Grillo e il Cav, «the voice» della politica

Provate a chiudere gli occhi mentre in tv parla un politico e chiedetevi se lo votereste ascoltando solo la sua voce. Quanto sono bravi i leader di partito nell'arte oratoria? Sanno usare la voce in modo convincente? Franco Fussi, docente di Audiologia e Foniatria all'Università di Ferrara ha analizzato i loro audio per conto del mensile Focus (in edicola completamente rinnovato). Risultato: i nostri politici, da Berlusconi a Renzi, da Alfano a Letta, non saranno Barack Obama, ma alcuni sanno sfruttare timbro e intonazione. Il Cavaliere, che conosce le tecniche di comunicazione e ha la passione del canto, usa la voce in modo consapevole. Insiste infatti sulle parole chiave e sa farsi sentire a distanza. Molto abile anche Beppe Grillo, che viene dallo spettacolo e ha un timbro «sporco», esortativo e molto efficace. Al contrario la voce di Mario Monti risulta monotona, rassicurante ma non incisiva, mentre quella di Pier Luigi Bersani è «ondeggiante, non comunica sicurezza e propositività». CBas