Grillo lancia Gabanelli e ricatta il Pd

La reporter scelta dal web per il Colle ("Bersani la voti e vedremo"). Ma c'è pure Rodotà, che il comico colpiva per la pensione d'oro

Roma - Alla fine i grillini scelgono la tv. Milena Gabanelli candidata presidente della Repubblica. In fila dietro di lei tutti gli aspiranti selezionati dalla rete a Cinque stelle. Secondo Gino Strada. A seguire l'ex Garante della privacy Stefano Rodotà. Sesta l'altra donna in lizza, Emma Bonino. I tre magistrati Zagrebesky, Imposimato e Caselli rispettivamente quarto, quinto e settimo. Ultimo e penultimo Dario Fo e Romano Prodi. Grillo choc invece sceglie l'inciucio con il Pd: se i democratici votano la conduttrice di Report, il moVimento metterà «ai voti» un possibile accordo sul governo Bersani. La candidata presidentessa scelta per ora non accetta e non rifiuta: «Sono commossa e sopravvalutata». Si sente onorata e tutto questo «è altamente gratificante». Quando «i proponenti mi chiederanno, risponderò».

L'attesissimo responso dell'oracolo grillino, le quirinarie gestite on line dal gran burattinaio del partito Gianroberto Casaleggio, si concludono con una top ten senza numeri. C'è la classifica ma non ci sono i votanti. In rete si scatena a protesta. Dov'è finita la sbandierata trasparenza? « Vorrei sapere quanti voti ha preso ogni singolo candidato. Vorrei sapere perché non lo dite», scrive Luca Tegoni. «Ragazzi - polemizza Umberto Guerra - senza i numeri dei voti e dei votanti il (bel) risultato di questo esperimento di democrazia diretta è incompleto». Messaggi così sono diventati centinaia. Sono arrivate anche accuse di votazioni «bulgare».

Grillo si è fatto un baffo di queste lamentele, ed ha passato subito la palla a Bersani: «La rete, il movimento, ha espresso un miracolo: Gabanelli presidente della Repubblica - ha annunciato gaudium magnum -. Spero vivamente che lei accetti e voglio dare un consiglio direttamente a Bersani. Un punto di incontro può essere questo: voti la Gabanelli anche lui». Potrebbe « essere un inizio di una collaborazione. Cominciamo da lì, poi vedremo i rimborsi elettorali, la legge anti-corruzione. Se non con Bersani, li faremo con i giovani del Pd». Matteo Renzi? Se la giornalista e Strada dovessero rifiutare, l'ultimo diktat di Grillo, «Rodotà deve essere votato, è un ottimo nome che può essere speso dalla sinistra». Peccato che neanche due anni fa, nel luglio del 2011, sul suo blog il comico se la prendeva con i «pensionati d'oro» del parlamento. E tra questi c'era nientemeno che Rodotà.