Giallo di Bracciano: tre medici per scoprire la verità sulla morte di Federica

Il pm Eugenio Rubolino ha preso in mano le indagini sul caso della sedicenne trovata morta la notte di Halloween 2012. Tra 45 giorni una nuova perizia dirà se è stato un evento naturale, un omicidio o un incidente

Si e riaperto in questi giorni il caso della ragazza morta sul lago di Bracciano,la notte di Halloween 2012. E il pm di Civitavecchia Eugenio Rubolino ha disposto una nuova perizia medico legaleper stabilire le ragioni della morte di Federica Mangiapelo.
Carlo Gaudio, Cesare Maria Fiorani e Luigi Cipolloni sono i tre superesperti che cercheranno la verità sul mistero che sembrava chiuso con la diagnosi di morte naturale. Un cardiologo, uno pneumologo e un medico legale che hanno ricevuto dal magistrato l'incarico di stabilire che cosa è successo davvero.
Non ci sarà una nuova autopsia sul corpo della ragazza, ma i tre medici hanno 45 giorni di tempo per esaminare tutto il materiale fotografico e documentale raccolto dai carabinieri e soprattutto i reperti della prima perizia, fatta all'università La Sapienza di Roma,che ha concluso per una morte dovuta ad un problema di cuore, una miocardite.
Qui si apre un piccolo giallo perchè, sorprendentemente, gli esperti convocati in Procura non hanno trovato allegate alla relazione dell'esame autoptico le fotografie che dovrebbe aver scattato il medico legale per illustrare in particolare l'esame istologico, cioè l'analisi al microscopio dei tessuti del cuore che ha portato alla diagnosi.
Sul corpo di Federica non ci sarebbero segni di violenza, ma sul collo comparirebbe una macchia giallastra da valutare, per capire se è dovuta al decubito e comparsa post mortem oppure se può essere legata ad una colluttazione precedente.
In questo momento l'unico sospettato della morte della sedicenne rimane il fidanzato,l'allora ventitreenne Marco Di Muro, con il quale Federica litigò quella notte.
Sospettato all'inizio di omicidio volontario e poi accusato solo di omissione di soccorso, il giovane è caduto in diverse contraddizioni nella ricostruzione delle ultime ore insieme alla ragazza. Soprattutto, disse di aver lasciato Federica per strada e di non essere mai stato al lago, mentre l'esame dei suoi pantaloni ( che cercò di far lavare subito dalla madre, inventando una festa inesistente) rivelò che si erano bagnati proprio con quell'acqua.
Ora Marco rischia di nuovo molto. I professori Gaudio (direttore di Cardiologia a La Sapienza), Fiorani (exprimario di Malattie Respiratorie allo Spallanzani) e Cipolloni ( medico legale a La Sapienza, che si è occupato anche del caso Cucchi) hanno chiesto al pm di esaminare le immagini e i vetrini stessi dei tessuti raccolti nell'autopsia, insieme agli originali delle foto fatte dai carabinieri al cadavere.
Il collegio si deve riunire proprio in questa settimana, dopo aver studiato i documenti già ottenuti.
Nella nuova perizia dovrà rispondere a due precisi quesiti.
Il primo: la morte di Federica è davvero stata provocata da una miocardite, come si è detto, e solo da quella oppure c'è stata una concausa che l'ha scatenata?
Secondo: se l'attacco di cuore c'è stato, un soccorso tempestivo ed adeguato avrebbe potuto evitare l'esito letale?
Agli esperti il pm Ribolino ha illustrato nei dettagli il caso, insistendo sulla strana posizione a testa in giù nella sabbia in cui è stata trovata la ragazza, che aveva inalato dei granelli di rena trovati anche nei polmoni.
Ha poi consegnato tutti i documenti, dalla relazione dell'autopsia alla richiesta di archiviazione del precedente pm Margherita Pinto, fino alla decisione del gip Giovanni Giorgianni, che l'ha respinta esigendo ulteriori accertamenti. E ai tre medici sarà permesso l'accesso a qualsiasi altro atto fosse utile per il loro lavoro. E' forse l'ultima occasione per ricostruire il giallo di Halloween.