Fuori dalla notizia

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell’etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo

Le notizie non muoiono sulla carta, né nell’etere, né in Rete. Sopravvivono altrove. Dove, non si sa. Proviamo a immaginarlo

La notizia. Nella foresta pluviale sudamericana un’équipe di biologi statunitensi ha scoperto un fungo che potrebbe rivoluzionare la produzione del biodiesel. Il Gliocladium roseum è infatti in grado di produrre, grazie alla sua azione degenerativa sulle strutture vegetali, molecole simili a quelle che si trovano nel carburante diesel. Il fungo è stato estratto da un olmo cileno (Eucryphia cordifolia, nella foto), dove è stato rinvenuto dagli scienziati dell’università del Montana. Gli scienziati lavorano ora a quello che è già stato battezzato “micodiesel”. “Il fungo - ha detto il professor Gary Strobel che ha condotto la ricerca - può anche produrre combustibile diesel a partire dalla cellulosa, che potrebbe diventare la migliore fonte di biocombustibile rispetto a qualsiasi altra in uso oggi». (fonte: Apcom, 4 novembre 2008)

Fuori dalla notizia. “Certo, sapevo che i funghi… insomma… beh, fanno quell’effetto lì che tutti conosciamo... Ma non pensavo che si potesse arrivare a tanto!”. Con queste parole Andrew Morrison ha commentato a caldo la sua straordinaria esperienza: il primo test riuscito di HPT, ovvero Trasporto a Propellente Umano, effettuato ieri nei laboratori della Natural Wind di Chicago. Il signor Morrison ha percorso, a bordo di un semplicissimo triciclo coperto (di quelli che dal 2016 sono in dotazione agli studenti delle scuole inferiori) oltre 500 metri usando come propellente il “micodiesel”, cioè il carburante ottenuto dall’azione degenerativa sulle strutture vegetali che si deve al fungo Gliocladium roseum, originario dell’America del Sud. “L’essere vegetariano senza dubbio mi ha agevolato – ha aggiunto Morrison –, anche se la dieta a base di olmo cileno che ho dovuto seguire per un mese è stata un po’ monotona”. Ma presto chi vorrà usare il carburante più pulito al mondo potrà contare sulle pasticche Airback, già in fase di test sempre nei laboratori Natural Wind. Ogni pasticca di 0,50 grammi genererà una forza propellente pari a quella che si otterrebbe con un chilogrammo di olmo cileno.