Forza Giangrande, eroe italiano dimenticato

Non è in pericolo di vita Giuseppe Giangrande, così assicurano i medici dell'ospedale di Prato dove è ricoverato. Però se la sta passando brutta. Il brigadiere che il 28 aprile scorso fu ferito davanti a Palazzo Chigi dai colpi di pistola esplosi da Luigi Preiti è in rianimazione per una grave insufficienza polmonare. Ciò che ha aggravato la sua condizione di tetraplegico, avendogli uno dei proiettili leso il midollo spinale. Gli è stata praticata una tracheotomia, ciò che assicurano favorirà la sua ripresa. Giangrande è un uomo forte, uno che come i fatti dimostrarono ampiamente, non molla. Questo è certo. Non appartiene però alla schiera dei Vip e quindi il suo nuovo ricovero non avrà molta di quella che viene chiamata «visibilità mediatica». Tuttavia per noi - e per voi lettori del Giornale, questo lo sappiamo - Giangrande è più che una Very important person, è uomo verso il quale nutriamo affetto, che sentiamo fratello. È persona che ammiriamo e alla quale in questi momenti ci sentiamo ancor più vicini. Se la retorica istituzionale si compiacque di definirlo «umile servitore dello Stato», per noi Giangrande è e resta, dello Stato, uno dei più generosi e degni servitori. Non un eroe - non vorrebbe esserlo nemmeno lui -, ma della razza di quelli capaci di azioni di per se stesse eroiche, come l'affrontare senza esitazioni un uomo armato e con intenzioni criminali. Ce ne fossero, di brigadieri Giangrande. Gli facciamo molti auguri. Pregheremo per lui. E gli mandiamo a dire che gli vogliamo bene.