", ma la croce finale della firma sta a segnalare che egli sembra affetto dalla sindrome di Esaù: sarà sempre un “secondo”.

EMMA BONINO

La firma che presenta iniziali grandi è indice di forza e stimolo al sociale. Queste ben si sposano con la sua sensibilità, tipicamente femminile, che la porta ad avere sempre uno sguardo al sociale, dove dimostra una sorta di dedizione sacrificale che la rende una “missionaria della giustizia umana”. Ciò non toglie che ella viva con passione e determinazione la sua vocazione politica, espressa anche con aggressività.


Commenti
Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 04/04/2013 - 16:18

Berlusca ha già un suo candidato: D'Alema. Il tutto, sia ben chiaro, per spiazzare il PD. Che inarrivabile stratega! Rommel ,al confronto, era una povera belina.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 04/04/2013 - 20:36

Questa foto web di Giorgio Napolitano con Silvio Berlusconi, entrambi sorridenti, entrambi nella grazia del tempo, è la più bella che sia mai rotolata sotto i nostri occhi. Sembrano due Santi.