Il giudice anti Cav teste per gli amici scomodi

Il magistrato della sentenza Mediaset chiamato a testimoniare sull'onestà di due imputati in un processo di mafia

Il giudice «anti Cav» chiamato a testimoniare sull'onestà degli amici finiti sotto processo per mafia. Gli avvocati di Pasquale Basile e Mario Nocito hanno giocato il jolly. Per tirar fuori dalle secche i loro assistiti (fino al giorno dell'arresto il primo sindaco di Scalea, nel Cosentino, il secondo stimato avvocato) hanno indicato tra i testi a discarico niente meno che Antonio Esposito. L'indiscrezione è trapelata ieri attraverso le pagine del quotidiano calabrese Gazzetta del Sud, e subito il Palazzo di giustizia di Paola è diventato l'epicentro delle cronache giudiziarie italiane. Esposito, d'altra parte, non è uno qualunque: presidente della sezione feriale della Cassazione, è il magistrato che lesse il dispositivo del processo Mediaset, condannando Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione, e che poi, in un'intervista al Mattino - tardivamente smentita ma registrata e dunque inconfutabile - spiegò i perché della condanna. Prima che fossero rese note le motivazioni. Nulla di strano, per il Csm, che s'è limitato a definire «vistosa e inopportuna» la chiacchierata coi cronisti.

Adesso, per tutt'altre vicende, «o' presidente» rischia di essere convocato in tribunale. Non per giudicare, ma per deporre. Asso nella manica delle difese del processo «Plinius», che vede alla sbarra 38 persone accusate di contiguità alle cosche locali. Tra loro Nocito e Basile, difesi dagli avvocati Nicola Guerrera, Marina Pasqua e Vincenzo Adamo. Che Esposito lo vogliono al banco dei testimoni. Nelle carte dell'inchiesta il nome dell'alto magistrato, sebbene non indagato ed estraneo ad ogni rilievo penale, ricorre nei brogliacci delle intercettazioni: 30.000 pagine nelle quali si legge delle telefonate (in alcuni casi, pare, direttamente agli uffici della Cassazione) per fissare cene e incontri conviviali, ma pure per discutere di questioni personali. «Dagli atti, che per la loro mole stiamo ancora studiando - precisa l'avvocato Adamo - sembra emergere l'esistenza di frequentazioni costanti e cordiali, specie nel periodo estivo ma non solo. Per questo abbiamo chiesto al Tribunale di poter citare il giudice Esposito». Per sentirsi dire cosa? «Che i nostri assistiti sono persone degne di fede».

Se ne riparlerà all'udienza del 28 gennaio, quando la Corte deciderà se e quando Esposito dovrà eventualmente partire per la Calabria. Per ragioni di giustizia, e non in vacanza.

Commenti

roliboni258

Sab, 14/12/2013 - 14:44

non succedera nulla questo individuo losco anche questa volta la fara' franca,per questa telefonata Berlusconi sarebbe gia' in galera