Gucci e Fendi giocano sulla pelle dell'uomo

Un uomo da toccare. Più lussuoso che lussurioso, ma seducente come non mai nella materica eleganza delle collezioni di Fendi e Gucci per il prossimo inverno in passerella ieri a Milano. In entrambi i casi la moda attira tanto gli sguardi quanto le carezze: una seconda pelle di eccelsa qualità. Fendi sovverte le regole del gioco per cui il coccodrillo finto è più prezioso del vero essendo fatto da nappa pressata, ricamata e cerata a mano. La maglia fusa nel montone a pelo lungo, il Principe di Galles sfaccettato da scomposizioni e ricomposizioni grafiche, la pelliccia di astrakan accorpata al cashmere nero del paltò: la quintessenza del made in Italy. Il tutto con molta ironia, come nei Bag Bugs (mostriciattoli da appendere alle borsette di lei) trasformati nell'intarsio del montone di lui o nella declinazione al maschile dell'iconica borsa Peekaboo.
Da Gucci si ritrova quella spietata capacità di sintesi che tanto amiamo nel lavoro di Frida Giannini: un'invidiabile lucidità. La sfilata è divisa in due parti: la prima con una sinfonia di colori chiari ripresi dai ritratti maschili dell'artista canadese Kris Knight e la seconda con una sorta di fusione a caldo tra nero e blu. In questa parte c'è un evidente omaggio alle fotografie di Nureyev scattate da David Bailey negli anni Sessanta che sono la vera icona di riferimento della collezione oltre all'uso supremo della pelle (plongè per le camicie, accorpata alla schiuma per i pantaloni da byker) e al modello dell'ultima uscita in smoking con i piccoli revers di nappa da guanto. È il figlio cadetto di Alain Delon (Fabien Alain), che si è già beccato 5 mesi di carcere minorile per gli spari che hanno ferito gravemente una sedicenne alla sua festa dei 17 anni (oggi ne ha 20) e che sta per girare un film-scandalo di Yann Gonzales. Fabien ha quel genere di bellezza dark che lo stile Gucci rende desiderabile oltre ogni dire. La moda Trussardi è invece ispirata dall'idea di una spy story con super eroe. Urbano, cibernetico, scattante e idealista, l'uomo Trussardi si veste in pelle doppiata di panno, montone peso piuma, pullover da montagna ed eleganti completi giacca e pantaloni con camicie in cotone Chambray che ricordano il denim. Lo sciatore-motociclista di Hamish Morrow per Bikkembergs passa dal pullover in pelliccia di visone al giubbotto da byker in lurex intarsiato e non si nega il pelliccione in coyote tinto di verde. L'uomo Canali recupera il lato romantico della mascolinità. E sulla musica divina e dal vivo di Lodovico Einaudi sfila con avvolgenti cappotti in spazzolino, mohair o cashmere. Stupendi i colori ispirati dalla Venezia invernale.