La gaffe digitale del sottosegretario

Un nome un programma, anzi un videogioco: «Rimbalza il clandestino». Agosto 2009, sulle coste italiane imperversavano barconi e polemiche, sulla pagina Facebook di Renzo Bossi si combatteva una macabra battaglia navale per respingere gli immigrati. Ora si scopre che l’azienda software di Fabio Betti che produsse il gioco aveva sede nell stesso ufficio genovese di Francesco Belsito, tesoriere e sottosegretario leghista. Al Secolo XIX che ha fatto lo scoop, Belsito ha replicato con rimbalzo: «Ne ero il commercialista, ma non sapevo cosa facessero». Un po’ come quando, interpellato sulla sua «carriera universitaria annullata», come da atti ufficiali, disse: «Ho altro a cui pensare». Ma questa è un’altra storia.