Guai a chi è normale Spazio all'eroe elegante

È difficile commuoversi alle sfilate uomo, in genere si tratta di manzi che vanno avanti e indietro sulla pedana senza arrivare mai dove dovrebbero. Invece ieri dalle passerelle di Milano Moda Uomo è arrivato un messaggio potente e commovente: facciamo esplodere l'orgoglio italiano, siamo il Paese della bellezza e dell'arte, un popolo di eroi, di pensatori, di poeti, di navigatori e di gente elegante. Roba da pelle d'oca, insomma, una scarica di ottimismo e positività che ci tocca il cuore dopo le indimenticabili sfilate di Dolce & Gabbana e di Stefano Pilati per Ermenegildo Zegna, ma anche davanti alle strepitose collezioni di Andrea Incontri e di Jet Set. Domenico e Stefano dicono che l'uomo ideale è un cocktail tra Ulisse, Apollo, Zeus e il nostro adorato papà: l'eroe epico per eccellenza, gli dei dell'Olimpo in tutta la loro geometrica potenza tradotta però nel dolce linguaggio che conosciamo dalla nascita. Ci sono infatti le stampe dei templi di Agrigento e Selinunte, quelle delle monete ritrovate a Segesta e ad Almidone, ma anche il bianco così speciale del marmo sotto il sole e l'inconfondibile nero dell'eleganza siciliana. Poi c'è la musica struggente composta da Ennio Morricone per Nuovo Cinema Paradiso, l'ulivo secolare in fondo al set e una settantina di modelli formato Adone scelti come al solito per le strade della Sicilia.
È tutto talmente bello e così squisitamente italiano che viene voglia di ringraziare i due stilisti per l'emozione provata ma non vogliamo cadere nel rito dei complimenti da backstage altrimenti detto «bacio della pantofola». Così li inseguiamo dietro le quinte, diciamo bravi in due parole e non vediamo che un tizio si denuda (pare per protesta) in passerella. A chi ci dice che abbiamo perso il meglio, possiamo rispondere tranquillamente no perché abbiamo visto uomini bellissimi vestiti benissimo con abiti sartoriali dalle nuove proporzioni super aderenti. Inoltre dopo aver ammirato il garbo italiano perfino nei calzoncini da spiaggia, non troviamo sexy un'inutile nudità.
«Mi sono divertito e al tempo stesso ho imparato» dice Stefano Pilati poco prima della sfilata che segna il suo esordio da Zegna dopo otto anni come direttore creativo di Yves Saint Laurent. Poi spiega che dietro alla sua fantastica collezione ci sono molte cose: un tocco di romanticismo, i cento anni di storia dietro a un marchio che fa onore a questo Paese, l'idea di ritrovare le occasioni dell'abito e la capacità di stare in modo nuovo nei contesti educati dove il lusso come il potere esistono da sempre. Tradotto in moda tutto questo diventa piccoli rilievi ton sur ton sui pantaloni mentre le giacche sono lisce o sottilmente gessate, un uso supremo del colore, tagli perfetti (mai visto un revers che sfugge nel finale della giacca), qualcosa che vale davvero e per sempre. Indimenticabile l'installazione video e la colonna sonora della sfilata: spettacoli così concettuali e perfetti prima si vedevano solo da Prada.
Molto più economico il set, ma ugualmente impeccabile la collezione di Andrea Incontri dimostra che si può volare tenendo i pieni per terra.
Il bravissimo designer immagina infatti un dialogo tra gli attori del mare intesi come pescatori o marinai e l'uomo del faro: uno che vive di silenzi, luce e poesia. Risulta una moda fresca, sofisticata eppure giovane senza per altro mai scivolare nel giovanilismo.
Da Jet Set, storico marchio di abbigliamento sportivo convertito alla nuova frontiera del dress down (ovvero l'abito dei momenti di relax) le lavorazioni sono pazzesche: maglie aerografate, doppie coloriture, le stampe tagliate e messe all'interno dei capi, il disegno mimetico fatto a mano, perfino i polsini nuvolati.