I 5 Stelle spaccati sulle commissioni Il caso A Fico la Vigilanza, alla Lega il Copasir

RomaLa Vigilanza a un fedelissimo di Grillo, Roberto Fico; il Copasir alla Lega, Giacomo Stucchi, e la Giunta per elezioni e immunità al vendoliano Dario Stefano. Dunque tiene l'accordo di massima Pd-Pdl anche sulle ultime nomine per le presidenze delle commissioni bicamerali e quelle di Palazzo Madama. Non tiene invece il Movimento 5 Stelle che, anche in questo frangente, dimostra un'incompetenza e un'incapacità di gestione che portano all'autosospensione per protesta di uno del gruppo, il senatore Mario Michele Giarrusso.
Pietra dello scandalo per il grillino il comportamento del capogruppo pentastellato, Vito Crimi, che non ha votato perché è arrivato troppo tardi. «Abbiamo passato quattro mesi a fare casino per l'ineleggibilità di Berlusconi e abbiamo un capogruppo che non si presenta al voto per il presidente della Giunta - attacca Giarrusso - Ci sono mele marce anche da noi e se ne devono andare». Inutili le spiegazioni di Crimi «non riuscivo a trovare dove fosse la Giunta, non è stata colpa mia». Giarrusso ha scelto l'autosospensione in attesa di essere sostituito perché non gli è andata giù la nomina di Stefano e ritiene che M5S abbia «mollato» su questo punto. Il perché è ovvio: Stefano non sembra avere alcuna fretta di affrontare la questione dell'ineleggibilità di Berlusconi.
«Il presidente della Giunta non è una sorta di giustiziere della notte - ha esordito Stefàno subito dopo la nomina - Come se fossimo in un videogioco dove basta pigiare un tasto per distruggere “il nemico”. È un'idea che germoglia nella violenza verbale che oramai caratterizza il dibattito pubblico e che occorre disinnescare». Il senatore di Sel evidentemente non ritiene la questione dell'ineleggibilità una priorità assoluta da liquidare in fretta ed in modo sommario. «Esiste una questione seria, tra le altre, che affronteremo con serietà e scrupolosità - dice Stefano -. Approfondiremo con rigore e coscienza tutte le questioni che si presenteranno in modo da provare a ricondurre la discussione e le decisioni che ne scaturiranno nell'ambito di un dibattito che sia all'altezza della storia del nostro paese».
Il neopresidente della Vigilanza, Fico, invece promette di portare la politica fuori dalla Rai e di avviare una «riflessione» sul canone che comunque, garantisce, lui ha sempre pagato.