La Fornero diventa uno show

Sketch ironici realizzati da un gruppo di toscanacci poco choosy. Il ministro uscente del Welfare, Elsa Fornero, finisce su Youtube sotto forma di trasmissioni televisive sul precariato giovanile in Italia

"For me, for you, Fornero...". E' il ritornello di uno degli sketch ironici realizzati da un gruppo di toscanacci davvero poco choosy. E così, il ministro uscente del Welfare, Elsa Fornero, finisce su Youtube sotto forma di trasmissioni televisive sul precariato giovanile in Italia. Cinque puntate di circa mezz'ora in cui sono stati intervistati diversi lavoratori precari in giro per l'Italia, che raccontano la loro storia e le difficoltà che stanno affrontando. Si chiama "Paranormal precarity" (progetto autoprodotto e autofinanziato, www.paranormalprecarity.wordpress.com) ed è stata ideata da Michele Coppini (attore e regista) e scritta insieme a Massimiliano Manna, Paola Barile e Serena Tozzi.
L'idea è quella di denunciare la situazione drammatica e grottesca che sta coinvolgendo la maggior parte dei giovani di oggi. "È una situazione talmente drammatica - dice Coppini scherzando - che tutte le notti mi sogno la Fornero che mi prende per i piedi!".
In ogni puntata viene intervistato un precario che racconta le sue esperienze lavorative e le difficoltà che sta affrontando a causa dell'instabilità della vita quotidiana.
Nella prima puntata pilota raccontiamo le vicissitudini di Claudia, precaria fiorentina, e intervistiamo Alessandro Martini, direttore della Caritas Diocesana di Firenze. Martini ci introduce nel mondo dei working poors, i "nuovi poveri" che pur lavorando si rivolgono alla Caritas per riuscire ad arrivare a fine mese.
La seconda puntata, girata a Roma, vede come protagonista Francesco, montatore televisivo che, per realizzare i suoi sogni, si trova a combattere quotidianamente con contratti brevi e sottopagati.
Le donne e il precariato femminile sono al centro della terza puntata. Qui intervistiamo Laura, laureata in giurisprudenza che svolge il praticantato gratis con mansioni di segreteria, e la scrittrice milanese Sara Root, che ci parlerà del suo libro "Aria Precaria" (Cairo editore).
Nella quarta puntata c'è Paolo, insegnante siciliano senza cattedra trasferitosi a Roma per alcune supplenze, l'attrice fiorentina Gaia Nanni, che ci riporta alle atmosfere "malinconiche" di uno spettacolo di Paola Cortellesi, "Gli ultimi saranno gli ultimi", e infine Valerio, artista e giornalista precario, volato in Irlanda per prendere una seconda laurea.
Per concludere, quinta e ultima puntata, i quattro bamboccioni sono andati a Casacalenda, in Molise, per intervistare Maria, laureata in Scienze del turismo, ma cameriera part-time in una pizzeria.
Presi dall'idea che un ipotetico ritorno a lavorare la terra possa dargli un po' di futuro, i quattro autori decidono di prendere lezioni da un tosto contadino del luogo, che tenterà di insegnargli le regole base dell'agricoltura. Con scarsissimi risultati.
La trasmissione, nonostante tocchi temi seri e delicati, è impostata in chiave ironica per affrontare in maniera diversa e pungente le problematiche presenti nel nostro paese e per invogliare i giovani a non piangersi troppo addosso e continuare a lottare per i propri diritti.
"Il nostro obiettivo - dice Coppini - non è infatti piangersi addosso ma tutt'altro. In un periodo come quello attuale, dove la crisi incombe su tutti i fronti e la gente non sa come arrivare a fine mese abbiamo voluto esorcizzare il problema del precariato scherzandoci su con ironia. Ciò nonostante abbiamo però raccontato storie vere, intervistando diversi precari dal nord al sud Italia".
"Se tutti i giovani provassero a dire di no alle prepotenze e ai contratti beffa - continua - forse potremmo riuscire a riconquistare i diritti dei lavoratori. E anche per quanto riguarda gli stage i tirocinanti non dovrebbero essere inseriti nella produzione di un'azienda per sostituire i dipendenti, ma piuttosto ricevere una formazione che gli serva per essere introdotti nel mondo del lavoro".