Giggino dalla «rivoluzione» al flop: Napoli ultima per qualità della vita

Trento era terza e ora è prima, Bolzano era prima e ora è seconda, Napoli era penultima e adesso è ultima. Rispetto all'anno scorso la tradizionale graduatoria delle province italiane classificate dal Sole24Ore in base alla qualità della vita non presenta grandi sorprese. Ma colpisce che la metropoli dalla quale ci si aspettava di più, in virtù del suo sindaco «rivoluzionario», non solo non migliori ma riesca a perdere posizioni. Fare peggio del 2012 non era facile ma Napoli c'è riuscita, scavalcata da una provincia che quest'anno ha prodotto più che altro brutte notizie: Taranto. Anche Milano, Genova, Firenze, Roma e Bari salgono qualche scalino. Tutte aree, tranne Roma, sulle quali i rispettivi capoluogo «pesano» meno di quanto faccia Napoli sulla sua provincia. Vediamo i parametri che chiamano in causa le amministrazioni locali: negli asili nido Napoli è al 104° posto; nella pagella ecologica è al 82°; nella microcriminalità al 98°; nei furti d'auto al 105°.
Dopo essersi difeso dalle critiche dicendo «la gente è con noi», il sindaco di Napoli Luigi De Magistris (nella foto) ha reagito alla classifica 2013 del Sole con una battuta evangelica. «Gli ultimi saranno i primi», ha detto all'inaugurazione, a 37 anni dall'inizio dei lavori, della stazione Garibaldi della metropolitana, poco prima che si bloccasse la scala mobile sulla quale si trovava accanto al ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Il sindaco è a metà mandato e finora si è distinto per i rimpasti di giunta e i dieci assessori silurati. Sembra di capire che per i prossimi due anni e mezzo attenderà l'avvento del regno dei cieli. Mentre aspetta, però, dovrebbe pensare che se i napoletani non lo dovessero riconfermare sarà per come (non) ha governato.