Grillo va sempre più a fondo ma esulta come i vecchi politici

Il M5S indietro ovunque in Sicilia, dov'era iniziata la loro scalata elettorale. Ballottaggio a Ragusa, Bianco (Pd) a Catania vince al primo turno

Roma - Non si arresta la caduta libera dei Cinque stelle. Vero che dopo la bastonata del primo turno, dove i grillini sono scesi sotto il 10% in quasi tutti i Comuni, anche a Siena, ora il Movimento porta a casa due sindaci su tre nei ballottaggi in cui era in corsa, Fabio Fucci a Pomezia e Mario Puddu a Assemini. Ma deve fare i conti con la delusione Sicilia, la regione da cui era nato il sogno di espugnare l'Italia (non Pomezia).
Entrambi i neo sindaci hanno sfondato il muro del 60% dei consensi. Fucci è arrivato al 63,7%, lasciando lo sfidante del Pd al 36,3. In Sardegna, Puddu è volato al 68,19%. Luciano Casula del centrosinistra, che era in vantaggio al primo turno, non va oltre il 31%. Un segno, questo, che l'elettorato del centrodestra ha preferito votare il M5S piuttosto che la sinistra dopo il giro di boa di due settimane fa. Dopo le defezioni, i litigi e le accuse ai ribelli, i grillini in qualche caso resistono. Ma sono storie isolate. Non reggono, per esempio, salvo un'eccezione, in Sicilia, la ex Regione d'oro dei Cinque stelle, ieri al voto per il primo turno. Qui, a parte Ragusa, dove fino a ieri sera si profilava una sfida serrata con il Pdl per conquistare il ballottaggio con il Pd, il Movimento è precipitato. Addirittura sotto il 3% a Messina, 3,1% a Catania, dove si delineava la vittoria del già due volte sindaco del Pd ed ex ministro dell'Interno Enzo Bianco, sopra il 50%. Eppure quelle due poltrone di Pomezia e Assemini hanno riportato un entusiasmo momentaneo tra i cinquestellati. Euforico Grillo sul blog: «Il cammino del Movimento 5 Stelle all'interno delle istituzioni è lento, ma inesorabile. Mario, Fabio e i ragazzi del Movimento apriranno le porte dei comuni ai cittadini. A loro va l'abbraccio di tutta la comunità del M5S. Vi staremo vicini! Abbiamo altri 2 sindaci». Molto è stato merito dei candidati. Nomi già conosciuti, come per Pomezia: «Grandi! - scrive su Facebook il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio - Da sottolineare che a Pomezia, città difficilissima, diventa sindaco Fabio Fucci, già consigliere comunale per il Movimento negli ultimi anni. Dove ci mettiamo alla prova, veniamo premiati». I Cinque stelle perdono invece il ballottaggio nel terzo Comune dove erano in corsa, a Martellago, in provincia di Venezia, dove è eletta Monica Barbieri (Pd).

Con poco più di metà delle sezioni scrutinate, a Ragusa, i grillini ieri sera reggevano: Federico Piccitto superava il 16%. Quindi secondo, testa a testa con il candidato del Pdl, dietro all'uomo del centrosinistra Giovanni Cosentini. Lo spoglio in Sicilia è andato avanti in modo molto lento, tra enormi difficoltà. In alcuni casi in provincia di Messina mancava anche il fax per l'invio dei dati, e i vigili hanno dovuto portare i fogli a mano dalle scuole alle prefetture. L'astensione è salita in media del 6-7% rispetto alle Comunali di cinque anni fa. Non è andato a votare quasi un siciliano su quattro, con una partecipazione media al voto del 66%. Una circostanza che non ha certamente premiato il M5S. La terra laboratorio, insomma, non si è fatta conquistare dal vento della protesta grillina, che proprio in Sicilia era soffiato prima che altrove.

Alle sette di sera, a Messina non si conosceva nemmeno il dato dell'affluenza. E dati ufficiali col contagocce in tutti e quattro i capoluoghi al voto. Un po' meglio coi dati ufficiosi, delle segreterie. A Catania, dopo 75 sezioni scrutinate su 335, era nettamente in vantaggio il candidato del Pd Enzo Bianco, con il 50,9% dei voti. Lidia Adorno dei Cinque stelle era ferma al 3,1%. Il Pd vinceva in tutti i capoluoghi. Addirittura a Messina, sempre sulla base di dati non ufficiali, si profilava la vittoria a primo turno di Felice Calabrò, al 52,2% (55 sezioni su 235). «Ovunque siamo avanti», commentava soddisfattissimo il governatore Rosario Crocetta. Con i Cinque stelle «proseguiremo la strada del dialogo».