«Il Giornale» piange Marianna Bartoccelli Una penna libera tra talento e impegno

Questa poi te la potevi pure risparmiare. Marianna, Marianna, ragazzaccia, che cosa dobbiamo fare con te? Adesso dovremmo raccontare il tuo talento, parlare della tua umanità, dipingerti come una Madonna dai rossi capelli ricci. Dovremmo piangere, invece noi vogliamo ridere ancora, ballare, nuotare a Stromboli o Favignana. Con te.
Ecco, il talento, quello davvero non ti è mai mancato. Anzi, i talenti. L'impegno politico, quello vero, di pancia e di testa: da Lotta Continua ai Verdi, dal femminismo al garantismo leale che irritava le toghe. Il giornalismo: con la stessa passione, nelle inchieste giudiziarie e negli intrighi politici, sulle testate della tua isola come Mediterraneo, Oggi Sicilia, Teleisole, Il Giornale di Sicilia e su quelle nazionali come Il Giornale, Il Foglio e infine Il Riformista. La scrittura: per indagare nei misteri siciliani, nelle pieghe di una società antica e complessa, nei libri «Nuvola rossa» e «L'avvocato dei misteri». L'ospitalità e la generosità: quando ci invitavi tutti a casa tua a Palermo, ti facevi in quattro per farci conoscere e amare la tua terra, a cominciare dall'arte e dalla succulenta cucina, ti offrivi a chiunque avesse bisogno di una mano.
Sempre battagliera e sanguigna, con una travolgente umanità che conquistava anche gli avversari, rompiscatole nelle conferenze-stampa in cui mettevi in difficoltà gli interlocutori, anticonformista e ribelle come i tuoi capelli. Come quando baccagliavi in redazione a Roma e ti confrontavi senza timori con i pezzi grossi dell'azienda a Milano, nei panni di fiduciaria nel Cdr e ti conquistavi il soprannome di «zarina». E quando poi te ne uscivi in dialetto siciliano, sapevamo che avevi davvero perso la calma. Mizzica! lo diciamo noi stavolta.