Fragile e peccatrice La donna è doppia

MilanoIl tema del doppio, caro alla psicanalisi e alla cultura in generale, approda a Milano Moda Donna dove da anni non si vedeva un simile fermento tra defilè, eventi, mostre, inaugurazioni e anniversari di un certo spessore, mica ciccioli. La vera novità, infatti, è che tutti si sono resi conto di quanto sia pericoloso scherzare con la moda, il petrolio dell'Italia. Uno che a dir la verità ha sempre fatto molto sul serio è Massimiliano Giornetti, direttore creativo di Salvatore Ferragamo, la griffe che in piena crisi ha ottenuto una crescita record: +26,2 per cento sui ricavi dell'anno da 986 milioni e soprattutto +81,2 per cento con un risultato operativo di 157 milioni.
Dunque una meraviglia cui corrisponde una meravigliosa collezione in cui è impossibile individuare una sola ispirazione perché lo stilista parla dei ritratti scattati in Africa dalla fotografa olandese Viviane Sassen, delle forme degli edifici progettati dall'architetto messicano Miguel Angel Aragonès, di quelle dello scultore britannico Richard Deacon e della trasparenza nelle opere di un artista concettuale come Larry Bell. Tradotto in moda tutto questo diventa una sofisticata eleganza contemporanea per donne colte e con un gran potere d'acquisto visto che il trench in pitone dipinto a mano avrà di sicuro un costo importante per non parlare degli accessori tra cui le nuove scarpe Richelieu rielaborate da un modello d'archivio di Fiamma Ferragamo. Interessante la parte lingerie con l'aggressivo reggiseno in serpente opposto alla fragile coulotte sotto ai completi da giorno. Nella sfilata celebrativa del trentennale di Moschino tutto è raddoppiato tranne lo spazio: insufficiente per un simile evento e talmente punitivo dal punto di vista visuale che una buona metà degli invitati non riesce nemmeno a vedere il quadro finale con Gloria Gaynor che intona I'm what I'm, la canzone-feticcio dello stilista scomparso nel 1994. Le 70 modelle di oggi escono sempre in coppia: una buona e una cattiva, la suorina e la peccatrice. Invece le 10 storiche top con i capi d'archivio sfilano sole interpretando i vestiti e la musica in modo sublime. Lo spettacolo offerto da Pat, Violeta, Amalia e Gisele (a certe donne non serve nemmeno il cognome) ha reso doppia la gioia di ricordare senza rabbia gli anni Ottanta.
«Fragile e forte» dice Consuelo Castiglioni poco prima della sfilata Marni funestata da un guasto del generatore che costringe le modelle a sfilare senza luci né musica. Nel silenzio surreale della sala i poetici modelli della stilista con piccole ruche in voile di cotone, fiori di organza oppure di cristalli e paillette, rivelano una forza invincibile grazie ai solidissimi sandali infradito montati su una specie di mattonella in gomma. Marco Di Vincenzo insegue effetti ottici e cinetici a contrasto con sublimi modelli in cotone e nylon plissettato dopo esser stato ricamato da 10 fili di diverso colore. Vicino e lontano, chiaro e scuro, decorato e minimale: questa moda esplora la complessità dell'animo femminile.