Grillo, fustigatore della casta in vacanza col super sconto

Il fustigatore opportunista è una figura tipica dell'antropologia italiota. Un personaggio che la nostra cinematografia ha felicemente descritto, per esempio in tanti film di Alberto Sordi. Il moralista accomodante. Accomodante con se stesso, s'intende. Grandi proclami e piccoli tornaconti. Utopie sbandierate e compromessi privati. Per definire il vero spirito arcitaliano Leo Longanesi scrisse che sulla bandiera tricolore il motto giusto dovrebbe essere «Tengo famiglia». E dunque, niente di nuovo. Tuttavia, se il campione della doppia morale - spietata con gli altri, indulgente con se stessi - è Beppe Grillo, il più irriducibile inquisitore del costume nostrano, il teorico della palingenesi del Paese, beh, allora la faccenda muove al sorriso. Del resto, il vizietto della morale double face era già emerso in occasione delle epurazioni dei dissidenti pentastellati, la senatrice Gambaro è solo l'ultima della serie. Da una parte si teorizza la rifondazione della democrazia e una sorta di messianismo digitale; dall'altra si espellono le voci appena critiche del movimento.
Stavolta lo schema «pubbliche virtù vizi privati» è rinverdito da una vicenda di vacanze a scrocco o super scontate (fino al 70 per cento). Quasi normale per molti italiani, meschinella per il Savonarola del Terzo millennio. Che lo Sciamano pentastellato amasse i resort a cinque stelle era cosa nota. Non lo era, invece, che li amasse alla follia se frequentabili a prezzo stracciato. Pensate che goduria per un genovese. Nell'elenco dei «privilegiati Valtur» che Panorama pubblica nel numero da oggi in edicola, oltre a politici, cantanti, calciatori e vip vari, il nome che fa strabuzzare è proprio quello del fondatore di M5S. I suoi soggiorni in Sardegna e al Sestriere datano tra il 2002 e il 2007. Mentre, nel primo Vaffa day, le invettive contro i privilegi della casta gli ingrossavano le vene, in quello stesso anno il Gran Fustigatore si bagnava a scrocco nelle acque cristalline della Baia di Conte vicino ad Alghero e spediva sulle montagne innevate e super scontate del Piemonte il resto della famiglia. Il magazine mondadoriano ha spulciato le distinte e può essere preciso, dettaglio che Grillo apprezzerà, su fatture e scontrini. Luglio 2003: diciannove giorni nel Valtur di Alghero per sette persone a settemila euro anziché 19mila. Febbraio 2004: settimana bianca al Valtur del Sestriere per cinque persone al costo di 2.600 euro invece dei quasi diecimila del prezzo intero. «Sconti di rappresentanza» e «sconti di catalogo», il check out del clan Grillo è sempre leggero. In un altro caso, sempre al Sestriere, l'ex comico che allora riempiva ancora i teatri, usufruisce di un «cambio merce»: uno show per i turisti del villaggio e via andare con il soggiorno aggratis.
Senza accanirsi su di lui, lo Sciamano a 5 stelle non era il solo a godere dei trattamenti di favore del tour operator allora di proprietà di Carmelo Patti, sul quale sta indagando la Procura di Trapani. Tra gli habitué della vacanza super scontata c'erano politici come Angelino Alfano e Renato Schifani, Francesco Rutelli e Piero Marrazzo, calciatori come Francesco Totti, Marco Materazzi e Pippo Inzaghi, cantanti come Claudio Baglioni, comici come Maurizio Crozza che, con famiglia, ha condiviso in un paio di occasioni la vacanza col vicino di casa Grillo. Scorrere la lista può essere un piacere. Ma ormai, con tutto quello a cui si è assistito in questi anni, si tratta solo di una conferma che esistono la casta dei politici, quella dei grand commis di Stato, quella dei vip e dei personaggi dello showbiz. Averli nel portfolio dei clienti giova anche al buon nome del resort o del villaggio a cinque stelle. Quelle delle guide turistiche, s'intende. Non quelle del movimento. Il caso da manuale, infatti, è quello di Giuseppe Piero Grillo detto Beppe. Delle due una: o fai il Savonarola ma sei ineccepibile; oppure meglio che rimetti nel fodero l'indice inquisitore.

Commenti

mr.jhon

Gio, 27/06/2013 - 11:14

noto con piacere che avete tolto l'articolo su Grillo scritto da un Vs. collega. Un articolo piu' idiota non poteva scriverlo. ma per rimediare alle castronate...ecco...il Robin hood ..ossia un tale Maurizio Caverzan che per non essere da meno del suo collega, dopo aver fatto un abbondante bagno di sole... scrivere pateticamente una pirlata..Come scritto prima al suo collega...ho visto Grillo mettere le dita nel naso...FORZA UN ARTICOLO DA PRIMA PAGINA