Dalla frittatona a masterchef Il calcio tv si piega al bon ton

L'italiano, si sa, è tutto casa e chiesa. Da un po'di tempo ha ampliato il proprio compasso: casa, chiesa e pallone. Ora il campionato di calcio impone delle scelte: la chiesa ha i suoi orari e le sue funzioni, senza anticipi e monday night, la casa, Imu allegata, spesso stimola l'invocazione a santi e madonne ma la partita di pallone quella dovrebbe buttare via il logorio della vita moderna. Ormai i canali satellitari, digitali, stratosferici ricompongono gruppi familiari che un tempo, come cantava Rita Pavone, si separavano e lei, la donna, moglie, fidanzata, amante, si domandava perché perché non la portasse mai a vedere la partita di pallone.
Oggi è la partita di pallone ad entrare nella nostra dimora, si infila dalla finestra, dalla porta, dal buco della serratura; allora, per tenere su l'argomento, che cosa hanno pensato quelli delle ditte che fanno sondaggi e studiano le tendenze del popolo? La Polli Cooking Lab, osservatorio delle tendenze alimentari, è scesa in campo e ha interpellato i cuochi, detti chef, quelli stellati, cioè che hanno ricevuto riconoscimento da guide ad hoc, chiedendo ai suddetti «maestri» (alcuni senza diploma) di mettere giù un menù tipico per accompagnare (tutto il cacio minuto per minuto) l'evento pallonaro. Ormai i cuochi sono diventate soubrettes da prima fila, schiumano, arieggiano, moussano, frullano e poi, guarda un po', cercano di aggiungere croccantezza all'omogeneizzato che hanno appena allestito. Abolito il panino con la mortazza, sul quale non si possono effettuare ricarichi di scontrino, eliminato il birrozzo, idem come sopra, ecco spuntare, come nel gergo calcistico moderno, cibi e abbinamenti spettacolari. Esempio: l'Arcangelo Dandini, titolare dell'Arcangelo di Roma, propone uova sode e maionese aromatizzata con la menta romana, qui siamo alla fase di riscaldamento, prima dell'annuncio delle formazioni; quindi insalata di misticanza amara con olio evo che, direte voi che sarà mai? Trattasi di acronimo per extravergine di olive perché noi italiani siamo andati oltre la verginità della madonna, dunque abbiamo inventato l'extraverginità che nessuna donna, pur santissima, possiede, ma l'oliva sì. All'olio evo seguono acciughe e aglio e qui il fischio di inizio viene accompagnato dal primo fiato non gradito. Si gioca: pasta e patate con grattata di uova secche di muggine o di tonno (presente nella maggior parte delle dispense nostrane, sotto il nome a volte di bottarga), briciole di pane essiccato per dare croccantezza, eccola là. La partita ormai è chiara nel suo sviluppo, si scende sulla fascia, si raddoppia la marcatura, dunque l'Arcangelo suggerisce polpette di alici e pecorino, fritte e servite tiepide in cartoccio. Prevedo a fianco del divano una sventagliata di bottiglie di acque minerali per tenere a bada la sapidità. Ma c'è una sostituzione ai fuochi, si scalda Fabio Baldassarre che è Unico di ristorante e di fatto, dopo un'ideuzza di arancino di riso ai piselli o al ragù, Fabio non fa il mago, lascia il piccolo chimico ai suoi colleghi e propone pomodoro, sale, olio e buon pane, menù ideale dal dodicesimo del primo tempo in poi, compresi i recuperi. Oldani Davide, patron di D'O e cuoco di tendenze è grande tifoso interista, potrebbe arrangiare un carrello di bolliti con salsa indonesiana, absit iniuria; Carlo Cracco è masterrossonero così preso dal ruolo che, su qualunque piatto, da lui stesso creato, sputerebbe in caso di gol avversario; Vissani Gianfranco, milanista ev (extravergine e basta), saprebbe preparare la migliore insalata di riso del mondo, al primo posto nel ranking, in linea con lo slogan del suo club. Per Benedetta Parodi al massimo un ruolo da cheerleader a bordo campo.
Ma la verità è una sola, al di là delle facezie: il cibo è un piacere e tale deve restare, il football è una cosa seria e potrebbe rovinare anche un pranzo o una cena sontuose, stellata o no: basterebbe un rigore calciato in curva, un gol mancato a zero metri dalla porta e così anche l'olio evo, le acciughe, l'aglio e le polpette di alici e pecorino, farebbero sentire la loro voce. Buon appetito, anzi buon campionato a tutti.