«Hackerato» il tesoriere Pd: tweet al veleno Dopo la Moretti e la Taverna

Roma La Twitter-mania del Palazzo sta diventando un hobby pericoloso. L'elenco delle illustri vittime del social network si allunga ogni giorno di più: è un gioco da ragazzi, per un qualunque giovanotto mediamente esperto di informatica, «bucare» le irrisorie barriere che proteggono anche gli account dei vip, e trasformarli in pubblica gogna.
L'ultimo obiettivo degli «hacker» è stato Francesco Bonifazi, parlamentare democrat, tesoriere del Pd e renziano della prima ora. Che ieri ha sporto denuncia alla polizia postale contro gli ignoti pirati che si sono impadroniti della sua identità Twitter e hanno messo in rete a suo nome un messaggio senza destinatario – ma corredato di battute pecorecce – il cui succo suonava così: «Chiamami, dobbiamo parlare di Mps e delle richieste del ciabattino e di Cdb per le nomine». Soprannomi e acronimi che rimandano probabilmente a Diego Della Valle e Carlo De Benedetti.
Il tweet è partito nella serata di due giorni fa, mentre a Montecitorio erano in corso i lavori d'aula sulla legge elettorale, tanto che in Parlamento c'era chi ipotizzava uno «scherzo» ai danni di Bonifazi da parte di qualche collega entrato in possesso del suo cellulare o Ipad. Peccato che il parlamentare si fosse allontanato da Montecitorio, spiegano gli amici, per presenziare a un funerale. E che, non essendo un aficionado di Twitter (in carattere con la sua indole notoriamente riservata e senza propensioni al protagonismo), si sia accorto dell'accaduto solo un'oretta dopo. «Altro che scherzo, un vero e proprio hackeraggio», dicono nel Pd. E lui avverte su Twitter: «Vittima di un hackeraggio da ignoti. Sul mio profilo scritte frasi assurde e domani sporgerò denuncia». Cosa fatta ieri. E nel Palazzo ci si interroga su come ottenere maggiori protezioni per gli account attraverso i quali, con sempre maggiore frequenza, gli esponenti politici comunicano online.
Gli episodi sgradevoli ormai sono numerosi: ad Alessandra Moretti del Pd e Paola Taverna del Movimento Cinque Stelle, è andata molto peggio che a Bonifazi. Nottetempo, i loro account su Twitter si sono trasformati nel set di un film a luci rosse, con le due (false) deputate che si scambiavano insulti pesantissimi a sfondo sessuale. Paradossale invece l'attacco pirata subito da Gianroberto Casaleggio, presunto guru del web ma talmente vulnerabile che l'account della sua società è stato «bucato» a più riprese da ironici hacker: un figurone.