Furgone precipita nel cortile Una donna muore schiacciata

Sesto San Giovanni (Milano)Quando il titolare dell'impresa edile gli ha chiesto di spostare il furgone, l'egiziano ha acconsentito senza pensare che non aveva la patente. Messo in moto, il mezzo ha fatto però pochissimi metri in retromarcia, poi ha sfondato la ringhiera del cortile ed è piombato sullo scivolo che porta ai garage, quattro metri più sotto. Proprio mentre una madre di tre gemelli, stava prendendo la bici per uscire. L'impatto è stato terrificante e per la donna, rimasta schiacciata sotto il pesante mezzo, non c'è stata via di scampo. Mentre quasi un scherzo del destino, il furgone rimaneva perfettamente in verticale.
Sono da poco passate le 10, nel cortile della torre Berta, elegante condominio di una quindicina di piani in via Cesare da Sesto 43 in centro a Sesto San Giovanni, un'impresa edile sta effettuando alcuni lavori di manutenzione. In pochi metri quadrati si stanno accatastando impalcature, tubi, tavole, attrezzi. Ci si muove a fatica. Il titolare dice a un suo operaio, un egiziano di 36 anni, di spostare di un paio di metri il furgone Renault Kangoo che sta ostruendo il passaggio. L'uomo non ha la pante ma si mette alla guida ugualmente. Dopo tutto si tratta di una facile e breve manovra. Invece succede l'impoderabile. La retromarcia finisce contro la ringhiera dello spiazzo sopra lo scivolo che porta ai garage, la sfonda. Il mezzo viene inghiottito dal vuoto.
Sotto in quel momento Agnese Scorzano, madre di tre gemelli di sette anni, sta uscendo con un'amica, le due si salutano, quindi la donna afferra la bicicletta grigio metalizzata fa due passi. E qui arriva il suo tragico appuntamento con il destino, colpita in pieno dal furgone. «Abbiamo sentito un rumore tremendo e urla disperate, ma non si riusciva a capire da dove provenissero - racconta un vicino - poi abbiamo visto la scena: il furgone in piedi, la donna a terra ferita».
In pochi minuti sul posto arrivano i mezzi di soccorso. La donna ha ferite devastanti, viene caricata sull'ambulanza ma muore durante il tragitto in ospedale. L'egiziano, esce a fatica dall'abitacolo, poi devono intervenire i vigili del fuoco per liberare la rampa d'accesso ai garage. Con un gru agganciano il furgone e lo sollevano delicatamente. Sul posto anche la polizia locale per rilevare l'incidente anche se in merito sembrano esserci pochi dubbi: per l'egiziano l'accusa di omicidio colposo appare inevitabile. Guai anche per il suo titolare, per avere chiesto al dipendente di spostare il mezzo sapendo che non aveva la patente.
Lo notizia della morte della giovane donna gira in un baleno in zona, dov'era molto conosciuta. Moglie di un avvocato aveva avuto qualche problema a rimanere incinta, poi le cure e la gravidanza conclusa con la nascita di tre gemellini. Proprio recentemente, con i figli che diventavano grandi, l'appartamento in cui vivevano era diventato stretto. La coppia ne aveva già comprato un altro nello stesso stabile, ora in ristrutturazione. Sconvolto il marito che ha continuato a ripetere: «Non dovevo andare a lavorare» e le amiche della vittima. Anche se è scattata immediata la gara di solidarietà con molte madri di ragazzini in classe con i gemelli, pronte ad accudire provvisoriamente i piccoli.