Furono i primi gay a sposarsi coi Pacs: si sono già separatiCoppia padovana

Sono rimasti assieme tre anni, ma si sono già divisi i due omosessuali che per primi avevano ottenuto a Padova nel febbraio 2007 il «certificato di famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi e di convivenza».
Padova, anche allora guidata dal centrosinistra, era stata la città che aveva aperto la strada ai cosiddetti «Pacs», grazie all'iniziativa dell'ex presidente dell'Arcigay del Veneto, Alessandro Zan, ora assessore comunale nella giunta Zanonato. Tommaso Grandis e Giorgio Perissinotto - primi a ottenere il certificato per l'unione di fatto-nel 2007, con tanto di cerimonia simile a un matrimonio, hanno «rotto» nel 2010.
«Con il mio ex compagno Giorgio - spiega oggi Grandis, trasferitosi a Trieste e legato adesso a un'altra persona - siamo stati insieme oltre 12 anni, tre dei quali con la “certificazione” del Comune. Poi è finita. D'altronde non ci eravamo sposati davanti a Dio, né avevamo promesso di amarci tutta la vita. Il nostro era solo un modo per prendersi cura l'uno dell'altro»

Commenti
Ritratto di xulxul

xulxul

Lun, 30/07/2012 - 10:58

Ma come? Non era l'"amore" più sublime e perfetto secondo la sparata senile di Veronesi? Non erano questi quelli che sanno vivere bene, gioiosamente e in armonia, senza le complicazioni e le grane quotidiane delle NORMALI coppie etero? Non erano questi i modelli per noi poveri bifolchi (a loro dire omofobi) cui, grazie a Dio, piacciono ancora le donne? Dalle dichiarazioni del tapino emerge davvero la pochezza delle motivazioni di questi rapporti utilitaristici. Il vero amore genera vita ed è per sempre (come Dio ha stabilito). Anche se questo non è molto chiaro neanche agli etero. Tant'è. Ma il progetto resta sempre questo: "maschio e femmina li creò...".

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 30/07/2012 - 11:14

La sessualità dei gay è caratterizzata da un'alta instabilità relazionale. A S.Francisco l'omosessuale riesce ad avere rapporti con numerosi soggetti nel corso di una sola notte. Da qui la definizione di rapporti a rischio cui ,peraltro, sono soggetti anche gli eterosessuali ad alta frequenza di rapporti occasionali. E la necessità di limitare rigorosamente le donazioni a soggetti con accertata stabilità di coppia.Data la particolare dinamica di latenza nella positivizzazione dei test di laboratorio ad oggi disponibili.

ilbarzo

Lun, 30/07/2012 - 18:13

Per buona fortuna,non avevano avuto ancora figli.....

Ritratto di Chichi

Chichi

Lun, 30/07/2012 - 19:41

Meno male che non possono abortire, la natura e galantuomo, altrimenti avremmo dovuto pagare per i loro aborti.